NEGURĂ BUNGET
Sala Molksa (EP)

Etichetta: Bestial Records
Anno: 1998
Durata: 27 min
Genere: black metal


"Zîrnindu-sa", l'esordio datato 1995 dei Negură Bunget, fu accolto discretamente bene dalla critica. Sebbene questo lavoro fosse buono ma non eccezionale, già si poteva notare il cambiamento di attitudine dei musicisti. Il facile approccio vampirico dei Wiccan Rede aveva lasciato il posto ad una matura riflessione sulla spiritualità transilvana. Anche da un punto di vista compositivo i cambiamenti erano consistenti.
Dopo l'uscita di "Zîrnindu-sa", la band si imbarcò in una lunga serie di concerti in Romania. Questo gli permise di fare esperienza e di mettersi in mostra il più possibile. In effetti, il nome dei Negură Bunget cominciava ad essere conosciuto anche all'estero. Durante questo lungo periodo di concerti, Spurcatu entrò a far parte della band in qualità di secondo chitarrista/bassista. Questi divenne il terzo membro ufficiale del gruppo, assieme ai fondatori Hupogrammos Disciple's (voce, chitarra, basso e tastiere) e Black Pharmakeya Peporomenee (batteria e percussioni). Quest'ultimo decise nel frattempo di cambiare il suo pseudonimo in Negru, sicuramente per motivi di praticità.
Nel 1998, forti di nuove composizioni, i Negură Bunget entrarono nello Show Factory Studio di Timisoara per registrare un MCD. Il risultato finale fu "Sala Molksa", un lavoro di grande importanza storica per la band. Alla pubblicazione seguirono altri concerti che culminarono nel glorioso Open Hell Festival ma di cui parleremo nella recensione di "Maiastru Sfetnic".
"Sala Molksa" è stato registrato tra il giugno e l'agosto del 1998. Come l'album di esordio anche questo EP è uscito per la Bestial Records, una delle prime label estreme della Romania. Per quanto riguarda la traduzione del titolo, rimando il lettore alla mia recensione di "Zîrnindu-sa". In questa sede basti sapere che Sala Molksa è una sorta di paradiso degli eroi nell'antichissima tradizione indo-europea.
La copertina è un dipinto particolare, dalle tinte viola-rossicce. Si intravedono delle montagne nella distanza, dalle cime ricoperte di nubi. In primo piano c'è un albero spoglio. La copia in mio possesso è in cassetta, non saprei dire pertanto se la copertina del CD sia uguale. Nel libretto si trovano i testi ed i ritratti dei musicisti, disegnati in uno stile primitivo quasi fossero pitture rupestri.
La qualità di registrazione è sufficiente e non sempre rende al massimo. Suppongo che la versione in CD sia in possesso di un suono migliore, anche se non di molto.
Data la breve durata di questo lavoro, non penso che una recensione traccia per traccia sia la più indicata. "Sala Molksa" va inteso nella sua interezza, sebbene questo ascolto ne evidenzi la discontinuità. Questo mini-album è discontinuo proprio perché rappresenta un momento del passaggio alla maturità stilistica. E' una sorta di viaggio iniziatico in musica cha ha nella title-track il momento più elevato e sacrale. In essa gli indizi già rilevabili in "Zîrnindu-sa" sublimano in una composizione matura, mutevole, affascinante. Il brano diventa sempre meno canzone e assume quasi i connotati di un poema sinfonico. Non bastano più pochi minuti ed una manciata di riff per esprimere l'universo sonoro dei Negură Bunget: i tempi devono per forza di cose essere dilatati.
La title-track, sottotitolata "Channeling Through Art Immortal", spiana la strada alle future evoluzioni di "Maiastru Sfetnic". E' una lunga trasposizione in note dell'universo interiore collettivo della Transilvania, riflesso attraverso la sensibilità artistica dei musicisti. Curiosamente il testo è in inglese e greco antico: il suo significato è criptico, anche se sono palesi i riferimenti ad un occultismo arcaico e popolare. L'ingresso di Spurcatu ha reso più potente e dinamico il suono dei Negură Bunget. Sicuramente il suo contributo in fase di composizione si è rivelato decisivo. La struttura della canzone è varia. Passa da riff vorticosi a quelle lente atmosfere di tensione tipiche della band.
Il drumming di Negru è istintivo, a volte terribilmente grezzo. Un classico esempio del suo stile lo si può riscontrare nella seconda traccia di "Sala Molksa", "Suier De Solomonar". Si tratta di una canzone molto tradizionale costituita dall'alternanza di due sezioni: la prima, agile ed orientaleggiante, e la seconda più risoluta e carica di furia selvaggia. Il lavoro di Negru dietro alle pelli è strabiliante proprio a causa della spontaneità con cui maneggia le bacchette. La tecnica viene messa in disparte per aumentare l'impatto della traccia, che in effetti comunica un qualcosa di "selvaggio" ed indomabile. Una sensazione alla quale contribuiscono anche gli strilli angoscianti di Hupogrammos Disciple's, mai così disturbanti.
"Vînt da Râu Pîn Valea Iadului", la terza traccia, altro non è che un piacevole e tradizionale brano black reso interessante da uno o due riff di valore. La quarta traccia è invece il rifacimento della classica "Dîn Afundul Adîncului Întrupat", già presente in "Zîrnindu-sa". Non si tratta in realtà di una vera re-incisione quanto piuttosto di una canzone ampiamente rinnovata. L'arrivo del secondo chitarrista ha portato idee fresche e più della metà della traccia è stata cambiata. I Negură Bunget hanno deciso di inserire "Vînt Da Râu Pîn Valea Iadului" in "Sala Molksa", visto che si tratta in pratica di una canzone nuova.
Questo MCD del 1998 merita un voto alto non tanto per i meriti artistici, quanto per quelli storici. Da lì a poco i romeni dimostreranno di non essere soltanto una curiosità ma di possedere i mezzi ed il talento per distinguersi dalla massa. Ah, dimenticavo. "Sala Molksa" è stato ristampato di recente assieme al demo "From Transylvanian Forests". Può essere ordinato direttamente dalla band.
(Hellvis - Maggio 2004)

Voto: 8


Contatti:
Negură Bunget
P.O. Box 8-747
300334
Timisoara, Timis
ROMANIA
Mail: contact@negurabunget.com
Sito internet: http://www.negurabunget.com/