MOTUS TENEBRAE
Soul Expression
Etichetta: New LM Records
Anno: 2008
Durata: 52 min
Genere: gothic metal
Il mio primo incontro con i pisani Motus Tenebrae risale ad un concerto
tenutosi qualche anno fa a Torino, davanti a sì e no venti persone.
Ricordo come l'esibizione della band sia stata intensa ed impeccabile,
professionale ed appassionata nonostante il pubblico inesistente. Penso
che per qualsiasi gruppo, una situazione simile sia davvero poco
stimolante: figurarsi per chi, come loro, si era sbattuto sin dalla
Toscana! Eppure, la serietà dei Motus Tenebrae mi ha colpito
immediatamente, così come il potere evocativo della loro musica. E
proprio questo concertino mi ha convinto ad acquistare, la sera stessa,
il loro CD "Wayside". "Wayside", album del 2005, non è il primo lavoro
dei Motus Tenebrae: la band ha esordito col MCD "Beyond" nel 2003,
l'anno successiva alla sua formazione. A onor di completezza, la
discografia del gruppo conta anche il DVD promozionale "Era Of
Loneliness" (2004) ed il singolo "Someday" (2005).
Lasciamo ora da parte i ricordi, utili comunque a tracciare
velocemente un profilo biografico della band, e concentriamoci su "Soul
Expression", secondo full-length dei Motus Tenebrae. Devo dire che
attendevo questo ritorno con impazienza, perchè ho sempre avuto a cuore
il lavoro del gruppo pisano, nonostante spesso non sia riuscito a
stargli vicino come avrei voluto. La cosa è però comprensibile, data la
mole di demo e promo che ricevo giorno dopo giorno, ed il poco tempo
che mi rimane per navigare internet (e quindi, tenermi informato sulle
vicende dei gruppi a me cari) per piacere personale.
"Soul Expression" è stato registrato nello studio Syncropain di
Marco Ribecai. La formazione che ha inciso il CD consiste in Luis
McFadden (voce, chitarra), Franz Dima (chitarra), Andreas Cox (basso) e
Alex Reverend (batteria).
L'immagine di copertina si adatta perfettamente alla musica proposta
dal gruppo: vediamo un busto femminile, senza testa, alle cui spalle
sembrano spuntare due ali. L'immagine comunica un senso di decadenza e
di scorrere implacabile del tempo. Il libretto, di dodici facciate,
contiene tutti i testi, le foto dei musicisti e le informazioni
relative alla registrazione. Proprio guardando le foto, troviamo Anton
Inserillo alla batteria, al posto di Alex Reverend. Quest'ultimo,
infatti, ha abbandonato la band dopo aver registrato l'album, e quindi
nel libretto compare il sostituto, già noto per il suo lavoro con i
Tossic (storici concittadini dei Motus Tenebrae) e per i suoi trascorsi
nei Death SS.
Tra le notizie più recenti, va segnalato che anche Franz Dima se
ne sia andato: al suo posto, è arrivato Daniel Cyranna dei Killing
Thrash (gruppo dalle cui fila sono passati altri membri dei Motus
Tenebrae).
"World Of Senses" è aperta da un bellissimo arpeggio di chitarra,
sostenuto dal lavoro minimale del basso. Si tratta di un'introduzione
molto desolata, che parla all'interiorità dell'ascoltatore. E poi la
traccia entra nel suo vivo, col ritmo più spedito e la sua struttura
lineare e diretta. La bella voce di Luis interpreta con sentimento e
grinta le parole malinconiche del testo. "World Of Senses" è una
canzone semplice, che racchiude in sè le suggestioni del dark anni '80,
aggiornato grazie ad un suono (delle chitarre, principalmente) più
potente. In più, qualche elemento metal compare qui è là, come ad
esempio il gutturale a fine brano.
"Anomalya" ha un attacco ben più potente e pesante. Buona la scelta di
contrapporre questo brano, con le radici metal in bella evidenza, a
quello di apertura, più pop. L'esecuzione è arrabbiata, e lo stesso
cantante si esibisce in un'interpretazione carica d'astio. I Motus
Tenebrae non rinunciano però alle loro melodie coinvolgenti e di
qualità, e anche "Anomalya" colpisce il segno. La canzone è permeata da
spirito doom, che diventa ancora più evidente nella coda finale,
pesante e testarda.
"Inner Balance" inizia in modo misterioso ed oscuro, grazie anche
al tessuto sonoro della tastiera, utilizzata col giusto criterio per
dare più profondità al suono d'assieme. Un riff ritmico vigoroso
contraddistingue questa canzone; riff ritmico che scompare nel corso
delle aperture melodiche. La canzone è davvero intensa, e si fa
apprezzare in ogni sua parte. Consiglio inoltre ai lettori di
ascoltare, almeno una volta, le canzoni dei Motus Tenebrae coi testi
alla mano. L'equilibrio tra suoni e parole crea delle sensazioni di
decadenza e di malinconia veramente consistenti. Questo però non si
concretizza in un suono debole, anzi, il gruppo è in possesso di un
certo vigore, cosa che lo rende appetibile anche a chi, in genere,
trova noiose queste sonorità. E la voce di Luis è sempre spettacolare,
davvero.
