NÅSTROND
Muspellz Synir

Etichetta: Debemur Morti / Mystic Arts
Anno: 2008
Durata: 54 min
Genere: black metal


I Nåstrond, da Götheborg in Svezia, hanno avuto una carriera in sordina, nonostante molti gruppi del loro paese, ad essi contemporanei o successivi, abbiano goduto invece di un successo consistente. Nati come trio nel 1993, hanno cambiato il moniker da Trident a Nåstrond nel momento in cui si sono trasfomati in duo. Il termine Nåstrond indica la spiaggia dei cadaveri sulla quale, secondo la mitologia norrena, riposa il serpente Nidhogg, intento a divorare salme e a rosicchiare le radici dell'albero Yggdrasil. Nel medesimo anno della loro formazione e anche nel successivo, il gruppo pubblica due demo: "The Black Winter" e "From A Black Funeral Coffin".
Nel 1995 il gruppo ha esordito ufficialmente con il 7" "Digerdöden", seguito poco tempo dopo dall'album "Toteslaut". E' in quel periodo che i musicisti del gruppo si sono affiliati all'Ordine Nero Del Dragone, fatto indicativo del loro forte interesse per l'esoterismo.
"Age Of Fire" è stato il successore di "Toteslaut", e ad esso è seguita la pubblicazione della raccolta "From A Black Funeral Coffin" e sette anni di silenzio.
"Celebration Of The Four" ha segnato il ritorno del duo sulle scene, ed il ritorno è stato doppiato da una seconda raccolta intitolata "Conquering The Ages".
Nel 2005 e nel 2007 i Nåstrond hanno pubblicato due split, rispettivamente con i greci Nocternity e con gli irlandesi/svedesi Myrkr.
Siamo giunti quindi a "Muspellz Synir", quarto full-length della band e primo lavoro pubblicato per la Debemur Morti. Il titolo del CD ha a che fare col richiamo per la distruzione di questo mondo, alla fine del suo ciclo, sempre secondo la mitologia dei vichinghi.
La copertina, in bianco e nero, è occupata dal disegno di un essere femminile mostruoso, dal corpo ricoperto di scaglie e circondando da quelle che sembrano code di serpente, rivolte verso l'altro come fossero fiamme. Le otto facciate del libretto contengono tutti i testi, in inglese, svedese e tedesco, più alcuni simboli magici ed una foto. Dalle note, scopriamo che il CD è stato registrato nel 2006, ed una nota in calce ci ricorda che "il mondo richiede la sua distruzione".
I musicisti coinvolti sono Karl NE (voce, chitarra, tastiera, tapes) e Arganas (batteria, percussioni, tapes).
Il CD è aperto da un'introduzione di chitarrate pesanti in crescendo, che prepara il terreno a "The Gallow Reveals". Si tratta di una canzone oscura, la cui qualità di registrazione è in linea con molte produzioni di black ortodosso. I suoni sono molto marci, in particolare a causa dell'effetto riverbero presente soprattutto nella voce distorta e nella batteria. I riff di chitarra sono molto semplici, ma ogni tanto si concedono qualche dissonanza. Analizzando il brano, è facile notare quanto sia semplice. Eppure funziona perchè qualcosa nell'arrangiamento lo rende particolare. Vuoi proprio le piccole dissonanze utilizzate da Karl NE, vuoi le melodie nascoste dietro il muro della chitarra, programmate dai due musicisti. Sia come sia, "The Gallow Reveals" è una canzone decisamente malata.
Un riff più vitale introduce "Phenrir Prophesy", prima di liberarsi in una cavalcata, che frena a breve contro un nuovo rallentamento. Il ritmo continua ad alternare accelerazioni e rallentamenti, mentre il riffing prosegue per la sua strada, senza accennare minimanente a complicazioni tecniche. Tutto è molto lineare e prevedibile. Questo tipo di black è molto differente da quello che generalmente viene associato alla Svezia. Sembra che i Nåstrond guardino al passato del genere, e alle frange più underground del black, disinteressandosi di quanto sia avvenuto attorno a loro nel corso degli anni.
Le dissonanze malate tornato in "Eldrök", un brano caotico costituito da sovraincisioni disturbanti, e sostenuto da un blastbeat torturante. Un breve episodio privo di regole, attento soprattutto a far male.
"Defiant Of The Transient" è un esempio di black minimale, con un'andatura quasi punkeggiante. Fa venire in mente qualcosa dei DarkThrone, in versione più grezza. Anche quando cambia riffing, il dito rimane puntato verso il gruppo norvegese. L'esecuzione è molto istintiva, e a volte Arganas si perde in qualche battuta, a causa di una cronica imprecisione. Però questo ci sta nel black. Grezza e ripetitiva.
