NOEKK
The Grimalkin
Etichetta: Prophecy Productions
Anno: 2006
Durata: 42 min
Genere: doom metal con influenze folk e prog rock
I Noekk sono un ottimo duo tedesco, arrivati con "The Grimalkin" al
loro secondo full-length dopo "The Water Sprite" del 2005. Innanzitutto
bisogna sottolineare come dietro questo progetto si nascondono
personalità non certo alle prime armi: i Noekk, infatti, sono formati
dal cantante/chitarrista/tastierista Funghus Baldachin (il cui vero
nome è Thomas Helm, già negli Empyrium e nei Nachtmahr) e dal
chitarrista/bassista/batterista F.F. Yuggoth (ovvero Markus Stock, un
vero stacanovista che ha lavorato con Empyrium, Nachtmahr, The Vision
Bleak e molti altri). I due polistrumentisti danno vita ad una musica
arcana e mutevole, antica ma mai stantia.
Le note di "The Grimalkin" rispecchiano alla perfezione i colori e
l'immagine di copertina, giocata tutta sul verde e sul nero: una casa
in rovina, immersa nella natura lussureggiante. Le atmosfere sono umide
e buie, come il cuore più profondo della foresta, in cui a stento la
luce riesce a filtrare tra la volta creata dai rami degli alberi.
Musicalmente queste sensazioni si traducono in composizioni lunghe e
sfaccettate: "The Grimalkin" è composto da sole tre canzoni, che
uniscono la pesantezza e l'oscurità del doom sabbathiano, il tocco
epico dei Candlemass, reminiscenze settantiane, contaminazioni
progressive rock e momenti tipicamente folk. Il tutto, nonostante la
durata, scorre con grande fluidità, segno della maturità compositiva
del duo.
Il primo brano, "The Albatross", esemplifica alla perfezione il
sound dei Noekk: dopo una bella introduzione di clavicembalo e flauto
(che risulta sempre misurato e sinistro, senza mai scadere nel
barocco), il brano esplode in un mix tra doom e hard rock settantiano,
grazie ad un buon uso dell'organo hammond. La voce di Thomas Helm è
enfatica e recitativa, ma grande spazio viene dato anche all'interplay
strumentale, che si mostra in lunghe divagazioni epiche, stacchi di
clavicembalo e passaggi acustici.
La title-track, invece, ha un bell'inizio di pianoforte, minimalista,
con le note a gocciolare come in una caverna piena di echi. Ancora una
volta l'esplosione elettrica riporta alla mente le ritmiche del
riffmaker per eccellenza, Tony Iommi, e in particolare i dischi dei
Black Sabbath del periodo Tony Martin (soprattutto "Tyr"). Fanno
nuovamente capolino richiami al progressive rock più classico nello
stacco strumentale, giocato su un pregevole intermezzo solista di
synth, senza dimenticare i pregevoli stacchi acustici, che rievocano il
lato più folk e celtico della band.
Il picco dell'album, infine, viene raggiunto dalla lunghissima
"Codex Deserta", una suite di oltre venti minuti, che mostra davvero
ogni aspetto della musica dei Noekk. L'inizio ha un possente incedere
metallico in pieno stile sabbathiano, che porta ad un continuo crescere
ed alternarsi tra accelerazioni elettriche e momenti più rilassati ed
atmosferici. Sarebbe inutile cercare di descrivere il mutare continuo
del brano, che andrebbe ascoltato nella sua interezza: basta solo dire
che il pezzo riesce ad essere lineare eppure pieno di particolari,
passando con facilità da arpeggi di sitar a scariche di energia hard
rock e stacchi strumentali di stampo progressive, che sfumano in un
avvolgente finale sussurrato, accompagnato dalle note del pianoforte.
Un lavoro affascinante e completo, quindi, che sottolinea ancora una
volta il talento di questi due grandi musicisti. Se amate viaggiare con
la mente nel tempo e nello spazio, fino a contemplare paesaggi sonori
lontani e pieni di antico splendore, allora non abbiate timore di
sbagliare e addentratevi nel mondo dei Noekk.
(Danny Boodman - Maggio 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Noekk: noekk@gmx.net
Sito Noekk: http://www.prophecy.cd/noekk
Sito Prophecy Productions: http://www.prophecy.cd/