NANOWAR
Made In Naples

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: CD 1 = 45 min / CD 2 = 38 min
Genere: heavy metal demenziale


E' usanza ormai commentare i lavori dei Nanowar con un sorriso sulle labbra, con recensioni divertite che assecondino lo spirito goliardico e parodico del gruppo romano. Una cosa giusta, giustissima. E' difficile commentare un qualcosa di divertente, che sia un libro, una commedia teatrale o appunto un CD. Pensateci. E' davvero un'impresa comunicare ad un lettore distante, quelle sensazioni che ci hanno fatto ridere, sganasciare o soltanto sorridere. A meno di non ricopiare pari pari le battute. Anche in questo caso però, la cosa non potrebbe mai competere con l'esperienza diretta. Ragion per cui, il recensore di turno tende a mettere per iscritto il proprio buon umore, commentando allegramente, snocciolando battute su battute, il tutto in un clima di euforica complicità con la band e con i lettori. Tutto giusto quindi... Peccato però che, così facendo, si tenda a lasciare in secondo piano un fattore determinante. Cioè la qualità della musica proposta.
Quanti anni ci hanno messo Elio e Le Storie Tese prima di diventare un gruppo rispettato da pubblico e critica? E prima di loro, gli Skiantos? All'epoca, dire Skiantos e dire Squallor era la stessa cosa: demenzialità. Col passare degli anni, invece, la qualità musicale ha avuto la meglio. Ed ecco quindi che molti grupponzoli del San Scemo hanno fatto perdere le loro tracce, mentre altre gruppi si sono ritagliati il loro spazio nella storia della musica tricolore. Nonostante i testi demenziali. Eh sì, perchè sebbene tali testi e tali atteggiamenti possano far guadagnare immediatamente la simpatia degli ascoltatori, si rivolteranno spesso e volentieri contro la band. L'errore di molte persone è di non prendere sul serio i gruppi demenziali o parodici. Nel caso dei Nanowar, questo è capitato. Se non erro, addirittura, un locale gli avrebbe pure risposto che la loro musica (presentata dall'album "Other Bands Play, Nanowar Gay") non era idonea agli standard qualitativi richiesti! Ma scherziamo?! Signori miei, dietro ogni canzone dei Nanowar, dietro ogni loro esibizione, c'è una grande preparazione. Si sente, ascoltando l'album. Si vede, seguendo i loro concerti. Non è campanilismo il mio, ma è pura e semplice obiettività. Di gruppi del genere ce ne sono parecchi, ma il gruppo romano si sta guadagnando i galloni sul campo, con canzoni di qualità per le quali tanti gruppetti power/heavy metal sbaverebbero!
Eccoli ora tornare quindi in campo addirittura con un doppio in tiratura limitata (173 esemplari), intitolato "Live In Naples" (e non Neaples). La confezione è tipo quella di un DVD, con un nano vestito da pulcinella mentre suona il mandolino, e il golfo di Napoli sullo sondo. I Nanowar (Of Steel, per ribadire il concetto, ma anche per pigliare un po' per il culo i Rhapsody Of Fire), ci propongono nel primo CD il concerto tenutosi a Pratteln, in Svizzera. Nel secondo invece un po' di inediti e di rarità. Insomma, questo doppio (due CD al prezzo di 1/2 DVD) è una chicca per appassionati, non il seguito di "Other Bands Play, Nanowar Gay". Quello dovrà arrivare. E' un omaggio per chi li ama edito dalla sedicente True Metal Of The World Of Steel Records.
