MY MINDS WEAPON
The Carrion Sky

Etichetta: Drakkar Records
Anno: 2008
Durata: 38 min
Genere: metalcore alternative e tecnico


Un paesaggio desolato ed inquietante, ritratto in colori scuri e verdastri. Un corvo se ne sta appollaiato sulla carcassa bianca di un animale. Un senso di morte aleggia su tutta la scena, che si ripete diverse volte, nelle dodici facciate del libretto. Libretto che include una foto dal gruppo, tutti i testi e l'immagine della terra vista dallo spazio, con un corvo appollaiato su un piccolo satellite naturale.
"The Carrion Sky" è il primo album degli scozzesi My Minds Weapon, che segue di quattro anni il MCD "This Is Revenge". I componenti di questa giovane band rispondono ai nomi di Ben Timpson (voce), Dan Goldsworthy e Mark Holliday (chitarre), Alex Agnew (basso) e Nick Scholey (batteria).
"The Carrion Sky" è stato registrato ai Wellerhill Studios, sotto la supervisione di Dan Weller e Justin Hill (quest'ultimo contribuisce al CD prestando la sua voce in una canzone). Ambedue questi individui fanno parte del gruppo SikTh.
I My Minds Weapon appartengono a questa nuova generazione di gruppi inglesi, che uniscono alla brutalità esecutiva una forte componente melodica. Non solo. L'aspetto tecnico di queste realtà musicali è sempre elevatissimo, ed è un vero e proprio marchio di fabbrica del piccolo movimento.
Il quintetto di Aberdeen propone una musica estremamente violenta, costituita da passaggi serrati nei quali la sezione ritmica sottolinea con precisione assoluta il diluvio di note delle chitarre. I riff sono tantissimi, dalle diverse nature. A volte sono pesantissimi e violenti, altre volte sono veloci, tecnici e schizzati. Il gutturale di Ben è molto violento, di impostazione death, e garantisce alle sezioni più cattive un impatto devastante, che lascia interdetti. Questa iperviolenza è bilanciata da aperture melodiche decisamente spiazzanti, proprio perchè così diverse e improvvise. E' questo che distingue i My Minds Weapon da gruppi simili ma più intransigenti come i Fellsilent, e che li avvicina invece al gran calderone del metalcore attuale e più modaiolo. Ecco, la band tiene con abilità i piedi in due scarpe: una intransigente e l'altra più ruffiana. Non credo comunque che si tratti di una scelta calcolata. Con tutta probabilità i My Minds Weapon suonano la musica che più gli è spontanea, traendo ispirazione dall'esempio delle loro band preferite, dalla scena metal attuale e dai gruppi coi quali hanno condiviso il palco. Il risultato finale è un ibrido particolare, che mescola influenze metalcore ad altre più classicamente metal (si ascoltino alcuni assoli, o determinati passaggi armonici delle chitarre), passando per melodie alternative, talvolta pericolosamente vicine all'emocore, ma capaci di salvarsi sempre in corner.
A conti fatti, la proposta musicale dei My Minds weapon è imprevedibile e prevedibile al tempo stesso. Se le strofe sono talmente arzigogolate da rendere impossibile una vera e propria previsione dei vari passaggi, le canzoni nel loro insieme non sorprendono mai. In genere ad una strofa violenta segue sempre un ritornello melodico, la cui melodia sa sempre di già sentito. Talvolta qualche sezione delicata viene inserita proprio al punto giusto, cosa piacevole all'orecchie ma un po' meno al cervello assetato di sorprese. Nei My Minds Weapon, gruppo molto tecnico e iperprofessionale (si ascolti il suono, perfettamente prodotto), manca quell'originalità che potrebbe permettergli di distinguersi dalle masse. Infatti, se una loro canzone fosse inserita in una compilation di gruppi simili, e il loro nome non fosse indicato nella tracklist, sarebbe difficile distinguerli tra i tanti. E questo è un limite, un grande limite sul valore artistico assoluto della propria musica. Se infatti le scelte compositive del gruppo si stanno dimostrando, e si dimostreranno, di successo, sarà solo per una questione di moda. Ma appena il vento cambierà, e gli anni passeranno, dei My Minds Weapon resterà ben poco. E sarebbe un peccato, perchè tanta tecnica e talento meriterebbero di trovare un'espressione più originale e artisticamente autonoma.
Ciò non toglie che "The Carrion Sky" sia comunque un album ascoltabile, che regala di tanto in tanto qualche spunto imprevisto ed interessante, e che sicuramente soddisferà gli appassionati del genere. Canzoni di buon livello sono "Lucky Like Kokura" (della quale c'è anche un video), "At Least You're Not Dead" e "Silhouettes Of Enemies".
Ah, una notizia dell'ultima ora. Scott Bowden ha sostituto Alex Agnew al basso.
(Hellvis - Dicembre 2008)

Voto: 7


Contatti:
Sito My Minds Weapon: http://www.myspace.com/mymindsweapon

Sito Drakkar Records: http://www.drakkar.de/