MUCULORDS
Carpe Diem

Etichetta: Akom Productions
Anno: 2005
Durata: 46 min
Genere: brutal/grindcore


Si dice che una risata, in certi momenti, sia migliore di qualunque medicina, un toccasana per l'organismo. E allora iniziate a curarvi con i Muculords, ma non andate a dirlo in giro, o vi prenderanno per matti!
Ma chi sono costoro? Incompetenti cui hanno dato in mano una chitarra? Depravati privi di moralità? Cazzoni che vogliono prendere per i fondelli il malcapitato ascoltatore di turno? Ragazzacci sciagurati, emblema di una società che va a rotoli? Beh, probabilmente è così. Ma, volendola vedere sotto un'altra luce, sono semplicemente gente che vuole divertirsi facendo musica. E quale genere si presta di più ad unire violenza, demenzialità ed un pizzico di sarcasmo, se non il brutal/grind?
E' così che il gruppo si forma, nel 1999, e, nel giro di un anno, pubblica il primo demo, "Lethal Laxative Power", 27 canzoni per altrettanti minuti. Dopo alcuni cambi di line-up, ecco arrivare l'album di debutto per questi romagnoli, anch'esso contenente 27 canzoni. I pezzi (tranne uno) sono stati registrati, nel giro di tre giorni appena, nel lontano 2001, ma hanno visto la luce solo qualche mese fa. La formazione, tenetevi forte, comprende Torcicolon (katarra), Scrotum (doppia carcassa), Koprophagore (skatarra), l'odiatissimo Gengivitis (crasso), Diarreus (mucrofono) e Ano Domini (Necrofono). Nel disco, tuttavia, ha suonato Genital Erpes al posto di Koprephagore.
In "Carpe Diem" il gruppo sembra avere in testa solo le carpe: la copertina, per stare in tema con il titolo dell'album, è composta da un collage di foto di questi pesci (una trovata non proprio originale, devo dire) che, assicura una nota, sono tutti vivi e liberi di nuotare. Titoli come "Carpgrinder", "Black And Deker "Carp-athian Fishing"" e "Mass-carp-one", poi, riprendono questo che sembra essere un loro chiodo fisso.
Dopo aver dimostrato di avere il senso dell'umorismo, i Muculords dimostrano anche di saper suonare e comporre canzoni potenti e dirette. Senza eccedere in tecnica e originalità, ma anche senza fare troppo i cazzoni inconcludenti e lasciarsirsi conquistare dal desiderio di impersonare gli svitati a tutti i costi, ecco che confezionano un album competitivo, in grado di tener testa alle uscite internazionali. Le chitarre sono potenti e corpose, la sezione ritmica si basa spesso su ritmiche sostenute, mentre la voce è sporchissima e abissale, quasi irriconoscibile, tanto è distante dal concetto di cantare. L'effetto è a metà tra water intasato e maiale sgozzato, giusto per rendere l'idea. Le canzoni sono dirette, semplici ma non banali. Mancano assoli e tecnicismi di ogni genere, ma comunque si fanno apprezzare per una certa solidità. Nella loro brevità, regalano alcuni cambi di tempo efficaci e sporadici stacchi di chitarra, basso e batteria, spesso seguiti da rapide ripartenze. Curiose risultano alcune deviazioni delle chitarre verso il black, peraltro mantenendo un approccio comunque brutale. Ne sono un esempio il finale di "Meganuova" e, soprattutto, "Black And Deker "Carp-athian Fishing"", che di black metal ha praticamente tutto, tranne ovviamente il testo e l'attitudine. In questo caso i riff sono ora furiosi, ora atmosferici, la batteria spesso si lancia in blastbeat e, per di più, il testo è cantato in screaming. Al di là di queste contaminazioni, vanno annoverate anche alcune tracce umoristiche, per non dire demenziali, come "40 + Perdo Intro" e "Gorebaciov" (un rifacimento di una canzone popolare russa). Demenza che, sia chiaro, sembra aleggiare un po' ovunque, almeno stando ai titoli, visto che i testi non sono presenti. Definireste altrimenti "Trifolated By Ventilator", "Mucum P.I.", il cavallo di battaglia "Sick & Gore Romagna Grind-Core", "Il Nano Fritto (Copripiede)", "Satan Spawn, The Cacopepode" e cosi via?
Il lato personale dei Muculords, dunque, emerge soprattutto in questo contesto, visto che musicalmente non propongono granchè di nuovo. Ma, in fondo, chi se ne frega? I testi, sempre stando ai titoli delle canzoni, si dividono tra inglese e italiano.
La produzione è più che buona e garantisce dei suoni potenti e d'impatto. Peccato per la voce, che a volte passa nettamente in secondo piano, essendo molto bassa e impastata.
L'esecuzione non è perfetta: in particolare, la batteria ogni tanto va fuori tempo, ma nel complesso, visto il gnere proposto, ci si può accontentare.
Senza smettere i panni dei dementi, dunque, questi sei burloni se ne sono usciti con un album valido e piacevolissimo. Alla fine mi è rimasta la sensazione che il gruppo possa fare di meglio, suonando più compatto e scrivendo canzoni nel complesso più intense, magari con un tocco di imprevedibilità in più. Qualche trovata fuori dagli schemi ce la regalano "Gorebaciov", "Sick & Gore Romagna Grind Core" e poche altre. Magari sarebbe figo se ce ne fossero di più come queste.
Per ora, comunque, va più che bene così. "Carpe Diem" è un debutto di tutto rispetto, sicuramente meritevole dell'acquisto, consigliatissimo a tutti gli amanti del genere e a chi vuol farsi quattro risate in allegria. Dalle foto del simpatico libretto ai ringraziamenti, passando ovviamente per la musica, questo disco colpirà nel segno.
A questo punto, non resta che darci appuntamento sotto il palco, per quelli che si preannunciano degli show imperdibili, all'insegna della pazzia, della demenza e delle carpe. Che Sampei sia con voi!
(BRN - Novembre 2005)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Muculords: muculords@adhoc.net
Sito Muculords: http://www.muculords.com/

Sito Akom Productions: http://www.akomprod.com/