NADJA
Bodycage

Etichetta: Profound Lore Records
Anno: 2006
Durata: 72 min
Genere: ambient/doom


Il clima è la solita appiccicosa merda estiva... Un tentato nubifragio ieri mi faceva sperare in un briciolo di temperature artiche, anche solo per un paio di giorni, e invece niente da fare... Questo si somma ad un mio avvilimento generale per svariati cazzi miei che mi trascino appresso da qualche giorno... E non riesco ad immaginare un album più appropriato di "Bodycage" dei Nadja per fare da sfondo sonico a questi momenti. Nadja chi? Mmò ve lo dico. Nadja è il nome del progetto solista del canadese Aidan Baker, presto raggiunto dal fido compare Leah Buckareff... Onestamente fino ad oggi neanche avevo idea che questi Nadja fossero mai esistiti, però pare proprio che siano in circolazione dal 2003 e che abbiano all'attivo la bellezza di cinque album completi su CD-R più svariati singoli, split, ecc. Con un album "ufficiale" di debutto per la famigerata Alien8 Recordings. E l'anno scorso, l'ennesima produzione su CD-R fu questo "Bodycage", ora ristampato su Profound Lore Records con l'aggiunta di due bonus track prese da non ho idea quale altro prodotto targato Nadja.
Che roba fanno sti Nadja? Ahahah... Allora, il fatto che il "Bodycage" originale consisteva di soli tre brani... Però della durata rispettiva di 21, 10 e 20 minuti... E le due bonus track aggiunte ne durano 8 (un soffio...) e 11. Vi può bastare come indizio? No? Allora mi tocca spiegarvelo... Abbiamo qui un doom monolitico, pesantissimo più della barriera anti-radiazioni di Chernobyl, di quello che ti schiaccia sulla poltrona senza lasciarti nemmeno la possibilità di muovere un dito. Una lapide di marmo sul vostro petto che vi toglierà il respiro, probabilmente definitivamente... E il senso di immobilità forzata che quest'opera trasmette è perfettamente in tono con il concept dell'album, dedicato ad una ricerca sulla rarissima quanto gravissima disfunzione congenita chiamata fibrodisplasia ossificante progressiva (allegria!!...), uno spiacevole malanno che lentamente trasforma muscoli e cartilagini in tessuti ossei... Non ho idea se questo processo sia doloroso o meno, ma sicuramente è incapacitante, tanto quanto la musica dei Nadja (per maggiori informazioni su questa disfunzione la band offre il sito http://www.ifopa.org/).
Il primo e lunghissimo brano si intitola "Clinodactyl" e sorge su distorsioni, flanger, vibrazioni, percussioni più o meno realistiche, su un hi-hat che inesorabile scandisce il tempo, su un riff carico di tensione che ci mette otto minuti per caricarsi completamente ed esplodere in un megariff rarefatto e ricco di cripto-melodie disposte su più strati... Un mortale solletico di disperazione per il cervello. Immaginate dei Godflesh meno ottimisti, degli Jesu con meno voglia di sorridere, con le chitarre dei Lycia rallentate artificialmente... Lo so, non è facile, un mattone così grosso non si è mai visto, ma provateci. Comunque, sotto gli strati di effetti elettronici e di distorsioni si ode lo spettro di una voce nascosta, oltre ad avvertirsi una lontana presenza di doom metal (il doom metal tradizionale al confronto sembra una marcetta da circo). Se riuscissi a muovere un dito sbraccerei gridando al capolavoro!...
Il seguente "Autosomal" è un brano ancora più teso ed ancora più aggressivo, meno funereo e più psicotico. L'ormai inseparabile hi-hat continua a scandire il tempo (anche in reverse), e la presenza di una voce (naturalmente distorta quanto minacciosa) stavolta è evidente e meno spettrale. Almeno relativamente. Coi suoi soli 10 minuti di durata questo brano si può considerare il pezzo da pogo!
"Ossification" riprende lo scheletro del riff iniziale di "Clinodactyl" (nel caso venti minuti non fossero stati sufficienti per assimilarlo) su toni molto più pacati ed ambient da lettino dello psichiatra... Il pezzo cresce, cresce lentamente... Strumenti ed effetti si sommano e si sovrappongono, ma non c'è nessuna esplosione: il pezzo semplicemente implode e collassa su se stesso, non essendo in grado di reggere il proprio peso... Ragazzi, se siete fanatici del doom più doom del doom anche se non necessariamente metalloso e capellone, questo disco non potete ignorarlo, potrebbe essere il disco della vostra vita (vita, cioè, si fa per dire...).
Due parole sulle bonus track: "Blank" è quasi silenzio per otto minuti, rovinato solo da suoni di probabile natura organica terribilmente sofferti, terribilmente doloranti, come fosse un "Elephant Man" che russa... "Sandskin" è invece un normale monolite nero da 11 minuti e vagamente stoner... Un pezzo da Festivalbar, insomma.
Ah... Quasi me lo dimenticavo, ve l'ho già detto che "Bodycage" è un capolavoro?
(MoonFish - Luglio 2006)

Voto: 9


Contatti:
Mail Nadja: nadjadoom@yahoo.com
Sito Nadja: http://turn.to/nadja

Sito Profound Lore: http://www.profoundlorerecords.com/