MOTUS TENEBRAE
The Synthetic Bliss

Etichetta: New LM Records
Anno: 2010
Durata: 59 min
Genere: gothic/dark metal


A due anni di distanza dall'ottimo "Soul Expression", i pisani Motus Tenebrae ci riprovano con "The Synthetic Bliss": un full-length di quattordici tracce pubblicato sempre dalla New LM Records. Il disco è stato registrato presso la Marblechair Production dal gruppo stesso, che si occupato anche del missaggio. Il mastering ha avuto luogo invece all'Imperial Mastering, sotto la supervisione di Colin Davis. La formazione che ha inciso il CD ha visto all'opera Luis McFadden (voce e chitarra), Daniel Cyranna (chitarra), Andreas Cox (basso) e Von Marra (batteria). Due cambiamenti rispetto al disco precedente, quindi. Daniel Cyranna, tra l'altro compagno di Andreas Cox nei Gruesome, ha rilevato di Franz Dima; mentre Von Marra è l'ultimo di tutta una serie di musicisti che si sono avvicendati alle pelli.
La copertina di "The Synthetic Breed" è molto scura, e ci mostra un paesaggio urbano piuttosto gotico. Il libretto, di dodici pagine, contiene tutti i testi, le informazioni relative alla registrazione e le foto a colori dei musicisti.
Dunque, ecco di ritorno i Motus Tenebrae con un lavoro della durata di quasi un'ora. E con alle spalle qualche avvicendamento (tra l'altro, la line-up ha subito altri cambiamenti anche in tempi più recenti). Nonostante i cambiamenti, comunque, un disco come "The Synthetic Bliss" non tradisce affatto le aspettative. Tutt'altro. Chiunque abbia apprezzato "Soul Expression", non potrà non gradire "The Synthetic Bliss". Il linguaggio musicale utilizzato dai Motus Tenebrae è molto, molto simile ha quello che ha caratterizzato il bellissimo disco precedente. D'altro canto, parafrasando un detto classico, uno stile che vince non andrebbe toccato. E così hanno fatto gli artisti toscani, riproponendo a tutto spiano le idee che hanno reso "Soul Expression" un disco memorabile, e che comunque nobilitano questo loro terzo album. Per contro, è evidente sin dal primo ascolto un cristallizzarsi del songwriting sui binari del glorioso passato. Vale a dire che i Motus Tenebrae da un lato si sono riconfermati, dall'altro non hanno proposto nulla di nuovo. Ora, io non pretendo che un gruppo cambi stile disco dopo disco, ma sarebbe stata opinabile un'evoluzione stilistica. Invece, pur con un grado di maturità artistica sempre elevato, i Motus Tenebrae non riescono più a sorprendere. "The Synthetic Bliss" è una semplice conferma della bontà compositiva dei nostri, ma non apre spiragli verso eventuali evoluzioni future.
La cosa diventa ancora più evidente in considerazione del fatto che i Motus Tenebrae tendono a far cominciare le canzoni da accordi sempre simili, componendo tracce che alternano sempre le medesime chiavi. Forse utilizzando giri di accordi più vari, avrebbero limitato le sensazioni di già sentito che affliggono ahimè l'ascoltatore ascolto dopo ascolto.
Comunque sia, non vorrei che ora i lettori pensassero che "The Synthetic Bliss" sia un brutto album. Non è assolutamente così. Il songwriting è di altissimo livello ed i Motus Tenebrae rimangono comunque una delle voci più personali ed originali della scena gothic italiana. Il mio rimprovero nasce solo dal fatto che il quartetto non abbia voluto osare di più. Io credo che il gruppo abbia un potenziale immenso. I riff delle chitarre, semplici ma efficaci e con quel sapore così dark anni '80, le linee vocali memori sempre di certo new wave ma anche di gruppi dark alternativi, le linee di basso complesse e trascinanti, la fruibilità delle composizioni che va a braccetto con la pesantezza dell'accompagnamento, ecco tutte queste sono cose che rendono i Motus Tenebrae degni di interesse. E sono la forza di "The Synthetic Bliss", un disco che raccoglie veri e propri gioielli del dark/gothic metal come ad esempio la trascinante "Electric Heaven", la pesante "Nameless", la veloce e cattiva "Saints Are Coming", la cupa title-track che sembra un tributo al commpianto signor Steele, la trasciante "The New World" e così via. Paradossalmente, sono proprio le canzoni dalla ritmica più veloce a rimanere maggiormente impresse, quando invece si sà che i Motus Tenebrae hanno una predilezione per i tempi lenti. Ma comunque, come nel caso di "Nameless", quando il gruppo azzecca riff e melodia, allora non ce n'è per nessuno.
Un disco onesto quindi, che sicuramente affascinerà gli amanti dei Motus Tenebrae e della musica di qualità (in più è presente anche un bel video). Certamente, dato il valore del loro disco precedente, sarebbe stato lecito sperare in qualche passo avanti, o almeno in qualche evoluzione. Ma, in fin dei conti, sta a voi lettori decidere se "The Synthetic Bliss" potrà fare al caso vostro. Vi consiglio di visitare il sito MySpace del gruppo per dare un'ascoltata alle tracce lì presenti. Da parte mia, comunque, assegno al disco mezzo voto in meno rispetto al suo predecessore, perchè non aggiunge nulla di nuovo allo stile ed alla qualità dei Motus Tenebrae.

(EGr - Aprile 2011)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Motus Tenebrae: motustenebrae@hotmail.com
Sito Motus Tenebrae: http://www.myspace.com/motustenebrae/

Sito New LM Records: http:///www.crotalo.com/