NARJAHANAM
Undama Tath'hur Al Shams Mm Al Gharb

Etichetta: Haarbn Records / Evil Distribution
Anno: 2007
Durata: 51 min
Genere: black/death metal con melodie arabe


Il Bahrain è un'isola, insediata nel Golfo Persico a non molta distanza dall'Arabia Saudita e dal Qatar. Anticamente era nota come Dilmun, ovvero il giardino dell'Eden, mentre il nome attuale significa "due acque", in riferimento a quella salata che lo circonda, e alla moltitudine di corsi d'acqua dolce al suo interno. Si tratta di uno stato piccolo, noto dalle nostre parti soprattutto per il Gran Premio di Formula Uno che vi si svolge. Ben pochi sanno però che nel Bahrain esiste anche una scena metal. Minuscola, a dire il vero, però esiste. Questo CD dei Narjahanam è qui a dimostrarlo.
Narjahanam vuol dire, in arabo, "il fuoco dell'inferno". Questo gruppo è nato nel 2004, come progetto laterale di Mohammed "Mardus", abitante di Manama e componente della black metal band Gravedom. Il desiderio dell'artista era, ed è tuttora, quello di esplorare un nuovo stile musicale, e anche tematiche nuove a livello testuale. Importante, ad esempio, è l'utilizzo dell'arabo per i testi, a differenza di quelli in inglese dei Gravedom. Inoltre, Mardus è interessato alla stora del Medio Oriente, delle sue guerre, le culture, nonchè il passato più remoto di quelle regioni, prima dell'avvento dell'islam.
Per questo progetto lirico/musicale, Mardus ha coinvolto il suo amico Busac, con il quale suona anche negli Smouldering In Forgotten. Busac, tra l'altro, proviene dai Voidhanger.
Il gruppo ha realizzato il demo "Narjahanam" nel 2005, contenente quattro canzoni. Questo ha permesso alla band di entrare in contatto con estimatori e, soprattutto, con la Haarbn Records, che li ha messi sotto contratto.
Il full-length "Undama Tath'hur Al Shams Mm Al Gharb" è stato pubblicato nel 2007. La copertina, dai colori caldi, scuri e tendenti al marroncino, riprende immagini confuse di sculture e bassorilievi tipici del passato del Medio Oriente. Il titolo e il nome della band sono scritti in arabo, ma sul fianco del CD sono stampati in caratteri occidentali. Nel libretto troviamo la traduzione in inglese dei titoli, le foto dei due musicisti ed i ringraziamenti. Apprendiamo quindi che Mardus si è esibito al basso ed alla voce, mentre Busac si è occupato delle chitarre e della programmazione della batteria.
Il CD si apre con "Taht Alamat Al Nujoom", che significa "sotto il segno delle stelle". Un'introduzione ambient ci introduce subito in un passato epico e distante, grazie ad una melodia orientale lenta e maestosa. Presto intervengono il basso e la chitarra, assieme alla batteria programmata. Il suono è discretamente pulito, anche se il livello di produzione è nettamente underground. La traccia avanza lentamente, ma con fierezza e decisione. Il gutturale di Mardus è basso e devastante, e lega ottimamente col suono d'assieme. Anche il basso non si limita ad accompagnare, ma si prodiga in passaggi di buona fattura: peccato si senta poco.
La musica del gruppo, è evidente sin dalla prima traccia, mescola il metal con le melodie orientali, condendo il tutto con una buona dose di ambient evocativo, dai tratti quasi "cinematografici". Non si tratta di uno stile innovativo, perchè i precedenti sono ben noti a tutti. E il gruppo non nasconde la sua ammirazione per gli Orphaned Land, tra i primi gruppi a proporre un simile miscuglio di generi, ad un livello artistico tra l'altro di tutto rispetto. Ma, e questo diventerà evidente nei passaggi più tirati, il successo dei Melechesh ha avuto la sua parte nella genesi della band (anche dal punto di vista concettuale). E come non citare i Nile? In più, l'underground metal arabo è stato diffuso e promosso da fanzine coraggiose come l'algerina Lelahel, che ha messo in contatto molti gruppi arabi del pianeta. Non è detto quindi che i Narjahanam non conoscano band underground ma di livello come, ne cito una su tutte, i Litham.
"Laheeb Al Nar", le fiamme di fuoco, è una canzone tutta diversa dalla precedente. Il sottofondo ambient epico e lento è scomparso, ed il gruppo si esibisce con chitarre pesantissime, ed una drum-machine impazzita (programmata molto bene, tra l'altro). Dopo l'aggressione iniziale, la musica rallenta, e le chitarre si assestano su poderosi riff arabeggianti. Il songwriting è di buon livello, attento da un lato alla fruibilità della musica, dall'altro oculato nel non scadere in banalità. Busac si dimostra un'abile creatore di melodie, come testimoniato dalla coda melodica di "Laheeb Al Nar".
"Al Jihad", la guerra santa, riprende le cadenze epiche della canzone d'apertura. La lentezza del ritmo, e gli inserti ambient, danno vita ad una tensione di fondo che sembra non trovare mai sbocchi. E' una traccia meditabonda, possente sotto certi aspetti. In più, rimane subito in testa, con quel "Al Jihaaaad!" ripetuto con un'insistenza quasi maniacale. Tra l'altro, oltre alla batteria programmata, si possono udire delle percussioni in sottofondo. La melodia continua a mantenere quell'aspetto che, poco fa, ho descritto come "cinematografico". Sì, perchè è la tipica melodia che si potrebbe ascoltare in un film ambientato nei paesi arabi. Il gusto per la melodia, e per l'arrangiamento evocativo, è molto spiccato: evidentemente i Narjahanam vogliono coinvolgere l'ascoltatore, e portarlo con la mente nel loro mondo di fantasia. Un atteggiamento profondamente diverso da quello tipico del black delle nostre parti. In più, il suono d'assieme è caldo e sanguigno. Gran bella canzone.