"Dark Fyres" (come vedete, anche titoli e, di conseguenza, anche i testi non sono poi così curati), è resa particolare da rallentamenti opprimenti di ispirazione doom. E' una canzone nera e deprimente, che sebbene acceleri non comunica grinta, ma solo un senso di gelo e di distanza. Ah, specifico una cosa: il suono della chitarra è pieno, mai zanzaroso. E' importante che la cosa si sappia, visto che ormai tanti gruppi black tendono ad assomigliarsi parecchio come suono.
Sempre molto lente le battute iniziali di "Die Sense Die Die Schwarze Herbstzeitlose Mäht", ci conducono in un tunnel dell'orrore scandito dal growling profondo, in questo caso, del cantante. Sicuramente una traccia degna di nota, che mette in mostra la creatività spontanea ed ingenua del gruppo, e le sue libertà ed indipendenza stilistiche. C'è anche una sezione dark ambient a metà, più o meno.
"Ascending Blaze" è una canzone di black metal classico, dal ritmo veloce ed il riffing basilare e ripetitivo. Anche qui torna a farsi sentire l'influenza dei DarkThrone. Come al solito, degli effetti sonori arricchiscono il suono creato da chitarra e batteria.
Segue "Agios", che nel libretto è indicato come "un canto sacro, della Tradizione Scura". Una litania a cappella, niente di più .
"Svarta Stränder (Digerdöden)" è una canzone dal piglio più epico e battagliero, e l'arrangiamento, così come i suoni, mi sembrano più vigorosi e convincenti rispetto a quanto ascoltato in precedenza. Anche la realizzazione appare più curata, e c'è addirittura un'apertura melodica. Ascoltando le varie traccie di questo CD, si stenta a credere che la band che suoni questa canzone sia la medesima che ha suonato un brano come "Ascending Blaze", tanto per citare una traccia.
"Calling The Serpentine" è una composizione decisamente più orientata verso il black classico, costituito da blastbeat e successioni armoniche. Ridondante e facile, non fa sconti nè scende a compromessi.
Ecco ora lo strumentale "Ior", o almeno così è definito, mentre in realtà si tratta di un intermezzo ambient piuttosto inquietante. Lo scrosciare delle onde introduce "Mouth Of The Sea": si tratta di una cavalcata black, costituita da riff semplici e da un ritmo creativo. Il songwriting della band è sempre basilare, privo di sorprese. Il loro è il modo più facile di intendere il black, ed il tutto ha un sapore così naïf da far sorridere. Sono presenti anche dei rallentamenti.
Altro intermezzo è "Passing Beyond Light", che ci prepara alla conclusiva "Nästrond". Si tratta di un brano vigoroso, di black tradizionale, suonato con tutti i criteri del caso. Lunghe note di tastiera rendono più pieno il suono delle chitarra. L'esecuzione è sempre sommaria (eheh), ma va bene così.
Che giudizio dare di questo album? Mah, non è così semplice. Da un lato, il duo dimostra di essere piuttosto indipendente rispetto alla scena del suo paese, e si mantiene trasversale rispetto alle varie sottoclassificazioni del black. Dall'altro, non ho trovato canzoni particolarmnente avvincenti, e credo sarebbe lecito aspettarsi di più da un gruppo con tanta esperienza. Il minimalismo è certamente voluto, e tante volte il disco riesce ad evocare atmosfere occulte e sicuramente oscure. Però la differenza fra le varie canzoni, alle volte sia dal punto di vista della realizzazione, altre volte della registrazione, fa suonare "Muspellz Synir" più come un assemblaggio di vari pezzi, che come un album fatto e finito. Quale dovrebbe essere, tra l'altro.
Non me la sento di dare un gran voto a questo CD, anche se gli amanti del black più marcio e misantropico potrebbero trovarlo affascinante. Io stesso ho apprezzato molte sezioni di questo CD, però complessivamente mi sembra una prova un po' debole, priva di un vero e proprio carisma.
Un'uscita solo per gli appassionati di tali sonorità.
(Hellvis - Aprile 2008)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Nästrond: nastrond_karl@yahoo.se
Sito Nästrond: http://nastrond.cjb.net/

Sito Debemur Morti: http://www.debemur-morti.com/

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