NO RETURN
Psychological Torment

Etichetta: Semetery Records
Anno: 1990
Durata: 43 min
Genere: thrash/death


"Psychological Torment" è il primo album dei No Return, un gruppo francese formatosi 15 anni fa ed ancora attivo. I No Return avevano una classica formazione a 5, i cui membri erano: Laurent Janaut (basso), Eric Le Baron (chitarra), Didier Le Baron (batteria), Alain Clement (chitarra) e Philippe Ordon (voce). Alain Clement e Didier Le Baron sono gli elementi storici del gruppo, gli unici rimasti in tutti i lavori e fino ad ora.
La Francia è sempre stata considerata un paese di serie B per quanto riguarda il metal. Questo è sicuramente vero per quanto riguarda la fama, visto che nessun gruppo francese è mai riuscito a vendere un discreto numero di dischi e a farsi conoscere in giro per il mondo. Però quel paese ha avuto un underground metal in fermento sin dai primi anni '80, seguendo in pratica le evoluzioni dei vari stili. Così a fine anni '80 si erano formati anche vari gruppi di metal estremo, alcuni dei quali sono ancora attivi (Agressor e Misanthrope), ed altri si sono sciolti dopo alcuni album (Loudblast e Massacra). In mezzo a questi c'erano anche i No Return, che sono ancora attivi ed hanno sfornato 5 album e un MCD.
Lo stile di questo "Psychological Torment" è un thrash/death canonico, riconducibile ai primi Slayer, primi Sepultura e primi Pestilence, insomma quella classica mistura troppo death per essere thrash e troppo thrash per essere death. L'album contiene un'intro più 9 canzoni, tutte simili tra di loro e piuttosto dirette. Le ritmiche sono belle pesanti e taglienti, e ci sono anche vari assoli, tutti brevi e atonali come comanda il genere. A livello tecnico non fanno niente di clamoroso, ma sono vari quel tanto che basta a far decollare le canzoni. In particolare le parti di batteria sono sempre piuttosto semplici, però Didier Le Baron non si fissa mai sugli stessi passaggi e dimostra una buona fantasia. Il cantato è rauco, più vicino ad un vocione thrash che ad un growl. Insomma, il gruppo non brilla per originalità, non si lancia in parti complesse, però riesce a fare delle canzoni con un buon tiro, e questa in fin dei conti è la cosa più importante.
La produzione è buona ed è stata curata da Marquis Marky (batterista dei Coroner per chi non lo sapesse). I suoni sono potenti e rozzi allo stesso tempo. Non siamo ai livelli di qualità delle produzioni migliori del genere, però si seguono tutti gli strumenti e l'impatto generale è buono. La confezione è un po' (tanto) scarna, specie la copertina. Nel libretto ci sono i testi (che trattano tematiche sociali), e la cosa strana è data dal CD: il lato dei dati invece di essere argentato è dorato, molto strano, è il primo ed unico CD di questo tipo che vedo.
In conclusione questo album non fa certo gridare al miracolo, però è molto godibile, e tanto basta. Ora credo sia piuttosto difficile trovarlo, ma se vi capita tra le mani e vi piace il thrash/death di fine anni '80 allora fateci un pensierino.
(teonzo - Novembre 2003)

Voto: 8


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