NOVEMBRE
Novembrine Waltz
Etichetta: Century Media
Anno: 2001
Durata: 60 min
Genere: dark metal
"Novembrine Waltz" è fino ad ora l'ultimo lavoro in studio per il
grande gruppo romano ed anche stavolta le aspettative non sono state
certamente disattese, anche se personalmente lo giudico leggermente
sottotono rispetto ai due lavori precedenti. "Distances" è il brano che
va ad aprire questo lavoro, un riff dark e ficcante, tipicamente alla
Paradise Lost, ci introduce verso quelle sonorità oramai consone alla
band dei fratelli Orlando, un dark metal di egregia fattura
inframmezzato da interventi melodici e dal gusto tipicamente italico.
Clean vocals si alternano a cantati più ruvidi e strascicati; da
segnalare l'egregio lavoro al basso del nuovo entrato Demian Cristiani,
fruitore di una moltitudine di note che ritmicamente vanno ad
appoggiare il lavoro sempre buonissimo di Carmelo Orlando alle
chitarre; pregevole l'intermezzo di fisarmonica, decadente e
malinconico e l'idea del finale, dove vagamente risuona un riff che va
a ricordare l'andatura di un vecchio valzer ballato da due tristi
pierrot nel bel mezzo del niente.
"Everasia" è un pezzo molto lungo dove ancora una volta tornano
alla mente i valzer ed i suoi incedere ritmici. Da notare come in
questo caso l'uso della lingua italiana sia alternato a quella
dell'inglese, creando a livello vocale un effetto straniante ed
assolutamente atipico. Grandi. Di nuovo, riff più cadenzati e melodici
lasciano spazio a sfuriate (controllate) ai limiti del black, mentre
interessanti inserti di tastiera rendono il tutto più accessibile e di
facile presa. Sicuramente uno dei punti di forza dell'intero lavoro. Il
pezzo che segue è, "Come Pierrot", scritto da Max Pagliuso, ora non
facente più parte del gruppo; la vena melodica è di nuovo padrona, il
cantato pulito di Carmelo è accompagnato da poche note di piano poi
avvolte da un riff di chitarra struggente e desolato. Di sicuro impatto
il giro successivo, potente, melodico e atmosferico che ci introduce ad
uno degli assoli più belli forse mai scritti da Carmelo, mentre in
lontananza si odono ancora parole in italiano. Stop. Il tutto si fa di
nuovo più duro e cupo, la voce più ruvida e le ritmiche più violente
mentre un ipnotico rifferama ci accompagna alla conclusione, dov'è la
melodia a riprendere il sopravvento.
La chitarra acustica (tipicamente Opeth) va ad aprire il quarto
pezzo dell'album, "Child of The Twilight"; dove dopo l'introduzione si
ha un vero e proprio richiamo ad uno dei pezzi più belli del loro primo
lavoro, "Nostalgia/Its Gaze": le onde in lontananza, ed è come impazzire in un mare dorato,
così come pronuncia sommessamente Carmelo. Una strana cantilena a più
voci sotto una ritmica leggermente cadenzata ci porta ad una vera e
propria sfuriata black che nell'incedere e nell'esecuzione riporta alla
mente gli Emperor di "In The Nightside Eclipse": gran bel pezzo, dove
Carmelo grida al mondo tutta la sua rabbia ed il suo dolore. Finale
melodico ed ossessivo. "Cloudbusting" è una cover di Kate Bush, per
l'occasione interpretata da Ann-Mari Evardsen, cantante dei nordici The
3rd And The Mortal; resa certamente più dura dalle chitarre e dalla
ritmica incalzante dei nostri, che creano un notevole contrasto con la
bellissima voce della cantante. Senza dubbio una piacevole
interpretazione.
Una lunga introduzione strumentale molto rock-oriented (se mi si
passa il termine) avvia "Flower", in questo caso l'uso della voce è
l'elemento caratteristico: i cupi growls sono doppiati dalle clean
vocals e viceversa. L'intero uso delle chitarre richiama a nette
sonorità new-wave: da notare anche una certa ricerca sonora ed
atmosferica; interessante.
"Valentine" è una strumentale atipica, dove non si cerca di far
risaltare un unico strumento sugli altri ma di creare un impatto
emotivo ed un incedere melodico tipici di certe colonne sonore,
rallentamenti, crescendi e stacchi, come a voler sottolineare i vari
momenti di una sceneggiatura e perché no, di alcuni momenti particolari
della vita.
Il tambureggiare incalzante della batteria apre il penultimo
pezzo, "Venezia Dismal"; l'impatto sonoro è praticamente devastante e
si notano echi degli ultimi Katatonia. Un break centrale lento e
cadenzato fa da sfondo al toccante cantato di Carmelo, forse mai stato
così convincente; quindi un intreccio di chitarre acustiche cambia
radicalmente l'atmosfera del pezzo, che si fa più duro, arrembante,
veloce e dalla notevole carica emotiva.
L'ultimo pezzo, "Conservatory Resonance", si apre con un buon solo che ricorda in tutto e per tutto certe sonorità valeriane,
condite però in questo caso da growls cupe e lancinanti. Un pezzo
questo alquanto oscuro e dark e dove non vi è alcuna via di scampo;
bella l'idea degli effetti wa-wa sull'incedere centrale e dei soli, che
quasi coprono la rabbia finale, cercando di sopirne l'impatto. I
Novembre oramai seguono un loro clichè compositivo che li rende
riconoscibili tra molti altri gruppi. Bella l'idea di sviluppare
l'intero lavoro dietro a certe sonorità e alle ritmiche di stampo
valzeriano, ben riconoscibili durante tutti i momenti dell'album.
Interessante e bellissima la copertina ad opera di Travis Smith
(artista tra i più prolifici ed utilizzati in ambito dark/metal, sue le
copertine di numerosi lavori di Nevermore, Entombed, Dead Soul Tribe,
Redemption, Dragonlord, ecc.), dove si fondono i volti di un adulto e
di un bambino, quasi a voler dimostrare le molte facce insite in tutti
noi: idea questa che deve stare molto a cuore ai tre ragazzi di Roma.
Sempre grandi.
(Pasa - Gennaio 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail: novembrine@tiscali.it
Sito internet: http://www.novembre.co.uk/