Il primo CD testimonia l'esperienza dei Nanowar in Svizzera. Un piccolo vanto per il nostro bel paese, ed un riconoscimento per i Nanowar. Il pubblico sembra essere caldo, sebbene non si senta tantissimo: il missaggio favorisce senza dubbio la musica. Una prova di tutto cuore, con alcune imprecisioni esecutive ma ricca di grinta e di passione. Ma il bello di questo CD dal vivo è che ripropone, all'ascoltatore, il vero aspetto di uno show dei Nanowar. Che non è solo musica, ma che è anche cabaret e parodia. Certo, non poterli vedere con gli occhi è un grande handicap, ma ascoltare i dialoghi tra un brano e l'altro (in inglese) è spassoso. Consiglio comunque a tutti i lettori di vedere il gruppo dal vivo appena possibile. A me è capitato e, sebbene in formazione dimezzata e colpiti da una sfiga stratosferica, se la sono cavata alla grande. Mi immagino perciò il buonumore del pubblico svizzero di fronte a questi guerrieri del metallo. Un buonumore che cavalca le note di classici quali "Ticycles Of Steel" (aperto dal riff del cartone animato di He-Man), "Metal", "The Number Of The Bitch", "King", "Metal-La-La-La" e ovviamente "Master Of Pizza". In quest'ultimo il gruppo, pur dichiarandosi svizzero, trasmette un po' di calore mediterraneo giocando anche con gli Iron Maiden e con "O Surdato "Nnamurato". Ma la vera chicca è l'inedito "Odino & Valhalla", un brano power e severo che va a toccare alcuni dei clichè più eroici del metal, passando per la Lambada, Ennio Morricone ed i Pink Floyd: ascoltare per credere!
Il secondo CD invece contiene solo brani inediti, raccolti per l'occasione e imperdibili per i fan del gruppo. Le prime cinque tracce costituiscono "The Dragon Of The Powerflame Saga", ispirato ad un romanzo di Timo Tolkien (eheheh). In realtà le canzoni vere e proprie sono due, il resto è narrazione. La prima, "T.K.D.Y.N.S (To Kill A Dragon You Need A Sword)", fa il verso alla canzone per bambini che dice: Per fare un albero, ci vuole un fiore" (ve la ricordate?): ovviamente il tutto in salsa epica.
"Fight The Dragon (For The Village)" è invece un gran brano power, che piglia per il culo proprio il power metal. Coretti finocchiosi, doppiacassa a manetta, i Rhapsody a far capolino dietro alle spalle. Ascoltando questi due brani, comunque, non si può ignorare la competenza musicale del gruppo: arrangiamenti sopraffini ed azzeccati, buoni incroci vocali, tanta attitudine.
"Gaytorade" e "Radio Gay" sono due episodi che si commentano da soli. Non canzoni, ma degli intermezzi tutti da ascoltare. E' chiaro chi sia la seconda vittima dei nostri, dopo i napoletani!
"Christmas With Nanowar" è la canzone di Natale dei Nanowar (ma va?). Tutti l'hanno fatta, e non poteva mancare la loro. Qualche richiamo all'intro di "Power Of The Power ecc.", e tanti auguri a tutti gli dei del metallo. L'avevo scaricata dal loro sito in passato, sono contento che l'abbiano proposta su CD!
Anche "Stormlord Of Power" non è nuova per il sottoscritto, visto che l'ha ascoltata dal vivo. E' comunque il brano più brutale dei romani, dai tocchi thrash, e gode di un bell'assolo del chitarrista.
Il CD è concluso dal "Semi-Unplugged In Buenos Aires 1983", nel quale la band ci propone una versione country di "Trycicles Of Steel" (ottima esecuzione e arrangiamento vocale), una versione reggae di "Poser", un "True Metal Of The World" romantica che fa il verso a "More Than Words" ed una brevissima "Power Of The Power".
Non c'è soluzione di continuità, ma solo la voglia di mettere del materiale inedito a disposizione dei fan. Ed io ho gradito, non c'è che dire. Certo, chi volesse conoscere i Nanowar dovrebbe partire con gli altri lavori (tra cui la ristampa del loro primo lavoro, con tanto di bonus-tracks), e non con "Live In Naples". Per tutti gli altri, il "Live in Naples" è un acquisto obbligatorio. Fatelo vostro, se siete dei fan dei Nanowar. Altrimenti, ahimè, vi dimostrerete i soliti, fottutissimi poser.
(Hellvis - Marzo 2007)

Voto: 7


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