NERVENGAS
Alpha Germania
Etichetta: Christhunt Productions
Anno: 2006
Durata: 36 min
Genere: black metal
Nervengas è un progetto che vede coinvolti due individui che si fanno
chiamare Sabnock e Astaroth. Come al solito, la Christhunt Productions
non invia mai uno stralcio di biografia assieme ai promo, quindi salto
in tronco tutto ciò che riguarda la storia del gruppo, tanto vi avrei
scritto esattamente quello che trovate in internet.
"Alpha Germania" è un album di black metal crudo, ruvido, malvagio
fino al midollo. I Nervengas sono ispirati da tutto ciò che riguarda la
guerra, come si può intuire dando una rapida occhiata alle foto di
copertina e ai titoli delle canzoni. Questa loro passione si trasmette
intatta nelle canzoni, tant'è che in qualche passaggio sembra di
ascoltare una marcia militare scandita dal rullante.
Sono presenti otto canzoni semplici sia dal punto di vista dei
riff, sia dal punto di vista della struttura. Prendiamo ad esempio "The
Liberation", il brano d'apertura: sono soltanto tre i giri di chitarra
che lo compongono, e lo schema con cui sono ripetuti è quanto mai
basilare. Manca tutto ciò che riguarda la ricercatezza, la melodia,
l'atmosfera: il gruppo compone e suona in maniera del tutto istintiva.
Ascoltando l'album possono venire in mente come gruppi di
riferimento i Gorgoroth degli esordi, i Trelldom di "Til Evighet", i
Marduk di "Opus Nocturne" e così via. Ci sono tuttavia anche delle
influenze riconducibili al thrash/black, soprattutto nei primi due
brani, ed ovviamente dei richiami all'NSBM.
Qualitativamente siamo su livelli discreti, si tratta di un album
discontinuo. Ci sono delle canzoni un po' troppo piatte monotone che
stancano dopo qualche ascolto, altre che invece si fanno apprezzare di
più. La migliore è sicuramente "Stalingrad", che comincia con ritmiche
abbastanza lente per poi cambiare improvvisamente volto: dopo due
minuti e mezzo esplode con un riff davvero ispirato (forse l'unico
dell'intero lavoro), seguito da un accenno di assolo (questo non è
l'unico ma quasi, ce n'è un altro nella seguente "The Eye Of The
Storm", per il resto la chitarra si concentra solo sulla ritmica).
Al gruppo va comunque il merito di aver sfornato delle canzoni che
non si assomigliano mai in maniera marcata tra loro, pur conservando
sempre un proprio stile ben definito. Un po' sfruttando le influenze
thrash, un po' variando i tempi, Sabnock e Astaroth riescono spesso ad
evitare quella banalità e quella ripetitività che sono nell'aria
dall'inizio alla fine dell'album, ma che fortunatamente non si
materializzano quasi mai nell'arco delle otto canzoni.
L'esecuzione è spesso approssimativa, non tanto per la batteria
(preciso che non si tratta di una drum machine) quanto invece per le
chitarre, ma alla fin fine accettabile se si considera il genere
proposto. Le parti thrash/black sono forse un po' troppo convulse e
impulsive, le avrei preferite meno confuse e un poco più nitide.
La registrazione è rozzissima, i suoni sono secchi e sommersi da
quintali di distorsione. La batteria è un po' nascosta, si sentono bene
soprattutto piatti e rullante, mentre la voce, uno scream abrasivo e
urlato, è tendenzialmente in primo piano.
"Alpha Germania" è un prodotto destinato ad un pubblico di
nicchia. Chi non ama queste sonorità non provi neppure ad avvicinarsi
ad un album del genere. Gli altri possono andare sul sicuro per quanto
riguarda cattiveria e aggressività, ma non si tratta di un lavoro
imperdibile. Come detto, salvo un paio di canzoni da ricordare
("Stalingrad" e "The Eye Of The Storm"), delle altre se ne può fare a
meno, non vanno oltre la sufficienza.
Vediamo se in futuro il gruppo riuscirà a dare maggiore continuità ai propri pezzi.
(BRN - Maggio 2007)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Christhunt Productions: http://www.christhuntproductions.com/