MYSTERY BLUE
Metal Slaves

Etichetta: Road Show productions
Anno: 2003
Durata: 45 min
Genere: Heavy Metal


I francesi Mystery Blue non sono sconosciuti alle mie orecchie, visto che qualche tempo fa avevo recensito un demo di tre pezzi che preannunciava l'uscita di "Metal Slaves".
L'ascolto dell'album conferma ciò che scrissi per il promo. In pratica i Mystery Blue sono un onesto ed esperto gruppo di Heavy Metal con alle spalle una carriera ventennale, devoto a mostri sacri come i Judas Priest ed i fondamentali Accept. Quindi non aspettatevi innovazioni di nessun tipo, perché questi 45 min vogliono essere una porta che collega i giorni nostri agli anni '80, quando il Metal classico regnava.
Le canzoni scorrono via con facilità, si nota la predilezione per i brani veloci, con qualche concessione nei confronti dei mid-tempo, come "Desolation" o "Land Of No Return", che servono come momenti di pausa, in modo da non far sembrare l'album un unico monotematico lavoro.
Le composizioni giocano la carta della semplicità, non ci sono virtuosismi in "Metal Slaves", anche perché i componenti non ne avrebbero le capacità. Questo non significa che non facciano un buon lavoro, ma preferiscono puntare tutto sull'impatto e non sulla ricercatezza di suoni ed arrangiamenti, grazie a riff granitici e grezzi, e ad una produzione secca senza tanti sbrodolamenti.
Gli unici punti a sfavore per i Mystery Blue, sono due: uno è l'inutile intro "Human E.T. (Nature's Despair)", due minuti e poco più di pseudo-tribalismi Metal. Il secondo riguarda la cantante Nathalie, energica ed aggressiva quanto vogliamo, ma perde molto quando cerca di strafare con gli acuti, arrivando al limite del fastidio. Non le serve esagerare con la voce, perché quello che fa con naturalezza va più che bene.
Consigliato per chi vuole farsi un tuffo nel passato.
(carma1977 - Agosto 2003)

Voto: 7


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