NEGURĂ BUNGET
Zîrnindu-să

Etichetta: Bestial Records / Breath Of Night Records
Anno: 1998
Durata: 37 min
Genere: black metal


Ho scritto delle origini dei romeni Negură Bunget nella recensione del demo "From Transylvanian Forests". Era il 1995 e la band portava ancora il nome di Wiccan Rede. Le buone risposte ottenute dalla cassetta e dai numerosi concerti, convinsero i musicisti a fare sul serio. Hupogrammos Disciple's e Black Pharmakeya Peporomenee (Aiwazz Vallach Disciple, il terzo membro del gruppo, se n'era andato nel frattempo) decisero di dedicarsi all'esplorazione del mondo e della spiritualità dei loro antenati. Il duo si preparò per portare tutto a un livello più alto, creandosi fondamenta importanti sulle quali basare la propria musica. Ecco che quindi il cambio di monicker da Wiccan Rede a Negură Bunget assunse una rilevanza particolare. Si trattò di un vero e proprio nuovo inizio, vista la distanza concettuale tra le due band.
Cosa significa Negură Bunget? Il batterista risponde in questa maniera: "Negură Bunget è una nebbia nera che fuoriesce da una profonda foresta oscura. Il monicker cerca di ritrarre in qualche modo il tipo di atmosfera, sia musicale che spirituale, che vorremmo creare con la nostra musica. Le due parole sono prese dal substrato tracio della lingua romena (il più vecchio, contenente circa novanta parole), visto che l'interesse per la storia locale e la spiritualità è un qualcosa di importanza e significato cruciali per la nostra band".
"Zîrnindu-să", l'album di debutto della band, è stato registrato nello studio Magic Sound di Bucarest nell'ottobre del 1996. Per la realizzazione di questo lavoro il duo ha potuto contare sull'aiuto della neonata etichetta Bestial Records di Timisoara. E' l'inizio di una duratura collaborazione che frutterà un secondo album ed un MCD.
Alla pubblicazione di "Zîrnindu-să" è seguito un gran numero di concerti in tutto il paese. Un'ottima scuola che ha contribuito in maniera decisiva alla maturazione della band. L'album è stato stampato in CD nel 1998 ad opera dell'etichetta americana Breath Of Night Records.
La copertina presenta un disegno di difficile decifrazione. I colori sono molto scuri e si intravedono le fronde di un pino sulla sinistra. Al centro è ritratta una sorta di costruzione in legno. Il libretto è professionale: otto pagine con i testi (i primi due in alfabeto dacio), le foto dei musicisti e di numerosi paesaggi. Il CD presenta una suggestiva serigrafia in rosso. La qualità di registrazione è buona, nonostante qualche difetto di mixaggio di cui scriverò più oltre. Hupogrammos Disciple's si occupa di voce, chitarra, basso e tastiere. Black Pharmakeya Peporomenee (poi Negru) sta dietro alle pelli.
"Blaznit" è una traccia piuttosto vigorosa, contraddistinta dal drumming forsennato di Negru e dalle epiche melodie della tastiera. Gli strilli di Hupogrammos Disciple's sono potenti ed ostili. Ci sono diverse variazioni di riff e di successioni armoniche; anche il ritmo è discretamente creativo. Forse, questo è un piccolo appunto, il volume della tastiera è un po' troppo alto: quando entra in campo copre leggermente gli altri suoni. Il brano è molto melodico ed atmosferico. Tutto questo senza che il cuore "selvaggio" della canzone venga sminuito.
"Negrii" è aperta da un memorabile riff black metal della chitarra. Quando interviene la tastiera, vi è un improvviso rallentamento nel corso del quale il cantante declama un testo in islandese, ovvero una citazione tratta dal "Heimskingla" di Snorri Sturlusson (l'autore dell' "Edda"). Essa tratta di uno sguardo esterno rivolto alla popolazioni delle terre dell'Europa centrale. E' un passo misterioso visto che cita, tra gli altri, una popolazione nera. Non si sa nulla su di essa, salvo che viene citato sporadicamente in qualche cronaca medievale. Il suono è possente: inquietante quello della chitarra, maestoso quello della tastiera. La musica della band romena nasconde un germe di nervosismo che mina anche le melodie più distese. L'esecuzione è genuinamente istintiva, nonostante le sovraincisioni, nel più puro