NEVERDREAM
Chemical Faith / Christiane F.

Etichetta: Kick Agency
Anno: 2007
Durata: 52 min
Genere: heavy/prog metal


Un CD che ha il pregio di avere all'interno una trama interesasnte, sviluppata con perizia e maestria, che in alcuni casi si perde sulla non facilità, soprattutto dei ritornelli, insomma un po' come un libro senza punteggiatura, scritto benissimo ma scritto senza dare mai respiro... così si concludeva la mia recensione datata Aprile 2007, poi tra mail mandate e mai arrivate alla redazione, trasloco e cambio di casa, quindi "inscatolamento" del promo, e successivo sballo alla fine dell'estate 2007, formattazione del PC, e miei impegni nella stesura del nostro CD, il tutto si è fermato e mai ripartito, con conseguenza di non recensione per i Neverdream, e per questo pubblicamente mi scuso, ma in fondo Shapeless, per tutti noi che ci scriviamo, è un "passatempo" dato solo dall'amore per la musica, quindi spero che i ragazzi della band, possano comprendere le mie scuse. Detto ciò, visto che la prima volta è andata male, rigettiamoci per la seconda volta nella recensione di "Christiane F. Chemical Faith", concept album dei Neverdream che narra le vicende dell'omonimo film e libro: "Christiane F. e i ragazzi dello zoo di Berlino".
Il CD parte molto bene con l'opener "Mother", lunga suite divisa in due movimenti, con atmosfere che in primis mi ricordano i Queensrÿche. I riff sostenuti di chitarra sono sorretti da tastiere che danno un senso di profondita alla canzone, così anche le backing vocals sono efficaci (le definirei evocativi apostrofi della voce principale); il tutto poi, risulta essere intervallato dai momenti audio più salienti del film: che volete di più per un concept? Peccato che la canzone, molto matura su tutti i punti di vista, perda colpi sulla melodia del cantato, più evocativo e narrativo piuttosto che ruffiano, ma il prog ha questo lato che puo' piacere e non piacere allo stesso tempo. Considerate che questo modus operandi si ripete su tutti i pezzi, quindi il lavoro non è per tutti i palati. Altra cosa: in cuffia rende molto di più per le atmosfere veramente curate al 100%.
La seguente "Slave Of Loneliness", a parte per l'incipit più heavy, più o meno si muove sugli stessi registri della precedente. Minore il minutaggio e maggiore l'incazzatura in questo pezzo ,ma sostanzialmente niente di più, nel male e nel bene.
Con "Just A Sacrifice" il groove aumenta e questo mi piace, a tratti escono i Death SS (quelli progressive e meno sporchi) a tratti ancora i Queensrÿche. Il pezzo vince sulle precedenti (forse sull'intero lavoro!!) anche per un ritornello finalmente con la "R" maiuscola; le tastiere qui più presenti fanno largo sfoggio oltre che di atmosfere anche di riff che si incastrano perfettamente al riffing del chitarrista. Ottimo pezzo, prog rock contemporaneo.
La title track risulta essere un mid-tempo che si apre nella parte finale, in parte gothic in parte progressive: ancora una volta si sentono belle cose, ma ci si gira intorno senza mai colpire il bersaglio, un vero peccato.
"This Tragic Show", dai chitarroni che urlano "viùùùlenza", ha un buon impatto e un groove da moshing, sempre purtroppo con un cantato, troppo evocativo/triste, che è ovviamente croce e delizia della band.
Discorso a parte per la seguente "Sogni", unico pezzo cantato in italiano, supporata da un sax e atmosfere totalmente diverse; meno sulfureee e dark, ma sempre con quell'appeal malinconico, vicino al prog educato della P.F.M. ma meno cervellotico, la canzone in fondo non mi dispiace. Bella mossa: il tutto dà finalmente un po' di respiro alle tetre trame architettate per farci rivivere l'angoscia dei protagonisti del film.
"Zoologisticher Garten (Hell's Gate)" sembra quasi divisa in due parti, la prima infarcita della solita vena cupa, la seconda, cazzo (scusate il termine!), finalmente dotata di un po' di brio; tastiere e chitarre si intrecciano in riff da cardiopalma con ottimi stacchi che portano il pezzo a "morire" su un assolo pregevole di sax e atmosfere di tastieroni teatrali e maligni.
Pollice su per anche per l'ottima strumentale "Narkonon" dove oltre a sfoggiare interessanti idee la band si appresta a chiudere il concept con altre frasi tratte dal film, dando quel senso di compiutezza al CD, che per appunto, fa molto leva sui testi e lo sviuppo narrativo della storia.
Degno epilogo del tutto "Whispers", congedo della band, che in alcuni tratti, qui mi ha ricordato l'epicità degli Iced Earth, nel cantato, nella struttura mai troppo complessa, ma sempre di impatto, e degli up-tempo a tratti epici ed evocativi.
Insomma non posso che riconfermare quato già scritto e mai pubblicato tempo fa sulla disco: tutto gira bene e tutto è molto buono, forse servirebbero strutture un po' più facili e melodie vocali più vincenti... magari il prossimo concept su qualcosa di un po' meno triste e tetro, che ne so... "La ripetente fa l'occhietto al preside"?! Scherzi a parte, sono fiducioso per il prossimo CD, che a conti fatti potrebbe essere già anche pronto, visto che questo si è fatto una bella giacenza e periodo di invecchiamento, in scatole depositate in garage per lungo tempo.
(Hellcat - Marzo 2008)

Voto: 7


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