NEGURĂ BUNGET
Inarborat Kosmos
(MCD)
Etichetta: Code666
Anno: 2005
Durata: 20 min
Genere: black metal
"Inarborat Kosmos" è il lavoro più recente dei Negură Bunget. Una prova
non facile. I romeni erano infatti attesi al varco, dopo un lavoro
immenso quale "N'Crugu Bradului". Più volte, nel corso del 2004, si era
vociferato di un nuovo album, con tanto di supposizioni su un artwork
sorprendente. Invece, andando contro a qualunque aspettativa, il trio
ha pubblicato un MCD. Beh, a dire il vero c'è una logica in tutto ciò:
già in passato un full-length era stato seguito da un MCD ("Sala
Molksa").
"Inarborat Kosmos" è stato registrato tra il marzo e l'aprile del 2005,
allo studio Negura. I musicisti che hanno partecipato alla
registrazione, almeno a quanto risulta dalle scarne note di copertina,
sono Hupogrammos (chitarre e voce), Sol Faur Spurcatu (chitarre) e
Negru (batteria e percussioni).
Il MCD è stato pubblicato dalla nostrana Code666 in 734 esemplari.
La copertina, molto particolare, raffigura dei tronchi d'albero nudi
che svettano verso un cielo notturno, dove risplende una luce
raggiante. Stella o luna, non saprei dirlo. Lo stile del disegno è
molto particolare, tanto che ad un'occhiata distratta potrebbe apparire
come una fantasia astratta.
Passiamo immediatamente al contenuto di questo lavoro.
La traccia di apertura si intitola "Wordless Knowledge". E' dai
tempi dei Wiccan Rede che i romeni non utilizzavano la lingua inglese
nei testi e nei titoli. L'apertura del brano è particolare: alla
batteria è affiancata una percussione di legno, e sopra questo ritmo si
possono ascoltare le note distanti di una specie di corno. Presto
intervengono le tastiere. In seguito, si fanno strada anche dei
vocalizzi d'accompagnamento. L'effetto è quasi ambient, con quei lunghi
accordi di tastiera (tipici dei Negură Bunget) che portano alla mente i
larghi spazi aperti della Romania. Questi momenti altamente evocativi
vengono spazzati via dal riffing staccato della chitarra. Quando
"Wordless Knowledge" entra nel suo vivo, è evidente il contrasto tra la
parte della chitarra, nervosa e cattiva, ed il costante accompagnamento
della tastiera. La qualità di registrazione non è buonissima: rispetto
a "N'Crugu Bradului", un piccolo passo indietro. Mentre il brano si
sviluppa, le note della tastiera penetrano nel cervello
dell'ascoltatore, evidenziando quella continua insistenza sulle
medesime note che ha reso così inconfondibile lo stile dei Negură
Bunget. La prova di Hupogrammos è maiuscola, il punto di forza della
canzone: le urla sono meno acute del solito, ma dimostra una padronanza
del cantato pulito molto migliore rispetto al passato. La sua
interpretazione, che include anche il parlato semplice, ci comunica una
sensazione di sacralità, quella medesima che solo la band romena sa
esprimere così bene. Soprattutto nelle parti più lente, maestose ed
inquietanti, sembra proprio di trovarsi di fronte alla forza
incommensurabile della natura, una potenza schiacciante che non può che
farci cadere in ginocchio. Non si tratta della migliore composizione
del gruppo, ma non si tratta neppure di un episodio trascurabile.
"Wordless Knowledge" sfuma in "Cînt De Sursur": le lunghe note della
tastiera, unite alla particolarità di uno xilofono di legno, mantengono
intatta la tensione del brano precedente. A poco a poco i suoni si
fanno sempre più strani ed "acquatici", creando una suspence notevole.
A questo crescendo si unisce la batteria di Negru e le tastiere. La
traccia si rivela, alla fine, un intermezzo strumentale che spiana la
strada a "Uprising Follow". La prima parte è veramente entusiasmante,
con l'utilizzo di successioni armoniche inattese, in bilico tra
maggiore e minore, ed un ottima prova d'insieme. La tipica alienazione
dei Negură Bunget è data dal classico suono saturo del gruppo, pesante
e stratificato, e dai vocalizzi distorti di Hupogrammos, deformati dal
riverbero. Stilisticamente la chitarra, nel proseguimento della
composizione, alterna riff di tante note ad altri più in linea con lo
stile della band, formati da una o due note ripetute allo spasimo. Il
drumming di Negru è istintivo come al solito, ma anche più controllato
in alcune sue parti rispetto al passato. Mano a mano che la canzone
procede verso la sua fine, ha luogo un lungo crescendo che si infrange
però contro un improvviso calo di tensione. La musica assume dei
connotati, come dire, "spaziali" (spero capiate cosa intendo dire!).
Vengono create atmosfere particolari, che riportano alla mente lo gli
spazi interstellari. Sembra che, e il titolo del MCD quasi lo conferma,
il punto di vista dei romeni si sia spostato dalla natura terrestre
all'immensità del cosmo. E' comunque tutto un gioco di sorprese, di
finte. L'ascoltatore non trova appigli, e deve lasciarsi trasportare
dalla grande musica dei Negură Bunget. Deve abbandonarsi e lasciarsi
guidare dai romeni, come fossero degli spiriti psicopompi. Tutta questa
musica, questi cambi di tempo e di sonorità geniali e struggenti, alla
fine sfumano in "Vaiet". Si tratta di una conclusione praticamente
ambient, dai suoni oscuri ed opprimenti, sopra i quali si distinguono i
sospiri di una voce. Vengono in mente nuovamente gli spazi cosmici, il
vuoto senza fine di un baratro: la musica si annulla, tra suoni
gracchianti e ronzii stridenti, alieni. "Inarborat Kosmos" si chiude in
maniera enigmatica: non rimane che il ticchettio di un orologio, che
forse vuole riportarci indietro, sulla terra, dalla quale la nostra
mente si è allontanata in questi venti minuti.
Dopo un capolavoro quale "N'Crugu Bradului", qualunque album fosse
stato pubblicato sarebbe stato penalizzato dai confronti. Con questo
MCD, i Negură Bunget hanno aggirato l'ostacolo, dimostrando
intelligenza ed una decisa indipendenza artistica. Non si tratta della
prova migliore della band, ma è un lavoro ricco di spunti interessanti.
"Uprising Follow", in particolare, è un piccolo gioiello che catapulta
la band romena dal suo immaginario nazionale e tradizionale ad un
qualcosa di più vasto. I richiami al cosmo, allo spazio, ai messaggi
delle stelle danno nuova linfa alla creatività già notevole della band.
Attendiamo quindi i Negură Bunget al prossimo full-length. Finiti
i tour, grazie ai quali hanno dimostrato di essere molto competenti sul
palco (parlo per esperienza diretta), è lecito supporre che il gruppo
si concentrerà nella creazione di un nuovo capitolo della loro opera.
Nel frattempo, Sol Faur Spurcatu è rientrato in formazione.
Allontanatosi nel settembre del 2005 per motivi personali, il
chitarrista ha fatto ritorno all'ovile. Questa è la sua dichiarazione:
"Sono ritornato a... me stesso... Dopo un periodo di vagabondaggio e
ricerca, ho riguadagnato la mia chiamata, che in origine era un
desiderio ma che ha finito per essere un modo di vivere". Parole molto
evocative, in linea perfetta con la magia di questa grandissima band
romena.
(Hellvis - Gennaio 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Negură Bunget: contact@negurabunget.com/
Sito Negură Bunget: http://www.negurabunget.com/
Sito Code666: http://www.code666.net/