NEGURĂ BUNGET
Măiastru Sfetnic

Etichetta: Bestial Records
Anno: 2000
Durata: 56 min
Genere: black metal


Dopo aver pubblicato l'interessante MCD "Sala Molksa" (vedi recensione), i Negură Bunget si dedicarono all'attività live. Per tutta la prima parte del 1999 la band romena calcò un'infinità di palchi. Hupogrammos Disciple's, Negru e Spurcatu (altresì detto Sol Faur Spurcatu) vennero coadiuvati in sede live da Vampir al basso e Daniel (già nei Thy Veils) alle tastiere. Nel luglio del 1999 i Negură Bunget parteciparono al loro primo concerto di un certo livello: l'Open Hell Festival a Valyce, in Repubblica Ceca. Il quintetto condivise il palco con buone band quali Maniac Butcher, Avenger, Silent Stream Of Godless Elegy e Root. I romeni riscossero senz'ombra di dubbio un buon successo, replicato nei mesi successivi in numerose esibizioni in Romania.
Il 5 maggio del 2002 i tre membri ufficiali della band entrarono nello studio Bilutza Records di Timisoara per registrare il loro terzo lavoro. Il vecchio Show Factory Studio fu abbandonato perché non era più idoneo alle mutate esigenze dei Negură Bunget. Registrazioni e mixaggio si conclusero il 7 giugno: "Măiastru Sfetnic" era finalmente pronto. Il disco ottenne subito un gran successo di pubblico e di critica.
Finalmente i cambiamenti stilistici abbozzati in "Sala Molksa" trovarono la loro più piena espressione. La band romena volle promuovere il suo nuovo lavoro riprendendo a suonare dal vivo. I concerti toccarono Belgrado, Budapest, Bucarest e Szambor in Serbia. Assieme a loro si esibirono altre band promettenti quali May Result, Stone To Flesh, Christian Epidemic, Land Of Charon e Ahriman. La formazione a cinque vide sempre la presenza di Vampir, questa volta alle tastiere, e del nuovo bassista Ursu. La fama ottenuta grazie a questi concerti e le ottime recensioni di "Măiastru Sfetnic" guadagnarono ai Negură Bunget un contratto per tre album con l'etichetta italiana Code666. Il resto della storia lo troverete nella recensione del successivo album "N'Crugu Bradului".
"Măiastru Sfetnic" è apparso in diversi formati tra cui un digipack limitato curato da colui che diverrà il designer ufficiale della band: Dan Spataru. Purtroppo non sono in possesso di questa versione. Tra le mani ho la cassetta ufficiale e la ri-edizione del CD con un nuovo artwork. La copertina della cassetta è completamente nera. Ritrae l'arco di luce tipico di un'eclissi di sole. Ripiegata in quattro parti, al suo interno contiene un disegno astratto color oro con sopra scritti i titoli delle canzoni. Nel retro si intravede, nero su nero (ma di due tonalità differenti) un distante profilo di montagne. L'autore è proprio Spataru. La copertina del CD è stata curata invece da EncoiIMARK (chi si celi dietro questo pseudonimo non lo so). E' una specie di acquerello rappresentante un bosco nebbioso di conifere. Dei rami di pino sono piazzati in primo piano. Il libretto è di otto pagine. Nelle due centrali è disegnato un paesaggio montuoso. Nelle altre pagine si trovano le foto dei musicisti. Anche in questo caso non ci sono i testi.
La produzione del CD, curata da Radu Ianceoglu, è di gran lunga superiore a quella dei due album precedenti. Ciò nonostante, a volte risulta un po' confusa.
"Vremea Locului Sortit" sembra nascere dalle profondità della terra. Dall'oscurità di un suono cavernoso si fa luce un riff pesantissimo scolpito nella roccia. Le stesse figure musicali vengono ripetute ipnoticamente per un minuto circa, dopo di che Negru comincia a battere furiosamente sulla batteria. Come al solito il suo stile mette la tecnica in secondo piano, prediligendo l'istinto. Questo modo di suonare è selvaggio e conferisce alla musica dei Negură Bunget una forte carica negativa. Le tastiere, severe e dai suoni oscuri, ricoprono come un manto regale il frenetico agitarsi della sezione ritmica. All'entrata del riff principale, interviene il growling di Hupogrammos Disciple's. Il registro che utilizza è più grave del solito (ma i discorso vale solo per questa canzone). Mentre il riffing si fa turbinoso, il cantante utilizza un effetto vocale veramente spettrale: sembra di sentire le voci dei morti portate da un vento impetuoso. "Vremea Locului Sortit" si sviluppa attraverso tutta una serie di cambi di melodia e di ritmo, sempre carichi di tensione. La parte finale poi è semplicemente spettacolare. La chitarra ripete insistentemente le stesse note, la batteria si produce in un ritmo cadenzato, rituale. I lunghissimi accordi della tastiera creano un clima di paranoica attesa nella testa dell'ascoltatore. Gli strilli strazianti del cantante mantengono vivo il senso di disagio che permea la canzone per tutta la sua durata.
