MUTALA
Carnivorous Disposition

Etichetta: Nocturnal Music
Anno: 2001
Durata: 43 min
Genere: Death Metal


Spesso nel loro genere capita di sentire CD che suonano molto simili fra loro o abbastanza anonimi, questo "Carnivorous Disposition" dei baresi Mutàla invece trovo che sia un CD interessante, perché mescola alle parti più violente e alle caratteristiche del genere dei passaggi meno ruvidi e maggiormente rivolti verso certe atmosfere, molto cupe anche grazie alle linee di basso, ma mantenendo l'impatto del death.
Forse è un po' difficile da assimilare completamente da subito, anche se ci sono parti di diversi brani che rimangono subito in testa... ho passato qualche giorno canticchiando l'inizio violentissimo di "On a blind track"... E' un pezzo peraltro molto particolare, con una parte centrale molto melodica e un cantato sussurrato che prelude a un assolo niente male e a una parte cadenzata mescolata alle sfuriate tipiche del genere; questo solo per dare un'idea della varietà stilistica del gruppo, visto che questa mescolanza si nota praticamente in tutti i brani... certo non sono un gruppo piatto o monotono...
Il cantato è un growl non profondissimo ma che ben si adatta al suono della chitarra (dallo stile, a mio avviso, molto "floridiano": tra l'altro il chitarrista dei Mutala è il session dei Natron).
Non capisco tanto in che consista la definizione "Mediterranean Death Metal", forse nella loro provenienza e nel far risaltare che pure qua da noi ci sono gruppi validi pure in ambito estremo e che l'Italia non è solo la patria di un certo tipo di power... La buona registrazione e produzione permette di apprezzare la discreta tecnica e precisione, anche se forse un suono della cassa più alto non avrebbe guastato...
Insolita la presenza di un pezzo strumentale come "The shore of the cursed" (con Claudio Loreto degli Urshurark alle tastiere), molto tranquilla e rilassante, a metà del CD, che però non stona affatto, riuscendo semmai a variegare ancora di più la loro proposta, che non risulta mai di una violenza fine a se stessa.
Nei brani sono presenti parti di film (grandiosa, per i miei gusti, quella tratta da Pulp Fiction, in "Habit to violence", anche questa caratterizzata da improvvisi cambi di stile), mentre non ci sono i testi nel libretto.
Un buon debutto, un buon CD per gli amanti del genere, forse un po' meno accessibile per chi non è già estimatore del genere, comunque un gruppo interessante, anche dal vivo, almeno per quel che ricordo del Postmortem del luglio 2001, dove seppur penalizzati da un suono non ottimale avevano ben impressionato.
(Hatebreeder - Luglio 2002)

Voto: 8


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