NECROCULT
Necrocult
Etichetta: Snakebite Productions
Anno: 2003
Durata: 35 min
Genere: black/death metal
C'erano una volta i Crucifix, una band francese dedita al death/thrash. Era il lontano 1994 ed il gruppo era composto da Loran (chitarra), David (batteria) e Manu (basso). Proprio quest'ultimo decise di occuparsi delle vocals e così la band potè cominciare una lunga serie di concerti.
Nel 1995 i Crucifix riuscirono a registrare un loro concerto e cambiarono il monicker in Necrocult. Per un breve periodo i musicisti arruolarono un secondo chitarrista ma, visti i risultati insoddisfacenti, decisero di rimanere un trio.
Nel 1997 Loran si affiancò a Manu dietro al microfono. Le sue vocals erano molto più black di quelle del compagno. Lo stile stesso ne venne influenzato, stabilendosi su territori black/death metal.
Dopo molti concerti, nel 2002 i Necrocult incontrarono Ash degli Ouroboros che li spronò a registrare un album.
"Necrocult" ha visto la luce nell'ottobre del 2003.
La prima traccia si intitola "Black As Raven's Eyes". Dopo una breve introduzione acustica, il trio parte all'arrembaggio con una serie di riff black molto tradizionali. Il primo cantante a intervenire è Manu, con il suo gutturale gravissimo di scuola brutal. La voce di Loran è invece uno strillo acuto e digrignato. Il suono della chitarra è in genere freddo e zanzaroso ma spesso cambia d'effetto. I Necrocult alternano vere e proprie sfuriate congelate dal vento del nord a rallentamenti cadenzati spiccatamente death. Il risultato finale non è originalissimo ma non è nemmeno da buttare. La qualità di registrazione è nitida. Peccato per il suono della batteria: sembra finto, non so come spiegare...
"Necrosy" è un'ottima canzone, in bilico tra black e brutal. Non c'è da stupirsi che la band l'abbia scelto come mp3 da scaricare. Si tratta di un brano violentissimo ma al tempo stesso intricato e tecnico. L'abilità strumentale del trio è messa bene in evidenza, così come la loro grinta.
"The Age Of Earthbleeding" è un brano decisamente brutale. In questo caso il black è stato messo da parte. Sembra incredibile come i Necrocult riescano a fare tutto questo casino in sole tre persone! Come al solito, la struttura della canzone è relativamente complessa, ricca di cambi di tempo e di riff. Anzi, proprio il riffing è l'arma vincente dei francesi. E' vario e creativo.
"Portal Of Oblivion" si apre con una melodia piuttosto lenta, molto bella. Si tratta della traccia più melodica dell'intero album, almeno sino a quando non accelera. E' veramente un brano valido che mette in mostra un lato inedito della band, quello più tranquillo. A parte le vocals di Manu, "Portal Of Oblivion" presenta poco altro di death.
La traccia conclusiva si intitola "Subliminal Distant Light". Questa bella composizione ricorda in qualche modo la prima, data la sua complessità. Può essere considerata la summa dello stile dei Necrocult. Questo brano mette in mostra le potenzialità del trio, in particolare l'abilità nell'arrangiamento.
In fin dei conti questo CD è un buon lavoro e non può che far ben sperare in vista del secondo album dei Necrocult, che a quanto pare è in fase di realizzazione.
L'acquisto è consigliato a tutti gli amanti della musica estrema. Il prezzo è di 13 euro spese postali incluse. Può essere acquistato presso il sito della Snakebite Productions. Colgo l'occasione per complimentarmi con questa piccola etichetta francese, perché sta svolgendo un ottimo lavoro. Necrocult, Ouroboros e Bloodshed sono tre realtà interessanti. Lode a chi punta su di loro.
(Hellvis - Marzo 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Necrocult: http://www.necrocult.com/
Sito Snakebite Productions: http://www.snakebiteprod.com/