NATIONAL NAPALM SYNDICATE
Resurrection Of The Wicked

Etichetta: Poison Arrow Records / Trinity Records
Anno: 2006
Durata: 51 min
Genere: thrash metal


I National Napal Syndicate vengono dalla Finlandia e suonano, senza troppi giri di parole, thrash metal. Non si tratta sicuramente di una band di primo pelo, infatti si sono formati nel 1986; iniziarono coverizzando Metallica ed Exodus per poi dedicarsi alla scrittura di brani propri. Non conoscevo prima d'ora i National Napalm Syndicate e scopro che nel 1989 hanno fatto uscire un album addirittura per la EMI! Si sciolsero nel 1991 per poi riformarsi nel 2002. Questo è l'album della rinascita, diciamo. E sia chiaro fin da subito... "Resurrection Of The Wicked" è un bell'album, prodotto e suonato molto bene tra l'altro. Come ho già detto poco sopra la musica di questi finlandesi può essere etichettabile benissimo come thrash metal, perfettamente in bilico tra sonorità e riferimenti anni '80 e gruppi scandinavi di qualche anno dopo, penso a Dark Tranquillity e compagnia bella. La caratteristica dei National Napalm Syndicate è che pur avendo una produzione al passo con i tempi e non essendo immuni da contaminazioni più "moderne" riescono a comporre brani potenti e asciutti, trascinanti e non troppo cervellotici.
Il disco, dopo una brave intro, si apre con i tre minuti e mezzo di "Corrosion Of Humanity" (titolo "thrash" anni '80 al 100%!!!), thrash veloce e potente, con un ritornello piuttosto melodico grazie all'uso della chitarra solista. Ottima padronanza degli strumenti e nessuna concessione al superfluo
Serrate le ritmiche di "Falling To Pieces", pezzo decisamente più aggressivo del precedente. Un brano più cattivo, caratterizzato da un'esecuzione precisa e potente, e da un chorus che può ricordare certe cose degli Arch Enemy di qualche anno fa. E' giusto rimarcare che il thrash dei National Napalm Syndicate fila che è un piacere, non ci sono sbavature o indecisioni e la durata delle canzoni è molto contenuta.
"Determination" invece potrebbe uscire senza problemi da "South Of Heaven" o "Season In The Abyss": un incedere cadenzato e una sequenza di riff chiaramente ispirata dalla copia Hanneman /King che piace, nel complesso, ma che sa un po' troppo di plagio (sentire certe rifiniture di chitarra!).
Con "The Cross (I Have To Bear)" si torna invece su velocità più sostenute e il risultato è sempre buono; bella l'apertura al momento del ritornello, ripresa poi anche in chiave semi acustica sul finale di pezzo.
Il disco non è tutto sui livelli dei precedenti brani, ovviamente, altrimenti sarei qui a parlare di un mezzo capolavoro. Il cadenzato "The Undertaker", ad esempio, è un brano decisamente di maniera nell'alternanza pulito/distorto, e il seguente "Hell To Pay", con il suo riffing spezzato, non sembra andare oltre a una rilettura approssimativa di un brano degli Overkill, per quanto qui ci siamo alcune concessioni melodiche in più.
Il disco prosegue quindi fino alla fine senza significative variazioni. Alla fine si contano dieci pezzi più tre bonus track, invero non del tutto convincenti nei loro timidi accenni melodici.
Prima di chiudere mi preme segnalare ancora il bel riff dell'aggressiva "Nothing But Anger" (nel finale c'è una sfuriata di doppia cassa da paura), e qualche altra bella intuizione sparsa qua e là.
Complessivamente ci troviamo davanti ad un bel disco thrash. Certo, cinquantun minuti sono tanti... e l'ispirazione non è costante per tutta la durata. Probabilmente un mini-CD con i quattro, cinque brani migliori avrebbe sortito ben altro effetto. Dobbiamo comunque dire bentornati ai National Napalm Syndicate, ed al loro thrash che mischia tradizione e sonorità più "nuove" (che oggi, nel 2006, "nuove" non sono più...). Il thrash è musica d'impatto e questo non manca sicuramente a "Resurrection Of The Wicked". Probabilmente nel prossimo CD riusciranno anche a proporci qualcosa di più personale. Comunque preferisco nettamente il thrash venato di moderno dei National Napalm Syndicate a tanto pseudo thrash/death da "sagra del trigger" che ha infestato i negozi di dischi (o forse sarebbe meglio dire i mailorder) negli ultimi anni. Nei finlandesi la componente umana è ben presente, così come la radice thrash. Occorre trovare solo un po' più di continuità tra i brani, per il resto il disco è più che valido, e lo consiglio a chi ama indistintamente Slayer, OverKill, Arch Enemy, Dark Tranquillity, Exodus e via dicendo.
(Linho - Luglio 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail National Napalm Syndicate: band@nationalnapalmsyndicate.com
Sito National Napalm Syndicate: http://www.nationalnapalmsyndicate.con/

Sito Trinity Records: http://www.trinityrecords.com.hk/