"Al Shar Wa Aljan", il male e gli spiriti, è aperto dal suono spettrale di uno strumento ad arco. Presto, l'arpeggio della chitarra, e i sussurri distanti, ci proiettano in una notte araba. E, mentre si aggiunge la melodia di un flauto, ci troviamo spaventati, e cerchiamo di trovare una fonte di luce, scappando alla cieca in un deserto infestato da jinn malvagi, ed altri spiriti antichi e perversi. A parte il ritmo pesante, è l'elemento ambient a spadroneggiare. Una voce riverberata narra versi incomprensibili. Il crescendo culmina nell'esplosione d'assieme del gruppo, che avanza con un ritmo quasi battagliero. L'ottimo arrangiamento, per ora caratterizzato da suoni schiettamente underground, fa ben sperare nel futuro. Speriamo che il gruppo trovi il modo di produrre meglio la propria musica, perchè il talento c'è.
"Rayat Al Mour" è una canzone vecchiotta, già apparsa nel demo precedente. Il titolo significa "storie di morte". Lo stile non si discosta da quanto ascoltato prima, e gli elementi proposti sono sempre gli stessi: quindi arrangiamento evocativo, velocità contenuta, eccetera. E' però il risultato finale che conta, ed anche questa canzone colpisce il segno. Sì, le melodie arabe possono affascinarci col loro stile distante ed esotico, ma è anche la canzone stessa ad essere composta con criterio, ed arrangiata con gusto (c'è anche una chitarra acustica). La capacità di scrivere buone melodie è il punto di forza di questi Narjahanam. Si segnala anche un assolo semplice semplice, ma efficace, di Busac.
"Nehaya Wa Bedaya", la fine e l'inizio, continua sulla stessa linea, rodata e collaudata. Ritmicamente, è un continuo alternarsi di accelerazioni e rallentamenti. Talvolta il ritmo si fa più vitale, altre volte sembra rilassarsi. Strutturalmente, questa canzone risente in maniera più pesante delle influenze death metal. E' comnque l'episodio più corto dell'intero CD, coi suoi due minuti e mezzo di durata.
"Huroob Al Zaman Al Akheer", e così le traccie che seguiranno, sono tutte apparse nel demo del 2005. Il titolo di questa canzone significa "guerre al termine di un'era". Percussioni e strumenti arabi arricchiscono l'arrangiamento melodico e pesante della composizione. A differenza dei Melechesh, citati in precedenza, il gruppo preferice tempi lenti ed evocativi, anzichè brutalità ed aggressività. In più, tanto sono gelidi gli israeliti, tanto sono caldi questi musicisti del Bahrain. In un certo senso, la proposta musicale della band è più simile a quelle comunicative e cariche di sensazioni di Orphaned Land o Litham. Si segnalano due assoli virtuosi, molto belli, di Busac. La composizione è equilibrata, e ricca di spunti nonostante la sua semplicità di fondo. Eh sì, il gruppo non esagera mai in quanto a difficoltà esecutiva, proprio perchè la canzone deve colpire, e non distrarre l'ascoltatore. Bella la progressione ritmica: sono convinto che questa traccia possa rendere molto, suonata dal vivo.
"Yowm Al Maw'oud", il giorno promesso, è una canzone cattiva. Una certa malvagità di fondo è evidente in ogni passaggio, anche nell'utilizzo di gutturale e strilli sovraincisi. Descrivendo la canzone mi ripeterei, perchè come ho scritto prima, gli elementi utilizzati sono sempre gli stessi: sono le composizioni ad avere personalità, e le melodie a colpire.
"Al Aukhera", la fine dei giorni, ritorna sui territori annunciati dall'inizio di "Laheeb Al Nar". La canzone è violentissima, e qui si che la furia black/death torna a mietere vittime. I Narjahanam riescono di nuovo nell'intento di coinvolgere l'ascoltatore, evitando così di farlo rilassare su ritmiche lente o cadenzate. Una sana dose di violenza, che chiude l'album nel migliore dei modi.
"Undama Tath'hur Al Shams Mm Al Gharb" è davvero un buon disco d'esordio, che merita un voto di tutto rispetto. Ci sono ancora dei difetti da smussare, però. In primo luogo, il suono eccessivamente underground: tra l'altro, un batterista in carne ed ossa non guasterebbe. In secondo luogo, l'utilizzo di ritmi lenti, molto simili fra loro, potrebbe risultare stancante alla lunga. E se al primo ascolto il disco sorprende, negli ascolti successivi si ha la tentazione di passare immediatamente alle parti più veloci, saltando quelle più meditabonde. Cinquanta minuti sono tanti, per mantenere ritmiche così costanti e simili fra loro. Però si tratta di piccolezze. Se il gruppo riuscirà a migliorarsi, allora nessuno toglierà ai Narjahanam un gran voto. Comunque sia, un gruppo interessante che proviene da un paese la cui scena metal ha bisogno di sostegno. Acquistarne il CD è una buona cosa: di certo non si tratta di soldi sprecati.
(Hellvis - Maggio 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Narjahanam: blasphemusblackmetal@hotmail.com
Sito Narjahanam: http://www.myspace.com/narjahanam

Sito Haarbn Productions: http://www.haarbn.com/

Sito Evil Distribution: http://www.evildist.com/