"Pain Seems Good" è una canzone lenta, che gioca molto sulla
contrapposizione tra suoni potenti e sezioni più contenute. Il gruppo
dà prova di grande comunicatività, con una melodia che tortura l'anima,
carica di tristezza e desolazione. La canzone poi accelera, con un buon
lavoro solista della chitarra. La precisione della sezione ritmica è
impressionante: il basso di Andreas e la batteria di Alex garantiscono
un accompagnamento dinamico e creativo, anche se strettamente ancorato
al proprio ruolo, senza grilli per la testa.
"Samhain" è una canzone stuzzicante, dal riffing memorabile e
dalla melodia interessante. C'è una certa vivacità di fondo, che rende
"Samhain" diversa rispetto ai brani precedenti. L'arrangiamento,
semplice ma ben strutturato, è convincente in ogni sua parte: molto
bella la scelta dei suoni. La traccia si sviluppa in modo coerente e
naturale, snocciolando episodi di qualità uno dopo l'altro.
"Soul Expression" è aperta da una sezione pregna di sentimento, che si
apre nel consueto brano gotico. La melodia, elemento principe dei Motus
Tenebrae, ha un buon impatto sull'ascoltatore, anche se non è scevra
dalle influenze dei mostri sacri del genere. Buono il lavoro della
chitarra, che fa da contraltare al cantato di Luis. E' in episodi come
questi che il gruppo dimostra la sua capacità evocativa, e dà prova di
essere una realtà della quale tener conto. La perizia esecutiva, e
l'attitudine, sono quelle giuste: in più, nonostante il suono sia
coerente con sè stesso, i musicisti si concedono diverse variazioni
timbriche, a dimostrazione della loro esuberante creatività.
"Mindtrip", aperta dal bel giro di basso di Andreas, prosegue sui
territori tracciati dalla canzone precedente, aggiungendoci un po' di
cattiveria. Diventa difficile, per un recensore, trovare le parole
adatte per descrivere canzoni di alto valore qualitativo, come quelle
presenti in questo CD! Merito dei Motus Tenebrae, che sembrano aver
fatto tesoro dell'esperienza passata, maturando da tutti i punti di
vista. Stilisticamente, il gruppo ha personalizzato di molto la
proposta, pur mantenendo intatte tutte quelle svariate influenze che
rendono così ricco il loro background musicale. In più, ha migliorato
di molto la capacità di proporre ritornelli in grado di prendere
immediatamente.
"Take Me Low" è una canzone gothic di discreta fattura, che tende
ad assomigliare abbastanza a quelle ascoltate in precedenza. Però come
si fa a non apprezzare un suono così notturno, così decadente? Come si
può restare indifferenti al bel timbro vocale di Luis, o all'esecuzione
impeccabile del gruppo? Anche nei brani meno rappresentativi, almeno
secondo il mio parere, il gruppo riesce sempre a dire qualcosa, a
distinguersi dalla massa. Penso che tutto questo sia dovuto ad un
talento genuino, che viene comunicato dai musicisti all'ascoltatore
attraverso le note. Si viene a creare una sorta di empatia che
travalica la musica stessa, e parla da cuore a cuore. E la musica dei
Motus Tenebrae è anche questo: una musica che sussurra ai cuori,
soprattutto se spezzati o neri come le notti senza luna.
Impreviste note di tastiera aprono la danza di "Invisible
Sufrage". Questa canzone, più che un gruppo dark (nell'accezione
italiana del termine) o metal, sapete che mi ha portato alla mente? Gli
Eels! Non so se la cosa sia voluta, però la scelta dei suoni,
soprattutto d'accompagnamento, è davvero simile a quella degli
americani. E' una ninna nanna triste, pessimista, tenera nella sua
disperazione.
"There 4 U" vede i Motus Tenebrae rifarsi grintosi: si tratta
infatti di una delle canzoni più veloci e vitali dell'album. La
pesantezza del metal va a braccetto con l'immediatezza quasi pop del
songwriting, in una cavalcata equilibrata, che mescola emozione e
passione.
Chiude "Rain", cover di un brano dei The Cult, reinterpretata alla
Motus Tenebrae, con la partecipazione della cantante ospite JD. La
degna conclusione di un disco maiuscolo.
"Soul Expression" è senz'altro il lavoro più maturo dei Motus
Tenebrae. E' un disco multiforme, che suggerisce nuove sensazioni ed
emozioni ad ogni nuovo ascolto. Il quartetto dà prova di una grande
coerenza stilistica, maturata nel corso degli anni, e di un'attitudine
genuina. Tra le migliori band gothic in circolazione, i Motus Tenebrae
confermano disco dopo disco la propria crescita artistica. Nonostante
la defezione di Franz Dima, la cui importanza per lo sviluppo artistico
del gruppo è stata innegabile, confido che la band riuscirà a trovare
sempre nuovi stimoli, crescendo ulteriormente e regalandoci ancora
musica ricca di sentimento e di atmosfere oscure.
(Hellvis - Aprile 2008)
Voto: 8
Contatti:
Mail Motus Tenebrae: motustenebrae@hotmail.com
Sito Motus Tenebrae: http://www.motustenebrae.com/
Sito New LM Records: http://www.crotalo.com/