NEFAS
Promo 2005 (promo)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 12 min
Genere: brutal death metal


I Nefas oramai sono un'istituzione della scena estrema italiana. In dieci anni di carriera si sono guadagnati il rispetto grazie a lavori di qualità e soprattutto originali, a partire dal demo "He Was Born" fino all'ultimo "Seven Times Seven", passando dal debutto "Trasfiguration To The Ancient Form" e lo split coi Bastard Saint "Ropes Above An Abyss Of Fury".
Adesso mi trovo tra le mani questo "Promo 2005", che ovviamente continua il viaggio fatto di brutalità nella mitologia della antica babilonia, con quello stile unico che può ricordare i primi Nile, ma in chiave ulteriormente rivista.
La formazione, ricordo, non è mai cambiata, quindi troviamo sempre Fabio Coviello al basso e alle lead vocals, Dario Pagotto alla chitarra e back vocals e l'impressionante Tom Pagotto alla batteria (qui si è occupato anche della registrazione di voce, chitarra e basso). Formazione oramai compattissima, dalla preparazione tecnica mostruosa, soprattutto per quanto riguarda la batteria.
Il promo purtroppo è composto da soli tre pezzi, ma che bastano per dare l'idea di miglioramento dal precedente "Seven Times Seven". Un vortice di riff al limite dell'umano, tutto sorretto da un drumming allucinante, ai livelli dei grandi batteristi death più blasonati. La voce catacombale di Fabio si staglia nell'insieme, come una voce dall'aldilà, interrotta da scream e parti più gutturali ad opera di Dario.
Descrivere a parole è difficile, ma le parti che colpiscono di più sono l'arpeggio centrale della traccia di apertura "Dust Of Centuries", o il rallentamento in "Keeper Of Forbidden Words", parti che tirano fuori il lato migliore e più atmosferico dei Nefas, in cui l'eredità lasciata dai primi Nile si fa sentire, e le sfuriate sono di una violenza quasi incredibile (chi li ha visti dal vivo concorderà con me che si stenta a credere che siano in tre).
Una nota particolare sulla produzione: scordatevi le produzioni brutal attuali, fatte di batterie elettroniche e chitarre pulitissime, qui troviamo una produzione molto scarna e old school, che a molti può far storcere il naso. Beh, io sono dell'idea che una produzione di questo tipo, nel contesto, aiuti non poco la riuscita globale del promo, aiutando l'immersione nelle atmosfere catacombali dei nostri. Certo, magari su "Seven Times Seven" era troppo caotica e anche qui può essere migliorata, ma spero rimanga su questo filone!
Per concludere, aspetto con impazienza il nuovo full length di questa interessantissima band di casa nostra, che in questo panorama attualmente un po' sterile in campo brutal può ritagliarsi una fetta molto importante, anche a livello internazionale!
(DanieleDNR - Settembre 2006)

Voto: 8.5


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