NIHILISTIC KAOS
Les Homélies Du Vice
Etichetta: Forgotten Wisdom Prod.
Anno: 2006
Durata: 36 min
Genere: black metal
Nihilistic Kaos è il progetto di tale Körös, già a capo dell'etichetta francese Korosiv Production (http://www.korosiv-production.com/).
Questo individuo, nel cui curriculum rientrano anche le esperienze con
Animus Herilis e nel progetto Eihwaz, si è dedicato al black metal più
tradizionale sin dal 2002. Nel corso degli anni ha registrato un buon
numero di lavori. Solo nel primo anno della sua esistenza ha pubblicato
uno split con i Nordum e due demo, "Ad Honores" e "Alchimie De La
Douleur - L'Art De La Souffrance". L'anno dopo è stata la volta di
"Démence & Perversion". Nel 2005 hanno visto la luce il demo
"Necro-Sad" ed uno split con i War Blasphemy. Infine, ha visto la luce
il primo full-length: "Les Homélies Du Vice", pubblicato dalla
Forgotten Wisdom.
Il disco è stato registrato tra l'11 settembre ed il 15 ottobre
del 2005. La confezione è molto bella e professionale. In rigoroso
bianco e nero, ecco un libretto di ben dodici pagine, contenente tutti
i testi, le informazioni utili e tante fotografie. Si tratta di modelle
che si esibiscono in pose perverse, più altre immagini di varia entità.
Ahimè ci sono anche uomini nudi di tanto in tanto, e questo è
decisamente meno interessante per il sottoscritto, ahah!
La copertina, una fotografia in bianco e nero dentro un riquadro
bianco, è piuttosto suggestiva e ricorda le foto pornografiche di
inizio secolo: si vede il deretano e la schiena di una donzella. Sulla
schiena vi sono degli squarci piuttosto impressionanti.
Un CD intitolato "Les Homélies Du Vice" non può che essere
ispirato a tematiche perverse e, ovviamente, viziose. Il buon Körös
(che si occupa di tutti gli strumenti) si è circondato di ospiti per la
realizzazione di questo lavoro, che incontreremo nel corso di questa
recensione.
"Caligula" è un brano basilare, che si distingue per le buone
alternanze ritmiche (terzinato seguito da blastbeat, nel giro di poche
battute) e per la voce afona di Körös. Il riffing è molto semplice e
ripetitivo, e non si segnalano sorprese particolari. Il timbro del
cantante è molto particolare, uno screaming basso ma un po', come dire,
sfiatato. Poco potente, potrebbe non piacere a tutti, però permette di
comprendere bene le parole del testo. Sono in francese, e chi mastichi
un po' di questa lingua non avrà difficoltà ad intuire le gesta
perverse che si compiono nel palazzo dell'infame imperatore romano.
"Célébration De L'Apitoiement" è una canzone particolare. Il
songwriting è sempre minimale, frequentemente ai limiti della banalità,
ma il tutto è risollevato dalle curiose linee vocali dell'ospite Ebola
(ex Ond Aand, gruppo ahimè sciolto). La prima volta che ho ascoltato
questa traccia, senza leggere le note, ho pensato che fossero stati
utilizzati dei campionamenti, precisamente tratti da qualche discorso
di Hitler. Si sà, un clichè del black metal di estrema destra. E
invece, è la voce di Ebola, che declama violentemente parole
altrettanto oltranziste. E' effettata in maniera strana, talvolta
sembra che ci sia una folla che risponda. Insomma, il risultato è
veramente pervertito, ed il tutto è accentuato dalla musica minimale ed
insistente.
La mente della band ritorna in "La Caresse De L'Acier", forse un
delle tracce più deludenti dell'intero lavoro. Non che sia brutta in
senso assoluto, ma è veramente scontata. Alterna regolarmente un
riffing spedito ad una strofa rallentata, così per tutta la durata del
brano. Black metal assolutamente nella norma, con più infamia che lode
visto che la traccia annoia.
