NANDA DEVI + SKIN HORSE
Split

Etichetta: Apterran Recordings
Anno: 2009
Durata: 32 min
Genere Nanda Devi: doom/post-metal
Genere Skin Horse: doom/post metal/drone/sperimentale


Eccoci qua a commentare uno split tra due gruppi americani piuttosto originali e validi: i Nanda Devi e gli Skin Horse. Dei secondi, ho già avuto modo di recensire il loro demo di tre tracce, pubblicato nel 2007 grazie all'interessamento di Billy Anderson, degli studi Sharkbite di Oakland, in California. Per quanto riguarda i Nanda Devi, invece, si tratta di una novità sulle pagine di Shapeless. Si tratta di un gruppo di Portland, nell'Oregon, autore di diversi lavori nel corso degli anni: il MCD omonimo del 2008, l'album "Fifth Season" del 2009 ed infine l'oggetto di questa recensione, lo split con gli Skin Horse. Uno split pubblicato dalla Apterran Recording, una giovane etichetta che proprio in questo periodo sta cercando di crescere, allargando la propria scuderia. La copertina dello split è nera, con l'immagine accennata di una piovra che sembra nuotare nelle tenebre.
Iniziamo quindi dalla canzone rappresentativa dei Nanda Devi, "Lifelong Migration". E' stata registrata al Toadhouse Studio, e la formazione l'ha incisa consiste in Matt White (batteria), Ryan White (basso, voce), Aaron Schomaker (basso, voce) e Tony Komforty (chitarra).
Fin dalle sue prime battute, "Lifelong Migration" dimostra una capacità evocativa molto consistente, e tutto questo grazie ad un suono denso pregno di malinconia, che tocca i suoi vertici più alti con l'intervento della voce in gutturale. Proprio la voce trasforma la malinconia in disperazione vera, e la musica si evolve attraverso differenti variazioni, passando in rassegna gli stati d'animo più cupi e negativi. Mi piace molto lo stile di Matt alla batteria, davvero creativo, ed i suoni creati dalle chitarre. Le strutture sono molto semplici, ma assumono complessità grazie al loro stratificarsi. Strato dopo strato, l'arrangiamento si fa sempre più denso, e le variazioni (molto garbate e mai sfacciate) danno vita ad una serie infinita di timbri e di colori. La melodia è un elemento imprescindibile della musica dei Nanda Devi, dilatata però su ritmiche lentissime, ai limiti del funeral doom, ma dotate di un appeal tutto post-metal. A volte le voci sono due, e questo particolare dà forza all'espressività dei nostri. La traccia tende a ripetere all'infinito sempre le medesime figure musicale, modificandole il giusto necessario, e prosegue attraverso variazioni diverse, attraverso onde di suono, che creano il classico effetto ipnotico. La canzone è molto lunga (18 minuti e passa), ma è ovvio che sia così: lo split contiene solo due canzoni, ma la sua durata complessiva è di 32 minuti!
Passiamo ora agli Skin Horse. Non mi dilungo in notizie biografiche, visto che ne ho già scritto diffusamente nella recensione del loro demo. Il lettore potrà trovare tutto ciò che gli serve nel corpo di quella recensione. In questa sede, basti sapere che il chitarrista Marcelo Silva ha preso il posto del partente Jason Chaffee, e che la canzone è stata registrata agli Sharkbite Studios all'inizio del 2009. La formazione attuale vede quindi Matt Butler alla batteria, Marcelo Silva alla chitarra e Jay Bustamante alla chitarra.
La canzone degli Skin Horse si intitola "109". Aperta da un distante canto gregoriano trattato, presto si sviluppa in alcuni arpeggi facili di chitarra. Interviene l'altra chitarra ed in seguito la batteria. Il suono è caldo e molto comunicativo, piacevole e tranquillo. Poco a poco, la musica si avvia ad un crescendo, uno di quelli lunghissimi tipici del genere. I suoni si fanno sempre più densi, anche più rumorosi ed effettati. L'inserimento del nuovo chitarrista non sembra aver apportato cambiamenti eccessivi al suono degli Skin Horse. Ecco poi un cambiamento repentino, con i riff decisamente più metallici, doom, e un atteggiamento davvero aggressivo. Intervengono poi le voci, un gutturale cattivo ed uno strillo isterico. In questo frangente, "109" entra nei territori tipici del funeral doom. Grandi ed inquietanti. E poi il tutto si ferma nel silenzio che segue la sfuriata, arricchito solo da poche note della chitarra e da alcuni campionamenti in sottofondo. L'atmosfera si fa sempre più misteriosa e strana, con un effetto di anticlimax davvero convincente. Non è però il finale. Come un fuoco la cui brace continua ad ardere e, ad un certo punto, riprende a bruciare con vigore, così "109" rinasce dalle sue ceneri. Piano a piano la musica si evolve, ritorna il canto trattato, e nel rumore si conclude questo lungo viaggio di più di 13 minuti.
La Apterran Records ha dunque pubblicato il lavoro di due gruppi interessanti, indipendenti, diversi fra di loro ma anche uniti da un atteggiamento simile nei confronti della musica. I tempi dilatati, le melodie ipnotiche ed infinite, i cambiamenti minimali stanno attraversando un periodo di discreta fortuna, pur rimanendo sempre legati ad un pubblico di nicchia. Credo che sia i Nanda Devi che gli Skin Horse siano piuttosto talentuosi, e che potrebbero dire la loro se continueranno a crescere con la costanza dimostrata finora, ma anche promuovendosi al meglio, cercando di darsi un'immagine oltre che un suono, e facendo circolare i loro nomi, di modo che non restino impantanati nell'immenso underground americano. Due gruppi di valore, che non deluderanno chiunque apprezzi tali sonorità.
(Hellvis - Luglio 2009)

Voto Nanda Devi: 7
Voto Skin Horse: 7



Contatti:
Sito Nanda Devi: http://www.myspace.com/nandadevipdx

Sito Skin Horse: http://www.myspace.com/saidtheskinhorse

Sito Apterran Recordings: http://www.myspace.com/apterranrecordings