NIHIL NOVI SUB SOLE
Jupiter Temple

Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2010
Durata: 46 min
Genere: martial ambient


Se siete degli affezionati della scena doom, probabilmente il nome di Marco Kehren non vi è del tutto nuovo: questo musicista olandese, infatti, si è fatto le ossa nei Deinonychus, ma ha lavorato anche con molte altre formazioni, tra cui citiamo sicuramente i Dark Sanctuary e i tedeschi Bethlehem. Bene, chiusa la storia dei Deinonychus, Kehren decide di dare una notevole svolta alla sua musica, passando ad una suggestiva ambient dalle atmosfere marziali e guerresche. Un incontro tra Arditi, Triarii, Karjalan e i maestri Dead Can Dance.
La musica composta in questo modo risulta essere estremamente intrigante a parere di chi vi scrive, sebbene, come potrete facilmente immaginare, sia necessaria una certa predisposizione ad un genere che per sua natura è ripetitivo, ipnotico e oscuro. Come sempre accade è difficile dare a parole delle coordinate precise su quello che si può ascoltare, ma proviamo a fare un po' di luce. "Jupiter Temple" ha una struttura con diverse sfumature nei singoli brani, ma con una linea guida di fondo che possiamo cercare di sintetizzare: la base della musica è una ritmica marziale, che avanza a passo di marcia come un esercito freddo e inarrestabile; su questa base viene avvolto un vestito che talvolta è puro ambient, mentre talvolta fa sentire delle vere e proprie orchestrazioni, che ricordano vagamente il passato di Kehren nei Dark Sanctuary. Altrettanto presenti, infine, sono i sample di voci che parlano (prevalentemente in tedesco) e che sembrano delle comunicazioni radio tra eserciti, dei dispacci o chissà cosa. D'altra parte l'ambientazione di tutto l'album sembra da fissarsi proprio nella Seconda Guerra Mondiale, tant'è che in un brano "Fellonia Con Sangue", si sente anche un discorso di Mussolini. Attenzione, però, se state pensando a "Jupiter Temple" come ad un album che glorifica la guerra, a mio parere siete sulla strada sbagliata. La sensazione che si percepisce durante l'ascolto, infatti, è quello di una profonda tristezza: sembra che il musicista non voglia soffermarsi più di tanto sulla gloria e sulla grandeur degli eserciti, quanto piuttosto raccontare le macerie, il decadimento, il lutto, la fame e il pianto che la guerra porta con sé. In questo funziona molto bene l'accostamento delle due anime musicali che citavo prima: la ritmica marziale avanza senza sosta, quasi sempre uguale a sé stessa, proprio come un esercito che non ha pietà, che esegue ordini senza chiedersi nulla, ma allo stesso tempo abbiamo delle orchestrazioni molto espressive che sembrano davvero raccontare tutto quello che la guerra si lascia alle spalle. Certo, ci sono brani dove una componente predomina sull'altra, così abbiamo "Walking Over Mother Disease" dove il rullare dei tamburi a tempo di marcia domina sull'ipnotico tappeto ambient, mentre è impossibile non sentire empatia per il dolore delle vittime nell'ottima "Die Angeklagten", oppure nell'altrettanto forte "To Enslave And Distroy", dove la musica fa da accompagnamento al pianto disperato di una donna.
Un album ineccepibile quindi? No, non ancora. Gli elementi buoni ci sono tutti, ma il buon Kehren evidentemente non è ancora in grado di gestire al meglio questo genere musicale, perchè purtroppo, soprattutto nella seconda metà dell'opera, finisce per essere un po' troppo ripetitivo. Certo, è il genere stesso a richiederlo, ma è proprio questa la difficoltà dove si distinguono i maestri, che sanno tenere alta la tensione per tutta la durata dell'album.
Nonostante questo, comunque, mi pare che "Jupiter Temple" sia un esordio di tutto rispetto, che merita sicuramente il nostro supporto e che spero possa avere presto un seguito.
(Danny Boodman - Giugno 2010)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Nihil Novi Sub Sole: nihilnovisubsoleofficial@hotmail.com
Sito Nihil Novi Sub Sole: http://www.myspace.com/nihilnovisubsoleofficial

Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/