OBLITERATION
Total Fucking Obliteration (7")
Etichetta: Duplicate Records
Anno: 2005
Durata: 13 min
Genere: brutal death metal
Eccomi qui a presentare l'ennesimo gruppo del nuovo underground
norvegese: gli Obliteration. Questa brutal death metal band è
originaria della cittadina di Kolbotn, città che dato i natali anche ai
DarkThrone, ai Lamented Souls, ai Turbonegro, ecc... Il quartetto ha
mosso i primi passi nel 2001, per raggiungere una certa fama nella
scena di Oslo grazie ad un demo prima, e ad una grande prestazione
all'Inferno Festival del 2005.
Apprezzato per la freschezza del songwriting, questo gruppo ha anche
stupito tutti per la maturità dimostrata nonostante la giovane età. Sul
sito c'è scritto che quando "Reign In Blood" è stato pubblicato,
nessuno dei musicisti aveva ancora visto la luce! Impressionante vero?!
Messi sotto contratto dall'ottima etichetta Duplicate Records, gli
Obliteration hanno potuto finalmente pubblicare il loro primo lavoro
ufficiale: il 7" "Total Fucking Obliteration".
La copertina, in buon cartoncino, è apribile. All'interno si
possono trovare tutte le indicazione relative alla registrazione, la
line-up ed i ringraziamenti. La copertina, dai colori scuri, reca in
bella vista il logo del gruppo. Sullo sfondo si intravedono tanti
disegnini macabri.
La formazione vede Sindre Solem alla voce, Arild M. Torp alla chitarra, Didrik Telle al basso e Kristian Valbo alla batteria.
"The Smell Of Rotten Entrails", posta in apertura del lato A, mette
subito in mostra il suono compatto e potentissimo del quartetto. I riff
ben definiti della chitarra vengono sostenuti da una sezione ritmica
assolutamente devastante. La qualità di registrazione, impeccabile,
rende giustizia ad un esempio di brutal death metal di qualità, ben
interpretato da un growling profondo e devastante. Le sonorità sono
oscure più che mai, e le atmosfere cupe e malevoli. La struttura del
brano è abbastanza complessa: i cambi di tempo e di riff non si
contano, ma scorrono via lisci grazie ad un songwriting molto naturale.
Grande la prova solista di Arild, in grado donare un pizzico di melodia
ad una musica così sanguinaria.
Anche "Baptized In Vomit" è una vera mazzata in pieno volto. Chitarra,
basso e batteria si muovono con un'intesa invidiabile, ed i musicisti
dimostrano una tecnica invidiabile per la loro età. Si tenga conto che
hanno tutti sedici-diciassette anni, ma non temono confronti con
artisti più navigati. Se "The Smell Of Rotten Entrails" presentava
parecchi momenti di tensione, dovuti all'utilizzo di note lunghe su una
ritmica nervosa ed instancabile, "Baptized In Vomit" non si fa problemi
a strizzare un occhio al thrash.
Il lato B è aperto dalla title-track, un brano inquietante carico di
energia. Lo stile del riffing è molto tradizionale, ma l'energia
profusa dai musicisti è pazzesca. Gli Obliteration, inoltre, non
incorrono nell'errore di molti gruppi, cioè quello di comporre canzoni
piene di riff ultracomplessi ma prive di una propria identità. Le
quattro canzoni presenti in questo 7" sono molto diverse fra di loro,
ed equilibrate al punto giusto. I riff sono scelti con cura certosina,
ed i numerosi cambi di tempo e di attitudine contribuiscono a non
rendere la composizione dispersiva. Ah, questa traccia e la successiva
sono arricchite dalla prestazione vocale di Apollyon (Aura Noir), che
unisce la sua voce a quella di Sindre.
"Legion Of The Damned" non tradisce le aspettative. Poca
originalità, ma tanta qualità. E il suono poi, questo suono: così
pieno, così potente, così nitido e preciso! Senz'altro (potenzialmente)
il miglior gruppo death metal norvegese, a fianco degli Cthon! Tutti i
quattro musicisti sono infatti degli ottimi interpreti. Tra tutti, il
mio preferito è il chitarrista Arild: i suoi interventi solisti non
sono mai casuali, ma sempre ricchi di idee intelligenti!
I miei toni vi sono sembrati entusiastici? Beh, forse mi sono
fatto trascinare da una sorta di affetto, quasi da chioccia, anche
perché in Italia sono ben pochi quelli che conoscono questo gruppo.
Shapeless è stata un po' pioniera nei loro confronti, facendone
circolare il nome tra gli appassionati dell'underground. Ricordo che la
prima volta che ne abbiamo scritto su Shapeless, è stato in occasione
di una vecchia intervista con Apollyon.. Eppure sono convinto che ne
sentirete parlare, se non altro perché le etichette continuano a
pescare gruppi dalla Norvegia come se questo paese fosse l'Eldorado del
metal, cosa purtroppo non sempre vera. Il voto alto è comunque
giustificato dal rapporto tra qualità della musica e la giovane età dei
musicisti. E' raro trovare adolescenti con idee artistiche così chiare.
Se non si perderanno, se continueranno a migliorarsi, il futuro non
potrà che sorridere agli Obliteration.
(Helvis - Febbraio 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Obliteration: kvalbo@online.no
Sito Obliteration: http://www.obliteration.tk/
Sito Duplicate Records: http://www.duplicate-records.com/