NAHUI
A Blue Fire

Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2008
Durata: 33 min
Genere: alternative dark music


Dietro al nome Nahui si cela Luca Giancotti, polistrumentista che guida saldamente le redini di un progetto molto particolare e difficile da inquadrare in un unico stile. Parlando di "A Blue Fire", infatti, ho sentito parlare di progressive, di alternative, di dark, citando le più disparate influenze. Quello che è certo, comunque, è che Nahui appartiene a quello strano mondo della musica più emozionale, dove è difficile analizzare la musica secondo criteri razionali e forse la cosa migliore è lasciare spazio alle sensazioni.
La storia di Nahui inizia nel 2000 e prima di giungere a questo primo album di debutto l'artista aveva già pubblicato due EP, intitolati "Tidal Wave" (2003) ed "Around The Shadows" (2005).
Musicalmente i nomi che si possono citare sono quelli dei Radiohead, dei Muse, degli A Perfect Circle, ma anche qualcosa dei Cure e perfino degli U2. Insomma, un bagaglio decisamente ampio e non facile da sintetizzare.
In effetti l'ascolto di quest'album non è riuscito a fugare i dubbi che mi sono sorti di primo acchito. È vero, infatti, che la musica di Nahui non è di quelle che si possono giudicare con leggerezza e le varie sfaccettature della musica sono sicuramente meritevoli di un approfondimento; allo stesso tempo, però, "A Blue Fire" resta a mio parere un esperimento non completamente riuscito, come se il buon Giancotti non fosse riuscito a condensare il proprio percorso artistico in una alchimia ben amalgamata.
Che vi posso dire? La cosa mi dispiace molto, perché lungo tutta la durata di "A Blue Fire" non sono pochi i momenti in cui si sentono buoni spunti e questo lascia intravedere delle potenzialità non indifferenti, soprattutto se si pensa al fatto che il lavoro è frutto di una sola persona, che ha curato ogni aspetto della composizione e dell'esecuzione (tranne che per la batteria, suonata da Stefano Zanetti, e qualche sporadico intervento in alcune canzoni alle chitarre e alle tastiere da parte di Andrea Martella ed Ascanio Borga).
Ci troviamo così di fronte ad alcuni passaggi piacevoli come l'iniziale "...And I", energica e adatta ad aprire il CD, oppure "Fluid Hollow", un brano più sinuoso, catchy ma non banale. Allo stesso modo mi pare che funzionino bene anche i brani più delicati ed intimisti, come "Christmas", dolce e suadente nella prima parte e più energico sul finale; oppure "Broken Glasses", una leggera composizione acustica che ben si sposa con le atmosfere malinconiche del CD. Allo stesso tempo, però, ci troviamo di fronte anche a composizioni un po' insipide, che non riescono a catturare l'attenzione dell'ascoltatore e in qualche frangente (fortunatamente pochi, come la conclusiva "Crumbled From The Stars") annoiano. Infine mi permetto di fare un appunto all'approccio vocale di Luca, che purtroppo non riesce ad essere sempre all'altezza della situazione, a causa della poca versatilità.
Poi, come sempre in questi casi, la predisposizione personale a certe sonorità può fare la differenza, ma la sensazione è che questo "A Blue Fire" sia ancora un album di transizione, che segna un primo passo verso qualcosa di migliore e di più maturo.
(Danny Boodman - Novembre 2008)

Voto: 6.5


Contatti:
Sito Nahui: http://www.nahui.it/

Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/