NON OPUS DEI
Sem Al Diavol Va Porti Al Mal
Etichetta: Metal Fortress
Anno: 2005
Durata: 57 min
Genere: black metal
I Non Opus Dei sono stati fondati nel 1997. La formazione vede Klimorh
alle chitarre e alla voce, Sarkueil al basso ed Alex alla batteria.
Dopo aver pubblicato due demo ("Yfel" e "Iljaest" - rispettivamente nel
1998 e nel 2000), il trio ha inciso un primo album ("Diabolical Metal"
- 2002), un MCD ("Applied Diabology" - 2004) ed infine questo secondo
full-length, intitolato "Sem Al Diavol Va Porti Al Mal". Il disco è
stato registrato nello Studio X di Olsztyn, in Polonia, tra l'agosto ed
il settembre del 2003.
La copertina del CD è strettamente legata ai canoni del black
underground, basilare. Al centro di una pagina nera si vede il logo del
gruppo, una sorta di aquila/pentacolo rovesciata. Tanto scarna è la
copertina, tanto sostanzioso è il libretto: sedici pagine ricche di
testi, foto e tante informazioni! Insomma, un libretto veramente ben
fatto, ed artisticamente ineccepibile.
Strana bestia, il black metal di questi polacchi! Lo stile ha un
incedere vuoi epico, vuoi rituale. Talvolta il ritmo è un po' più
spedito (ad esempio in "Wodan Id Est Furor"), ma in genere è assestato
su ritmiche moderate. Vengono create atmosfere oscure, ma mai
deprimenti. Anzi, il più delle volte le composizioni hanno un qualcosa
di eroico.
I riff sono abbastanza semplici, diretti. Entrano in testa, grazie
anche al loro continuo ripetersi e, importante, al sapiente uso delle
pause. Il riffing basilare ma efficacissimo di una canzone quale
l'ottima "Satan's Bard", ne è l'esempio ottimale.
Il suono degli strumenti è meno distorto rispetto allo standard del
genere. Ogni nota è facilmente percepibile. Merito di questo va anche
alla produzione, molto nitida (pure troppo, per i miei gusti: va un po'
a perdersi quel qualcosa di "selvaggio" che rende così particolare il
black metal). La chitarra svolge il suo ruolo con diligenza, non
negandosi validi spunti melodici. La sezione ritmica è precisa e
potente. L'arrangiamento è completato dallo sporadico utilizzo di
strumenti popolari quali il bodhran irlandese (una specie di tamburo),
il bouzouki (strumento a corda greco) e il violino di Sileno. Di questi
strumenti se ne occupa l'ospite Mark. Il loro utilizzo è
particolarmente evidente nella stranissima traccia conclusiva, "Ars
Diavoli", o in "Slava Torchu" (quasi un intermezzo).
I testi sono scritti sia in inglese che in polacco. Quando Klimorh
ruggisce in questa seconda lingua, il tutto assume un aspetto più
etnico. Non bisogna infatti dimenticare che i Non Opus Dei danno una
grandissima rilevanza al folklore della loro terra. Non da un punto di
vista testuale, più orientato verso il satanismo e l'esoterismo, ma da
quello musicale. Ho già citato "Slava Torchu", ma anche "Vexilla Regis
Prodeunt Inferni" è molto popolaresca.
Oltre all'elemento folk va segnalato anche quello marziale, presente
nelle battute iniziali di "About The Battle", in "Wodan Id Est Furor" o
anche nella lunga "Satanik Statement On Good And Evil".
Di tutte le canzoni, la più originale è "Ars Diavoli": il
songwriting mostra un'ispirazione decisamente più rivolta alla
sperimentazione. La traccia migliore, invece, è a parer mio "Satan's
Bard": la sua capacità evocativa è immensa.
Il black metal dei Non Opus Dei non è rivolto a tutti gli amanti
del genere. E' particolare, originale. Questa originalità è il punto di
forza del gruppo polacco, al quale consiglio di proseguire per questa
strada. Ciò che stanno facendo è apprezzabile. Un unico appunto:
dovrebbero rendere più efficace e memorabile il songwriting. Ogni tanto
si avverte qualche caduta di tono e le canzoni, seppure tutte belle,
sembrano sempre mancare di qualcosa. Avranno però tempo per crescere.
Da tenere d'occhio. L'originalità fa bene al black metal!
(Hellvis - Luglio 2005)
Voto: 7.5
Contatti:
Tomasz Klimczyk
P.O. Box 820
10-684 Olsztyn
POLAND
Mail Non Opus Dei: nonopus@poczta.fm
Sito Non Opus Dei: http://www.nod666.webpark.pl/
Sito Metal Fortress: http://www.metalfortress.com/