NEUN WELTEN
Vergessene Pfade

Etichetta: Prophecy Records
Anno: 2006
Durata: 45 min
Genere: folk acustico


Il secondo album dei tedeschi Neun Welten mi è arrivato assieme al nuovo album dei Tenhi e bisogna dire che tra la musica dei due gruppi ci sono diverse similitudini. I Neun Welten, formati da Anja Hövelmann (flauto, clarinetto), Aline Deinert (violino), David Zaubitzer (chitarra e violoncello), Marten Winter (batteria) e Meinolf Müller (chitarra acustica), hanno esordito nel 2001 con un MCD intitolato "Auf Ewig Wald", seguito da un altro MCD nel 2004, "Valg", per poi approdare finalmente al primo full-length, questo "Vergessene Pfade". La loro musica è un folk acustico quasi interamente strumentale, giocato tutto sugli arpeggi di chitarra, le melodie di flauto e degli sporadici interventi di archi, capace di conferire una grande atmosfera di quiete naturalistica. La proposta dei Neun Welten è un vero e proprio viaggio nel tempo, che trasporta l'ascoltatore in una dimensione senza tempo, verso paesaggi dalle tinte autunnali e decadenti. Da molti punti di vista questi musicisti mi hanno riportato alla mente gli Ulver di "Kveldssanger", soprattutto per le atmosfere tipicamente nordiche e legate alla tradizione, tuttavia bisogna dire che i Neun Welten risultano meno difficili e minimalisti degli Ulver, innanzitutto per l'uso di diversi strumenti e poi per la presenza di una vera e propria batteria che, ben lontana dalle semplici percussioni folcloristiche, avvicina comunque la band ad un contesto più tipicamente folk rock.
Come potete immaginare, comunque, non si tratta certo di una proposta alla portata di tutti: dieci brani quasi completamente strumentali, acustici e malinconici necessitano di una certa predisposizione d'animo, uno stato mentale ricettivo e pronto ad assecondare le trame musicali disegnate dalla band.
I brani di "Vergessene Pfade" sono divisi in tre sezioni, chiamate "Nebelung", "Nordwind" e "Sonnwend", ma bisogna dire che tutta l'opera è abbastanza omogenea. Talvolta vengono riprese melodie più vivaci, ma principalmente abbiamo a che fare con una musica fortemente meditativa e malinconica. La base ritmica viene fornita dalla batteria e dalle chitarre acustiche, mentre, di volta in volta, sono gli archi e il flauto a guidare la melodia portante: solo in pochissimi casi la chitarra acustica si ritaglia un posto in primissimo piano (come nel caso di "Nahend Zauberwald" e "Auf Kargem Fels"). Ancora più sporadici sono gli interventi vocali, che compaiono solo in due pezzi, "Svartalfheim" e "Heidenacht", in cui alcune parti cantate da voci maschili e femminili aggiungono un pizzico in più a quell'aura di antica leggenda che pervade tutta l'opera. Peccato che questo aspetto non sia stato sviluppato un po' di più anche in altri brani!
In conclusione, quindi, come giudicare questo interessante lavoro? Senza dubbio non posso dire che non mi sia piaciuto, anzi! L'ho ascoltato molto volentieri e di certo tornerà spesso nel mio lettore, tuttavia bisogna dire che a mio parere la band può ancora crescere. Se una band come i Tenhi, infatti, si è ormai avviata sulla strada della maturità artistica, i Neun Welten devono ancora fare il definitivo salto di qualità. Formalmente va già tutto molto bene, ma ci vorrebbe ancora un po' più di profondità, in modo da risultare sempre più personali, pur rimanendo sempre ancorati alla tradizione del folclore nordeuropeo. Per ora, quindi, mi limito ad un buon sette e mezzo e aspetto fiducioso il prossimo lavoro per vedere se questi ragazzi continueranno a crescere come credo e spero. Detto questo, comunque, se sentite avvicinarsi l'autunno e amate le sonorità sommesse dei secoli passati, date una chance a questo CD: vi piacerà.
(Danny Boodman - Settembre 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Neun Welten: neunwelten@web.de
Sito Neun Welten: http://www.neunwelten.com/

Sito Prophecy Records: http://www.prophecy.cd/