NIELLERADE FALIBILISTHORSTAR
Hackelsekista
Etichetta: Total Holocaust
Anno: 2003
Durata: 72 min
Genere: ambient/soundscape
Come ogni estate che si rispetti, succede qualcosa al mio PC. Questa volta è
stato un collasso generale del sistema... Che fortunatamente si è ripreso
allegramente, ma solo dopo una formattazione e la re-installazione di
windozz... Poi c'è stata l'università, le mie attività absurde, l'incendio
al granaio, le cavallette...
Insomma, è un po' che non mi do da fare per Shapeless, e quando sono di
nuovo pronto mi trovo sul tavolo una discreta mucchietta di dischi dei quali
occuparmi.
Quale scelgo per iniziare? Quello più bello a vedersi, dico!
Ma non m'è andata molto bene, pare.
Trattasi di "Hackelsekista" dei Niellerade Falibilisthorstar (provate a
pronunciarlo da ubriachi, e ditemi quanti tentativi vi occorrono!). E in
effetti la confezione dell'album, prodotto dalla Total Holocaust Records, è
davvero ammirevole. Laghetti, montagne, crepacci, grate di ferro rugginoso,
disposte ad arte per realizzare un involucro invitante e di classe. Allora
ascoltiamo con calma cosa ci propongono questi svedesi.
Lunghe camminate nei boschi, schiamazzi in siti urbani in decadenza,
sbrocchi alla luna, disadattati che percuotono quello che gli si trova
davanti...
E non sto esagerando, è davvero tutto qua! "Hackelsekista" è composto da 5
lunghe tracce (dai 10 ai 22 minuti) che non sono altro che paesaggi sonori
quasi documentaristici che ritraggono quello che accade quando 5 balordi
svedesi (tra i quali Ravenlord dei black metaller Woods Of Infinity) se ne
vanno a spasso invece che contribuire al prodotto interno lordo nazionale.
Immaginatevi per un attimo la situazione. Cinque orchi barbuti, di quelli
che i bambini quando li vedono scappano dalla mamma, arrivano in una
fabbrica abbandonata. Posano un registratore per terra e si mettono a fare
il più casino possibile, con la cadenza ritmica di un ubriaco sordo. Ogni
tanto qualcuno lancia un urlo primordiale così per fare (e la voce pare
essere l'unica cosa che poi verrà effettata, con riverberi e pitch
shifting), e poi sento quel rumore di trapano che ci sta tanto bene... Però
poi smette e mi rendo conto che quel suono lo facevano i muratori che
lavorano dal vicino.
Ragazzi, mi spiace tanto, ma non basta una passeggiata in montagna con un
DAT per fare un disco ambient. Chi ne parla bene probabilmente lo fa perché
c'è quello là che suona in quel gruppo black là, allora è una figata. E
magari lo trova interessante perché è la prima volta che ascolta qualcosa
del genere. Sono anche certo che tutta questa catarsi giovi pure all'igiene
mentale del gruppo. Ma a me pare tutta una presa per il culo.
(MoonFish - Luglio 2004)
Voto: 5
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