NOCTURNUS
Thresholds
Etichetta: Earache
Anno: 1992
Durata: 43 min
Genere: techno-death
"Thresholds" è il secondo album dei floridiani Nocturnus, ossia il gruppo che introdusse le tastiere nel death metal. Il precedente "The Key" era un lavoro interessante ma ancora un po' acerbo, qui ci troviamo di fronte ad un gruppo maturo e che ha saputo sviluppare in pieno il proprio stile, ossia un death metal molto tecnico e ricercato, in cui la tecnica strumentale ha un grosso peso, così come hanno un grosso peso le tastiere. La caratteristica principale di questo album sono le atmosfere fantascientifiche ed asfissianti che riesce a creare, in cui regna il terrore e l'ossessione per la sopravvivenza.
Il ruolo più importante è svolto dalle chitarre, Mike Davis e Sean McNenney fanno un lavoro clamoroso, sia nelle ritmiche, sparando una marea di riff cupi e violenti, che negli assoli, vero punto di forza di tutto l'album, dove i due danno dimostrazione di essere maestri negli sweep e di saper creare assoli che non sono una pura masturbazione sonora ma sono studiati ai fini della canzone.
Le tastiere hanno il compito di tenere in piedi le strutture delle varie canzoni: raramente sono in primo piano, ma sono sempre presenti facendo da collante e dando quel tocco schizzato e fantascientifico che rende unico questo album. Il tastierista Louis Panzer usa una marea di suoni ed effetti diversi, tutti studiati a seconda di cosa deve esprimere la canzone in quel momento. Basso e batteria stanno dietro a tutto, non fanno nulla di clamoroso, ma certamente non sfigurano. La voce è un growl normale senza infamia e senza lode.
Le canzoni sono tutte molto complesse ed intricate, difatti si sente benissimo che i Nocturnus, oltre ovviamente ad amare il metal estremo, erano appassionati anche di musica classica e di rock progressivo (Rush su tutti). Le canzoni più belle per me sono quelle centrali, ossia "Nocturne In B m", "Arctic Crypt" ed "Aquatica". "Nocturne In B m" è una breve strumentale in cui si notano le influenze di musica classica, già il titolo parla chiaro. "Aquatica" per me è il vero capolavoro dell'album, in 7 minuti i Nocturnus ci insegnano come si può mettere in musica l'oppressione e la claustrofobia: la canzone parte con degli effetti di tastiera che ricreano il rumore dell'acqua che scorre, e per tutta la durata le tastiere hanno un ruolo fondamentale creando atmosfere ossessive, provate ad ascoltarla in cuffia al buio, sembrerà quasi di trovarsi in una palude mentre si viene rincorsi dal Predator, hahahaah!
Da quanto mi risulta anche questo è un concept album fantascientifico come lo era "The Key", solo che qui si sono aggiunte molte influenze lovecraftiane. Non posso andare sul particolare perché non ho mai letto per bene i testi, purtroppo il tizio che curò la grafica del libretto doveva essere ubriaco perché non si riesce a leggere quasi nulla, a meno di sforzarsi e perdere 5 gradi di vista. Almeno l'immagine di copertina è veramente figa, con rappresentata un'astronave aliena in orbita attorno ad un pianeta. La produzione è ottima, non poteva essere altrimenti visto che è stata curata presso i Morrisound Studios.
In conclusione questo è un album ultrafigo che straconsiglio alle persone a cui piacciono il metal estremo e la fantascienza. Non è un album diretto e che colpisce duro senza tanti giri di parole, anzi, è piuttosto complesso e duretto da digerire, ma era l'unico modo possibile per poter raggiungere l'obiettivo di creare canzoni asfissianti ed oppressive. Per me i Nocturnus raggiungeranno il massimo con l'EP omonimo successivo, ma anche questo lavoro merita veramente, è un pezzo di storia che ogni amante del death dovrebbe avere nella propria collezione.
(teonzo - Agosto 2002)
Voto: 9.5
Contatti:
Sito Nocturnus: http://www.nocturnus.com/