NEVERMORE
Nevermore
Etichetta: Century Media
Anno: 1995
Durata: 41 min
Genere: power americano
Recensire i Nevermore per me e' difficile, faro' fatica a rimanere
obiettivo perche' amo troppo questo gruppo ed in particolar modo la voce del
loro frontman.
I Nevermore sono la prosecuzione del precedente progetto di Warrel Dane
e Jim Sheppard, ossia i Sanctuary, ed anche per quello non fanno fatica ad accasarsi
alla Century Media.
Partendo da un Heavy Metal classico e mischiandolo con un Thrash potente e
tecnico i Nervermore album dopo album hanno sfornato un sound proprio, chiaro esempio
di come si possa essere originali mischiando generi diversi e creando
un sound personale e unico.
Il primo album omonimo getta le basi per i loro lavori successivi, e si inizia a vedere quale sara' la strada futura del loro sound. Considero quest’album il naturale passaggio dai Sanctuary ai Nevermore. Questo passaggio poteva dare vita ad un album flop, invece riescono a costruire un album quadrato e roccioso nel sound denso d’atmosfere a volte paranoiche a volte sognanti, dove Loomis con le sue chitarre fa vedere tutta la sua classe costruendo ad arte i momenti d’ogni canzone, grazie a riff a volte taglienti a volte armoniosi, che fanno da ideale starter per la voce di Warrel Dane. La prova di Warrel Dane in quest’album e' come sempre straordinaria, con un aumento che sara' sempre maggiore, album dopo album, della teatralita' interpretativa che ne fanno un cantante unico, anche se questa sua particolarita' porta qualche metallaro a non digerire il suo cantato.
La produzione dell'album e' ottima e d’assoluto livello, perfetta per il sound dei Nevermore, ed il livello tecnico non si discute, come i testi di Warrel Dane, magari complicati e con qualche metafora, ma che colpiscono sempre il bersaglio. Il book non e' niente che passi alla storia: foto di copertina a colori e all'interno la stessa foto in sottofondo, ripetuta pagina per pagina con i testi e le foto del gruppo in bianco e nero.
Le tracce consigliate sono sicuramente la ballad "The Sanity Assassin", struggente al punto giusto come il testo, oppure la prima traccia "What Tomorrow Knows", potente e aggressiva presentazione dell'album. In definitiva un album da avere se piacciono i Nevermore o per partire nell'acquisto della loro discografia, tenendo presente che sara' sicuramente il primo di una serie di fantastici album.
(Conte Vlad - Agosto 2002)
Voto: 7.5
Questo è l'album dei Nevermore che mi piace di meno, certo ha dei bei passaggi e delle belle canzoni, ma lo trovo ancora acerbo e con uno stile non ancora ben definito: sembra quasi che abbiano voluto registrare le canzoni prima di averle perfezionate per bene. Insomma, resta un buon album, ma se avete pochi soldi e volete conoscere i Nevermore grazie ad un solo album io consiglio sempre "The Politics Of Ecstasy".
(teonzo - Agosto 2002)
Voto: 7
Questo disco per me e' una palla unica, cosi' come trovo
pallosi i Nevermore ai concerti. Non ho null'altro da aggiungere.
(Mork - Settembre 2002)
Voto: 5
Non fatevi fregare da questo disco. I Nevermore saliranno in cattedra con
tre lavori di altissimo valore che corrispondono al nome di "The Politics Of
Ecstasy" (soprattutto), "Dreaming Neon Black" e "Dead Heart, In A Dead World". Tre
dischi fondamentali per ogni amante dell'heavy/thrash e non solo, come
recita l'espressione preconfezionata da affibbiare ai grandi lavori. Per cui
non fatevi ingannare, era l'inizio di una nuova avventura (dopo quella
appena conclusasi con i Sanctuary), i pilastri sono arrivati di lì a breve.
(Orion - Settembre 2002)
Voto: 6