NECROPHAGIST
Onset Of Putrefaction

Etichetta: Noise Solution Records
Anno: 1999
Durata: 35 min
Genere: brutal neoclassico


Brutal neoclassico??? Ebbene sì, sembra una contraddizione in termini, ma non saprei come altro definire questo album. Questo è un gruppo tedesco, anzi, per meglio dire una one-man band, visto che a causa di varie sfighe il cantante-chitarrista Muhammed si era ritrovato da solo per registrare questo album, ed ha quindi suonato tutte le parti di chitarra (a parte un assolo) e di basso, ha cantato, ha programmato la drum machine e si è pure registrato e prodotto tutto da solo, in pratica è diventato uno dei miei miti!
Musicalmente questo è un album prettamente brutal, con delle ritmiche serrate ed incazzatissime, con un cantato che più basso di così non si riuscirebbe a sentire (non ha niente da invidiare ai cantanti più quotati), e con una batteria pestatissima e martellante. La componente neoclassica è data dagli assoli e dal lavoro della prima chitarra. Mentre la seconda chitarra si lancia in ritmiche puramente brutal con suoni compressi, la prima chitarra utilizza suoni puliti e sfodera degli assoli in pieno stile neoclassico, che credo causeranno l'invidia della maggior parte dei gruppi power-prog odierni. Leggendo così sembra una miscela troppo strana e poco digeribile, invece vi assicuro che è riuscitissima, gli assoli in stile neoclassico riescono a non essere sopraffatti dalle ritmiche, anzi, danno una marcia in più alla musica, danno un tiro a dir poco micidiale.
Le canzoni hanno tutte delle strutture molto complesse ed articolate, piene di cambi di tempo, di riff intricati, di rallentamenti ed accelerazioni e via dicendo, sicuramente non ci si annoia a sentire questo album. La drum machine è programmata in maniera eccezionale, si capisce che è una drum machine per i suoni e per la precisione, ma non è assolutamente monotona, e credo che il tipo sia impazzito a programmarla! Anche la produzione è spettacolare, non ci sono suoni impastati, si sente tutto alla perfezione e con un'ottima potenza.
Di solito il difetto degli album brutal è la staticità, nel senso che è molto difficile creare canzoni diverse tra loro e che non sembrino uguali agli album già sentiti. Questo album non cade assolutamente in questo rischio, sia perché la proposta musicale è nuova, sia perché non ci sono ripetizioni, questo è un album che non lascia respiro, perché stupisce ad ogni istante che passa, e perché ti spinge a fare headbanging e pogare contro l'armadio!
Se fosse uscito per una grossa etichetta avrebbe sfondato di cattiveria, ora tutti starebbero a parlare dei Necrophagist come la nuova rivelazione del brutal, e si parlerebbe un po' meno dei Cryptopsy. Purtroppo non è così e reperire questo album è piuttosto difficile, ma credo proprio che gli amanti del genere farebbero bene a fare la fatica di cercarselo! Io consiglio a tutti di andare sul sito e scaricarsi l'mp3 della canzone "Intestinal Incubation" (la migliore del CD per me, ma anche le altre sono tutte ad alto livello), ascoltarselo e godere! Forse i puristi del brutal (per intenderci quelli che schifano gli ultimi Cryptopsy) storceranno il naso a sentire la componente neoclassica, ma credo che questo album possa piacere anche a chi non vive di solo brutal o di solo death metal. Di sicuro piacerà agli amanti del techno-death e di tutto il death metal tecnico e complesso, mentre chi crede che il thrash sia troppo violento è meglio che se ne stia alla larga.
Onore e gloria a Muhammed Suiçmez, un vero metallaro con le palle.
(teonzo - Marzo 2002)

Voto: 9


Contatti:
Sito internet: http://www.necrophagist.de/




La violenza del brutal death più feroce unito alla limpidezza del solismo neoclassico, il tutto cucito assieme attraverso strutture decisamente intricate? Lo stupore è d'obbligo, ma la proposta è originale e sorprendentemente davvero ben calibrata. Stupore che aumenta se si pensa che tutto si deve ad unico pazzoide che si è sobbarcato un lavoro imponente ma, immaginiamo, davvero gratificante. Una virtuale pacca sulla spalla a Muhammed quindi, autore di una prova di forza ed intelligenza di grande spessore.
(Orion - Aprile 2002)

Voto: 8.5



Bel disco. Chitarristicamente non è proprio Brutal puro, ma tende spesso e volentieri ad un più classico Death Metal, per quanto riguarda gli altri strumenti invece non c'è dubbio (anche la drum machine, molto ben sfruttata nel cercare di simulare un batterista Brutal in carne ed ossa, data la varietà e la quantità di tempi). Il musicista in questione, oltre ad essere bravissimo chitarrista e buon growler, è pure un bassista che sa veramente cos'è il feeling! Interessante il connubio tra violenza ritmica e solismo soft e molto melodico, ma credo si possa migliorare: nonostante la cosa non stoni vistosamente certi abbinamenti in una o due canzoni sono un po' da perfezionare (ma probabilmente sono io che gradisco di più i pezzi più aggressivi). Tra tutte la mia preferita è la conclusiva "Fermented Offal Discharge".
(bist - Luglio 2002)

Voto: 8