NECROBIOSIS + INTENSE AGONIZING
Split
(EP)
Etichetta: MMI Records
Anno: 1994
Durata: 16 min
Genere Necrobiosis: death/grind
Genere Intense Agonizing: grind/brutal
Ho comprato questo 7" un po' per caso, e devo ammettere di essere stato
fortunato. Nonostante si tratti di un'uscita ormai vecchiotta, è ancora
possibile trovarne qualche copia in giro, tra l'altro a prezzi
accessibilissimi.
Iniziamo con qualche cenno storico. I Necrobiosis si sono formati
nel maggio del 1992, nella cittadina di Uusikaupunki, in Finlandia (attenzione
a non confonderli con un gruppo omonimo, sempre finlandese, che nel
1992 ha pubblicato il demo "Consume The Lifeless Cadaver", prima di
cambiare nome in Thromdarr - nd BRN). Erano composti da Petri
Poskiparta alla voce, Pasi Kuronen alla chitarra e voce, Pasi Bunda al
basso e Jarmo Ylinikka alla batteria. La formazione rimarrà invariata
fino allo scioglimento. La prima rehearsal/demotape è stata registrata
nel settembre di quell'anno su un quattro piste: chiaramente la
registrazione era scadente e confusa. La band si è però prontamente
riscattata, dal momento che è entrata in studio nel febbraio del 1993
per registrare "The Pile Of Decayed Entrails", demo che ha riscosso un
discreto interesse e ricevuto recensioni più che positive, tanto da far
ottenere al gruppo un contratto con la MMI Records per uno split EP con
gli ungheresi Intense Agonizing. I Necrobiosis registrarono le loro
quattro canzoni il 9 ottobre 1993 presso i Big-Yell Studio, mentre il
missaggio fu effettuato da Kalle Airisto. Quando Markus della MMI
ricevette quei brani, fu talmente entusiasta da offrire alla band
l'opportunità di registrare anche un full-lenght, che sarebbe dovuto
uscire nel 1994. I quattro finlandesi accettarono di buon grado e
registrarono l'album, che però non vide mai la luce perché l'etichetta
fallì, tra l'altro senza rimborsare al gruppo le spese di
registrazione. I master finirono nel dimenticatoio e andarono persi. Un
vero peccato. Segnalo inoltre che il gruppo aveva anche intenzione di
cambiare moniker prima del debutto ufficiale.
Dopo lo split, soltanto Pasi Bunda ha continuato a suonare con
gruppi di un certo livello: al momento è coinvolto nei Death Du Jour,
dei quali trovate anche le recensioni su Shapeless.
Gli Intense Agonizing sono esistiti per qualche anno in più, ma
dallo split in questione mi sono parsi un gruppetto come tanti, non
certo all'altezza dei Necrobiosis. Formatisi nel 1990 a Budapest,
dall'unione di Kàmfor (voce), Imre Gàch (chitarra), Gàbor Nagy
(chitarra), Csaba Sàsik (basso) e Àkos Garai (batteria), hanno
pubblicato, nell'orine, i demo "The Science Of Dissolution" (1991) e
"Soul Locked In Flesh" (1992), lo split con i Necrobiosis e un
full-lenght in cassetta, "Beginning Of The End", nel 1994. Un anno dopo
hanno cambiato il loro nome in Intense, pubblicando due album e un MCD
con formazione totalmente rimaneggiata, prima di sciogliersi
definitivamente.
Torniamo a parlare del vinile. La confezione è essenziale: la
copertina dei Necrobiosis è un disegno, credo a matita o carboncino,
mentre quella degli Intense Agonizing raffigura un cranio devastato, la
classica immagine da autopsia. All'interno c'è un inserto in bianco e
nero, con dei cenni biografici sui Necrobiosis da un lato e i testi
degli Intense Agonizing all'altro. Il vinile è blu.
Il lato dei Necrobiosis contiene quattro canzoni, composte da
Jarmo Ylinikka e Pasi Kuronen. L'opener "A Painful End For Curiosity" è
un ottimo brano di death metal violento con alcune incursioni grind.
Entombed, Depravity, Carcass e tanti altri gruppi della vecchia scuola
sono fusi assieme, mentre il finale ci riserva una sorprendente
melodia. La voce è generalmente bassa, ma non mancano degli scream
aspri qua e là.
"The Prisoner Of Insanity" è un altro esempio di death roccioso
con accelerazioni improvvise, con qualche leggera sfumatura melodica.
Potrebbe ricordare qualcosa dei Gorefest degli esordi, tuttavia lo
stile dei Necrobiosis punta ad una maggiore semplicità, non solo per
quanto concerne i singoli riff, ma anche per la struttura, che tra
l'altro non prevede assoli.
Anche la breve "My Morbid Mind" è un brano death/grind d'impatto.
Stavolta alcuni passaggi iniziali richiamano i DarkThrone dei "Soulside
Journey". Ma è già il momento di "Ending": si tratta di una breve outro
melodica, probabilmente di stampo svedese. E' basata su un solo riff
ripetuto dall'inizio alla fine, comunque la degna conclusione di una
prestazione globale più che buona.
La produzione è abbastanza grezza, ma tutti gli strumenti godono
del proprio spazio. Le chitarre sono laceranti e il basso distorto
rende il suono più spesso e aggressivo. Le canzoni sono concise e prive
di tecnicismi. A distanza di anni, dimostrano di essere ancora in grado
di far male. Hanno un bel tiro e un buon impatto, frutto soprattutto
delle accelerazioni brutali e dei brevi momenti melodici, spesso
toccanti. Per gli amanti del death metal dei primi anni novanta, un
ascolto consigliatissimo.
Gli Intense Agonizing partecipano con tre canzoni veloci e tirate
di brutal/grind con alcuni riff che, per quel che si capisce,
potrebbero derivare da un'estremizzazione totale del thrash. La sezione
ritmica è sempre sostenuta, non ci sono davvero pause. Anche il lavoro
svolto dai chitarristi è instancabile. Ci sono assoli brevi e
schizzatissimi in tutti i brani. Purtroppo il risultato finale le
penalizza davvero tanto: la distorsione è troppo secca e non ha corpo e
nel complesso la produzione è abbastanza confusa, cosicché le chitarre
spesso vengono sommerse dagli altri strumenti. Il basso si sente
abbastanza e riesce ad aggiungere un po' di profondità ad un suono
altrimenti assai poco incisivo. La voce è bassa e rauca: non
propriamente il classico growl, ma ci va abbastanza vicino. In una o
due circostanze il cantante sperimenta un effetto per lo scream, per la
verità abbastanza ridicolo, ma fortunatamente si tratta di pochi
attimi.
I cambi di tempo non si contano, i brani sono praticamente privi di uno
schema. E' questo l'elemento che avvicina maggiormente gli Intense
Agonizing al filone grind, assieme alla velocità delle ritmiche.
A conti fatti, "Opened World", "Psychological Research" e "Soul
Locked In Flesh" si rivelano un ascolto superfluo. Forse con una
produzione adeguata avrebbero fatto un'altra figura. Invece ci troviamo
di fronte a dei brani esasperati, dinamici e violenti, ma che spesso
paiono privi di un senso logico. Non c'è nulla che mi faccia pensare ad
un gruppo degno di nota. Considerando che risalgono a più di dieci anni
fa e che in quell'epoca non c'erano molti gruppi che suonavano questo
genere in Ungheria, la valutazione è sufficiente ma non può andare
oltre.
(BRN - Settembre 2006)
Voto Necrobiosis: 8
Voto Intense Agonizing: 6