NECROART
L'Inverno Dell'Anima
(Promo)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 24 min
Genere: death metal melodico dalle sfumature folk e gothic
A più di due anni di distanza dal valido MCD "Dead Roses Parade", i
Necroart ritornano sulle scene con il promo "L'Inverno Dell'Anima". Nel
corso della sua esistenza, il gruppo si è distinto per un progressivo
processo di maturazione che l'ha portato ad essere una delle realtà più
promettenti dell'attuale panorama metal tricolore. Evito di perdermi in
cenni biografici, dopotutto ne ho scritto diffusamente nella recensione
del loro lavoro precedente. Ciò che è importante sottolineare è che la
band lombarda ha continuato a calcare i palchi venendo in contatto con
gruppi di fama quali Dark Funeral, Arcturus, Entombed, Rotting Christ,
ecc.
Inoltre, rispetto a "Dead Roses Parade", la formazione ha subito dei
cambiamenti: il bassista Francesco V. ed il batterista Marco B. hanno
preso il posto di Gabriele e Davide M. Il resto della band consiste nei
soliti Davide Zampa alla chitarra ritmica, Massimo Finotello alla voce,
Filippo Galbusera alla chitarra solista e Davide Quaroni alla tastiera.
"L'Inverno Dell'Anima" è un'uscita promozionale utile a mostrarci
lo stato di salute della band. E' stata registrata allo Studio Elfo di
Tavernago (PC) tra il giugno e il dicembre del 2004. L'ingegnere del
suono Daniele Mandelli ha svolto un lavoro onesto, garantendo ai
Necroart un suono sufficientemente nitido.
Si tratta di un CDr la cui copertina è un foglietto in bianco e nero con stampato su il logo della band ed il titolo.
La strofa iniziale di "The Crimson Minority" è caratterizzata da
una spiccata musicalità. Il growling profondo di Max è accompagnato da
una ritmica semplice e regolare. La tastiera si produce in una melodia
innocua stilisticamente vicina ai Crematory. Questa linearità
strutturale si perde presto: il costante processo di inasprimento fa sì
che nel giro di un minuto la canzone cambi completamente faccia. Le
chitarre sono più aggressive, la melodia tende a scomparire e la voce è
un urlo disperato. Il muro sonoro si infrange sul silenzio che precede
un'inattesa sezione folk suonata dalla chitarra acustica e dalla
fisarmonica. Quando i Necroart ripartono al gran completo, "The Crimson
Minority" si è ormai trasformata in una tarantella tanto pesante quanto
cattiva. La traccia ritorna poi sui binari gotici con il passaggio
della voce da growling a cantato pulito. Ottima prova di creatività del
sestetto lombardo. Molto bello l'arrangiamento.
Dopo una breve introduzione, ecco partire "Pandemonium Opium
Night". Le prime battute sono distruttive e brutali. Il ritmo si
assesta su un tempo meno arrembante ma la cattiveria dell'esecuzione
non cambia. La differenza tra questa canzone e quella che l'ha
preceduta è notevole! L'arrangiamento è più diretto, la melodia è quasi
assente e non c'è spazio per i momenti atmosferici: la tastiera svolge
infatti un ruolo marginale. Mano a mano che "Pandemomium Opium Night"
avanza, il riffing delle chitarre si fa meno massiccio. La ritmica più
agile permette al chitarrista solista di esibirsi in assoli di buona
fattura. Questa canzone si conclude con lo stesso indiavolato ritmo
death/thrash dell'inizio.
"Necronova" è un brano di sei minuti che ci mostra nuovamente il
lato più melodico dei Necroart. Si tratta in fin dei conti di una
cavalcata gotica dalle atmosfere dolci e sognanti. La strofa è più
lenta, alla My Dying Bride, con il cantante che si produce in un
parlato molto evocativo. Una sezione intermedia dai toni soft,
arricchita da sovraincisioni, spezza la linearità del brano. Da lì è un
continuo susseguirsi di variazioni che riportano "Necronova" al suo
tema principale. Questa canzone è ben fatta, non eccezionale ma
perfettamente godibile.
"L'Inverno Dell'Anima" non è una vera e propria canzone. Si tratta
in realtà di un'inquietante brano di tastiera e samples. A parte il
ritmo, la scelta dei suoni mi ricorda vagamente il primo Mortiis.
Attorno ai tre minuti e mezzo subentrano anche chitarra, basso e
batteria. La traccia si conclude con un'andatura da marcia funebre. A
parer mio questo pezzo poteva anche non essere incluso nel promo.
A parte quest'ultima traccia, il promo si fa apprezzare per gli
evidenti miglioramenti del gruppo. Le tre canzoni vere e proprie
dimostrano come il talento dei Necroart sia superiore alla media.
Aspettiamo quindi con fiducia la prossima uscita ufficiale: la strada
che la band sta percorrendo è decisamente quella giusta!
(Hellvis - Marzo 2005)
Voto: 8
Contatti:
Mail: max_necroart@libero.it
Sito internet: http://www.necroart.net/