spirito black. Nel testo appare una parola che ha un significato importante nell'immaginario dei Negură Bunget: "Zsalamokxisa". Si tratta di un termine inventato dal batterista che mescola il nome di Zalmoxis, la figura suprema della religione dacia, e Sala Molksa. Quest'ultimo termine è indo-europeo e, nella visione della band, rappresenterebbe quel posto magico nel quale va l'anima di un guerriero coraggioso dopo la morte sul campo di battaglia. In esso i Negură Bunget vedono il fulcro delle credenze nell'immortalità dei loro antenati daci. Tutti preferivano morire di morte onorevole piuttosto che essere umiliati. Negru mi ha spiegato che il loro ultimo re, Decebal, si è suicidato dopo le due guerre con i romani per sfuggire alla cattura.
Il lungo incipit strumentale di "În Miâz De Negru" accompagna l'ascoltatore in un luogo oscuro e distante. La musica porta alla mente immagini di monti impervi e di foreste di conifere soffocanti al calare delle tenebre. I due musicisti dimostrano di aver compiuto molti passi in avanti rispetto al demo. L'esecuzione è più sicura e l'arrangiamento più valido. Inoltre l'uso del basso dona al loro suono una profondità prima impensabile.
"Dîn Afundul Adîncului Întrupat" presenta alcuni dei più bei riff mai composti dai Negură Bunget. L'ascoltatore entra anche in contatto con quelle note lunghe e inquietanti tipiche del gruppo romeno. Esse sono le principali responsabili della tensione che permea le atmosfere create dalla musica. I musicisti alternano momenti di furia cieca ad improvvisi rallentamenti perfettamente controllati. Hupogrammos violenta i passaggi più evocativi con le sue urla che sembrano provenire, come vuole il titolo, dai più profondi recessi dell'inferno.
"Pohvala Hulă" è una delle canzoni più vecchie dei Negură Bunget. Assieme alla successiva "De Rece Sîngie", questa traccia era già stata registrata durante le sessioni del demo "From Transylvanian Forests" (vedi recensione sotto il nome Wiccan Rede). E' stato poi deciso di non inserire le due tracce nella cassetta. L'idea era quella di conservarle per l'album di esordio, com'è infatti avvenuto. "Pohvala Hulă" è in possesso di un tiro selvaggio che purtroppo viene penalizzato dal volume eccessivo della tastiera. La versione qui presente non è molto diversa da quella eliminata dal demo, eccezion fatta per la parte del basso che invece era assente in "From Transylvanian Forests". Nonostante il difettuccio di mixaggio, si tratta di una gran bella canzone. Molto affascinante, soprattutto nei momenti più concitati: il cantante sembra veramente in delirio.
"De Rece Sîngie" è un brano più riflessivo del precedente e le atmosfere sono molto più rilassate (si fa per dire). Come ho scritto in precedenza anche questa composizione risale al 1995. Vista la qualità superiore del songwriting, si può dire che i romeni siano stati buoni giudici delle proprie capacità. E' inoltre la dimostrazione che effettivamente i Wiccan Rede non sono stati che una prova, tanto per capire se si poteva far musica sul serio.
"Dupre Reci Îmbre" si apre con un riff carico di tristezza. La tastiera sottolinea il succedersi degli accordi, creando come al solito un effetto evocativo. Il sentimento di mestizia si mescola a una sorta di rabbia astiosa, resa benissimo dal drumming regolare ma schizzato di Negru. Il finale è molto melodico.
L'ultima traccia si intitola "Vel Proclet" ed è nuovamente un brano veloce. Il riff principale fa molto DarkThrone. Solo la tastiera maestosa personalizza un minimo la composizione.
"Zîrnindu-să", sebbene mostri una maturità concettuale invidiabile, altro non è che un onesto disco d'esordio. E' ben fatto ma non può essere considerato esaltante. Si nota però che la band ha una certa personalità ed una chiarezza di idee notevole. Il black metal dei Negură Bunget, nel 1996, è ancora piuttosto tradizionale e derivativo a tratti. In futuro, molte cose cambieranno.
(Hellvis - Aprile 2004)

Voto: 7.5


Contatti:
Negură Bunget
P.O. Box 8-747
300334
Timisoara, Timis
ROMANIA
Mail: contact@negurabunget.com
Sito internet: http://www.negurabunget.com/