NEGLECTED FIELDS
Synthinity

Etichetta: Eldethorn Records
Anno: 1998
Durata: 40 min
Genere: techno-death


I Neglected Fields sono un gruppo della Lettonia, e questo "Synthinity" è il loro album d'esordio prodotto dalla Eldethorn Records, una sottoetichetta della storica Neat. Il genere proposto è un classico techno-death, e l'influenza principale sono appunto gli ultimi DEATH. Quindi ci troviamo di fronte a canzoni di death metal molto tecnico ed intricato, dove non c'è un impatto frontale e diretto, ma un attacco ragionato ai danni dell'ascoltatore. Pur restando influenzati dai DEATH i Neglected Fields riescono a creare della musica personale, questo grazie all'uso di scale esotiche, di influenze date dalla musica orientale, ed anche grazie al contributo saltuario di una tastierista che ogni tanto canta pure.
Le capacità tecniche di questo quartetto (la tastierista non era un membro ufficiale) sono molto alte, come d'altronde richiede questo genere. Non spicca l'opera di nessuno, e questo è il punto forte delle loro canzoni: ognuno suona al servizio della canzone, e lo fa nel migliore dei modi! Il batterista fa delle parti belle incasinate, riuscendo a pestare ed anche a dimostrare un buon tocco; il basso a volte si sente un po' a fatica perché hanno usato un fretless, ma anche questo rende benissimo; le chitarre si incrociano in continuazione, senza mai suonare assieme la stessa cosa, e dimostrano di essere capaci di creare riff incazzati, di sparare assoli intricati, e di poter anche rallentare i ritmi e suonare parti tranquille ed atmosferiche (tra tutte spicca la finale "Breathe", una cover di non so chi).
Ma pur avendo molti pregi questo album presenta anche qualche difetto: quello maggiore è dato dalla voce, che io definirei uno "screaming rauco"... il chitarrista Sergey cerca di cantare in screaming incazzato ma non ce la fa, il risultato finale è piuttosto piatto e manca di potenza. Ma almeno le parti cantate sono in minoranza, quindi questo fatto pesa relativamente. Un altro difettino è la produzione, certo si riescono a distinguere tutti gli strumenti senza problemi, ma il risultato finale è buono e nulla più, avrebbero potuto ottenere dei suoni più aggressivi e potenti. L'artwork è buono: l'immagine di copertina rappresenta una farfalla, è un po' difficile da descrivere, ma rende bene le atmosfere presenti nell'album; il libretto contiene tutti i testi, anche se sono messi in ordine casuale.
Questo album si lascia ascoltare tutto di fila senza problemi, visto che le canzoni mantengono un bel tiro pur essendo complicate. Non saprei dire quali siano le più belle, ma se andate sul loro sito ne potete scaricare 2 e farvi un'idea diretta, visto che riescono a rappresentare per bene lo stile dell'album.
Io consiglio vivamente a tutti gli amanti del techno-death di acquistare questo album. All'inizio si impreca un po' a causa della voce, ma poi ci si fa l'abitudine e si scopre un album pieno di sfumature e che va scoperto ascolto dopo ascolto.
(teonzo - Agosto 2002)

Voto: 9


Contatti:
Sito Neglected Fields: http://www.neglectedfields.lv/
Sito Eldethorn Records: http://www.neatrecords.com/eldethorn.htm




La notizia clamorosa non è che una band della Lettonia faccia techno-death metal, ma che lo faccia maledettamente bene. Essì, piccoli allievi dei Death crescono, e crescono nei posti più impensati del globo a quanto pare (quando si dice essere influenti); certo è che questi Neglected Fields non scopiazzano per nulla, ma arricchiscono l'impronta di partenza grazie a tutta una gamma di influenze orientaleggianti che regalano qualche sapore insolito, che non guasta mai. Ma per il resto siamo di fronte ad un sound potente ed intricato, molto ben equilibrato sotto ogni punto di vista, in poche parole un prodotto mediamente classico nel suo genere, ma perfetto in ogni sua componente (ad eccezione del cantato). Io lo sfizio di conoscere la rivelazione lettone me lo son tolto, e voi?
(Orion - Settembre 2002)

Voto: 9