"În-Zvîcnirea Apusului" si apre con un riffing piuttosto tradizionale che in breve si trasforma in una melodia spettrale, portata dalle note della tastiera e del mellotron. Le urla del cantante sono cariche di astio. Le parti più atmosferiche, contraddistinte da un arrangiamento snello, si contrappongono agli improvvisi slanci di violenza. In questi momenti le tastiere si liberano in melodie maestose ed arabeggianti. Secondo il loro stile unico, spesso gli strumenti si assestano nella ripetizione delle medesime figure se non della stessa nota. Questo crea un effetto di attesa snervante. Altre volte, terminata una parte "battagliera", la musica si apre su alcuni accordi quasi solari: una sorta di epifania. Nel finale ritorna la melodia spettrale di inizio brano che si conclude su un tappeto ambient delle tastiere, sognante e delicato.
"A-Vînt În Abis" è attaccata alla canzone precedente. L'inizio è lento, costante, reso nervoso dall'indomabile ronzare della chitarra in sottofondo. Il brano vero e proprio è un succedersi di accordi estremamente negativi, cambi di ritmo e possenti melodie. Quando il ritmo rallenta, la musica diventa di una pesantezza opprimente. Non si pensi al doom, è un effetto dato dalle sonorità e dall'arrangiamento. Ogni strumento suona una sua parte complessa quasi priva di pause, creando così un piccolo muro sonoro al quale si sovrappongono quelli degli altri strumenti. Un torturato salto nell'abisso, come dice il titolo stesso.
Le tastiere di "Al Locului" donano un senso di immobilità alla successione armonica quasi gotica che le accompagna. Hupogrammos Disciple's si concede anche dei vocalizzi puliti, mentre i suoi strilli acuti sfregiano l'atmosfera stranamente tranquilla del brano. Improvvisamente la traccia si ravviva con il passaggio delle chitarre in primo piano. Anche il ritmo tende progressivamente a velocizzarsi. Non si arriva mai ad una fase super-concitata ma "Al Locului" mantiene un certo vigore. Ad un certo punto parte un crescendo che si apre in su una sezione piuttosto lenta e melodica, pervasa di una malinconia tremenda. Essa è intervallata da improvvisi slanci di ostilità, più vicini del solito al black tradizionale. Il finale della canzone si fa quasi epico, carico di violenza barbarica.
L'avanzata di "Bruiestru" ricorda una marcia militare e, per quanto riguarda le prime battute, sembra trarre ispirazione dalle composizioni ambient di Burzum. La musica è sostenuta soltanto dalla tastiera e dalla chitarra. Il suo spirito è epico e suggerisce l'eroismo dei tempi antichi. Terminata l'introduzione i Negură Bunget partono al gran completo con una serie di riff velocissimi e gelidi. Negru e Spurcatu fanno del loro meglio per rendere la ritmica tellurica: sembra di ascoltare la terra tremante sotto gli zoccoli di mille cavalli. Al di sopra di tutto questo si distinguono i lunghi e imperturbabili accordi della tastiera. Il tutto nella più classica tradizione della band romena. La parte finale di "Bruiestru" è molto più melodica e controllata. Ritornano i vocalizzi puliti, carichi di disperazione. Questa seconda sezione è in possesso di un anticlimax che però non riesce ad allentare i nervi dell'ascoltatore. L'oscurità è più nera delle tenebre, nell'universo dei Negură Bunget.
Una nuova introduzione di tastiere è posta in apertura della conclusiva "Plecaciunea Mortii". L'atmosfera è particolarmente tranquilla, quasi assorta in contemplazione. In realtà, la canzone è in possesso di un riffing non velocissimo ma molto distinto e pessimista. Non c'è malinconia nella musica ma tanta malevola autorità. I riff si succedono senza tregua mettendo in mostra tutta la genuina ispirazione del gruppo. Ritornano anche le lunghe note ripetute, sottolineate dai sussurri del cantante. Adorare i morti, è questo l'imperativo del titolo. Non si può fare altro che obbedire, tanto è il carisma che trasuda la musica. La sua avanzata non può essere frenata. La tensione sale alle stelle. E' un'esperienza torturante di grande black metal.
"Măiastru Sfetnic" è il primo grande album della band romena. Con questo lavoro, ormai maturo, i Negură Bunget si sono candidati come una delle realtà black metal più rappresentative del nuovo millennio. Il CD può essere ordinato contattando direttamente la band.
(Hellvis - Giugno 2004)

Voto: 9


Contatti:
Negură Bunget
P.O. Box 8-747
300334
Timisoara, Timis
ROMANIA
Mail: contact@negurabunget.com
Sito internet: http://www.negurabunget.com/