Con l'ospite Kurgan (capo dell'etichetta D.U.K.E.) al microfono,
ecco partire "Les Rats". Costui interpreta il brano "narrando"
praticamente un testo che ha a che fare con donne incinte e topi. Lo
stile di Nihilistic Kaos è in questo caso più originale, o meglio,
curioso. Può ricordare le prime prove dei nostrani Death SS oppure il
primissimo Paul Chain. Il ritmo è molto regolare, mai veloce, e
rallenta ulteriormente nei ritornelli. A coronare il tutto, si sentono
frequentemente degli strani mugolii e lamenti femminili, stranamente
corrotti come sonorità. Sembrano le voci dei morti. La canzone è
facilissima, ma ha uno strano fascino oscuro.
La furiosa "La Morsure Du Cuir" si sviluppa priva di creatività,
ma ricca di energia. Il riffing è ossessivo e costruito su scale
arabeggianti. Il risultato complessivo non è affatto male: un episodio
convincente.
In "Sade" ritorna Kurgan, che come al solito declama anzichè
cantare. Il songwriting è meno primitivo del solito. Il brano può
essere suddiviso in tre parti: prima sezione, seconda sezione e
ripresa. Anche il riffing è lievemente più complesso, così come
l'arrangiamento. Addirittura, nella seconda parte, una chitarra solista
sale in cattedra, ripetendo le medesime note, ma arricchendo la
sonorità d'assieme.
"Saprophagus" vede al microfono M-rik, vale a dire Lord Naggaroth dei
Devilish Era. Tra tutti quelli che si sono alternati al microfono,
M-rik è quello dal timbro più black. La sua voce marcia, arrabbiata e
riverberata vomita lodi alla necrofilia su un blastbeat terremotante.
La prima parte è veramente distruttiva, mentre succesivamente il brano
rallenta, ricordando qualcosa dei DarkThrone. Segue poi una ripresa,
fino alla conclusione di una delle tracce più interessanti del CD.
Molto bella è anche la conclusiva "Dans Les Tréfonds Du Péché".
Curioso questo album che parte con le tracce peggiori, per concludersi
con le canzoni più degne di nota! La crescita è esponenziale,
credetemi. La canzone conclusiva potrebbe ricordare i Mayhem dei tempi
d'oro, con tutta una messe di riff oscuri sorretti da una sezione
ritmica furibonda. In questo caso però, Koros non spinge costantemente
sull'acceleratore, ma punta anche su passaggi carichi di un certo
groove, su ritmiche più cadenzate se non addirittura lente. Una
composizione cupa, che ben si lega con un testo malato, scritto
dall'ospite Darkcountess (già autrice del testo di "La Morsure Du
Cuir"). Altri ospiti hanno contribuito per i testi: Xaphan ( - dei
Blessed in Sin - in "Sade") e Azmoth (- il boss della Forgotten Wisdom
- ne "La Caresse De L'Acier").
"Les Homélies Du Vice" è un disco curioso. Al suo interno si
possono trovare alcuni spunti interessanti, ed il fatto di riunire in
sè così tanti ospiti dell'underground francese (o meglio, loreno) più
estremo non può che attirare l'attenzione di chi ha già avuto modo di
conoscere questa realtà.
Il suo ascolto evoca sensazioni odiose e di disagio, su questo non ci
piove. E' anche giusto però sottolineare il fatto che alcune canzoni,
le prime ad esempio, siano veramente banali. Con tutta la simpatia e la
buona volontà, in tali episodi è difficile trovarci qualcosa di buono.
Meglio verso la fine, da "Les Rats" in poi. Ovvero, la situazione
migliora mano a mano che le canzoni si fanno più complesse. Sò bene che
il black metal è anche minimalismo, ma se si vuol suonare in questa
maniera, allora occorre avere più talento di quanto ne abbia il pur
buon Körös. Meglio quindi evitare di rendere così stringate le proprie
idee. Consiglio all'artista di lasciarsi andare, di lasciar scorrere
liberamente la propria ispirazione senza costringerla a vincoli così
severi. Forse il songwriting non sarà più strutturato in maniera così
"fascista", ma ne guadagnerà in quanto a creatività.
(Hellvis - Settembre 2006)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Nihilistic Kaos: korosivdistro@wanadoo.fr
Sito Nihilistic Kaos: http://perso.wanadoo.fr/nihilistickaos
Sito Forgotten Wisdom Prod.: http://www.forgottenwisdomprod.fr.st/