NO RETURN
Self Mutilation
Etichetta: Listenable Records
Anno: 2000
Durata: 36 min
Genere: thrash moderno
Dopo l'uscita di "Seasons Of Soul" i francesi No Return avevano avuto vari casini con l'etichetta di quell'album, visto che non avevano fatto nessuna promozione, avevano fatto una schifezza di confezione e l'avevano stampato in poche copie. E così avevano cambiato, passando a tale CNR, con la quale hanno pubblicato nel 1997 un MCD dal titolo "Red Embers" (che purtroppo mi manca, se qualcuno ce l'ha e vuole vendermelo allora che mi contatti, grazie!). Solo che erano passati dalla padella alla brace, ed il lavoro di questa etichetta aveva fatto ancora più cagare di quella precedente. Così inevitabilmente vennero fuori dei casini interni al gruppo. I due "vecchi" tennero duro, ossia Alain Clement (chitarra) e Didier Le Baron (batteria), fino poi a trovare altri ragazzi per completare il gruppo, e pure un contratto con una etichetta seria, ossia la francese Listenable Records.
Questo quarto album prosegue sulla scia dei cambiamenti intrapresi con "Seasons Of Soul", ossia un thrash sempre più moderno e sempre meno marcio. L'album comprende 11 canzoni, tutte molto simili tra loro. In pratica prendete delle strofe accompagnate da un paio di riff, poi inserite un paio di ritornelli e di assoli ed il gioco è fatto. Le ritmiche si assomigliano quasi tutte, sono le classiche ritmiche stoppate con suoni moderni. La voce è cavernosa ed urlata, non molto varia ma incisiva. Gli assoli sono tutti fatti bene, e sono la cosa migliore dell'album. Quello che non mi piace è la batteria, oltre ad avere dei suoni proprio brutti, le parti di batteria sono piatte e scontate, in pratica con gli anni la fantasia di Le Baron si è esaurita.
La produzione è a malapena sufficiente. Si salvano la voce e gli assoli, il resto fa quasi schifo. La batteria, come detto, è plasticosa e con dei suoni osceni (brrr... i piatti... i piattiii!!!). I radi interventi di parti elettroniche sono registrati male. La confezione è carina, in copertina c'è un bel disegno, ed il libretto contiene tutti i testi (ma d'altronde la Listenable ha sempre curato le confezioni dei suoi lavori).
Insomma, recensire sto album è un po' una palla. Non c'è molto da dire. Tutto scorre via liscio senza infamia e senza lode, gli do un voto sopra la sufficienza solo per gli assoli riusciti. Per il resto lo reputo un album trascurabile, tant'è che poi ho smesso di seguire il gruppo. Compratelo solo se siete ultra-maniaci del thrash moderno, altrimenti lasciate perdere. Ci sono tanti lavori che meritano di più, tanto per restare su qualcosa di vagamente simile l'esordio degli Atrophia Red Sun.
(teonzo - Novembre 2003)
Voto: 7
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