MOTHER OF SIN
Apathy

Etichetta: Steelheart Records / Adrenaline
Anno: 2005
Durata: 44 min
Genere: power prog metal


Il vocalist Eduard Hovinga non è certo un principiante, sul suo curriculum infatti possiamo contare numerose esperienze. In evidenza sicuramente quella con i primi e sottovalutati Elegy e successivamente con i Prime Time (di cui almeno il debutto "The Unknow" è da avere). Ora, dopo la misteriosa scomparsa di questi ultimi si ripresenta a noi con un nuovo gruppo: i Mother Of Sin, dove ricopre in maniera sorprendente anche il ruolo di chitarrista solista e di unico compositore.
Devo dire che attendevo con una certa trepidazione questo "Apathy", anche perché erano disponibili da tempo dei sample che promettevano molto bene.
La proposta degli olandesi è un bell'impasto che vede come maggior ingrediente appunto gli Elegy del debutto "Labyrinth Of Dreams", i mitici Cacophony, un'infarinata di Nevermore e aperture melodiche care al class metal. I toni sono spesso cupi, rispetto al passato Hovinga risulta essere più aggressivo e non esagera con gli acuti, anche se lo spettro di Geoff Tate è sempre dietro l'angolo.
Le canzoni sono ben articolate, farcite di numerosi parti soliste di tradizione Friedman/Becker, ma il tutto risulta essere ben assimilabile grazie a linee vocali melodiche e facilmente memorizzabili, ormai marchio di fabbrica di Hovinga. Come brani simbolo sicuramente citerei i tre scoppiettanti brani posti in apertura: "Apathy", "Cover My Eyes" e "Beyond Fear" (andate sul sito e scaricateli, potrete sentire le versioni demo per intero ed estratti da tutti i brani), qua troverete tutte le caratteristiche del sound Mother of Sin: riffaglia tosta, sweep a profusione, melodie vocali ficcanti e sezione ritmica fantasiosa, specialmente il bassista, fratello dello stesso Eduard.
Di fronte a tutti questi elogi il risultato finale farebbe presumere ad un piccolo capolavoro (parolone usato ed abusato sempre più a sproposito). Invece no! Ci sono alcuni aspetti che non mi convinto totalmente, primo fra tutti la produzione. Non che sia scadente, in fondo è tutto ben bilanciato ma, è troppo secca e fredda. Per non parlare della batteria odiosamente triggerata, tanto che alcuni stacchi sembrano essere realizzati da una drum-machine. Probabilmente si tratta di problemi di budget (confermati dallo stesso Hovinga), che non vanno certo ad intaccare la qualità delle idee (ben più importanti), ma si poteva fare di meglio.
Comunque, aldilà di questi picccoli nei e delle piccole spigolature da smussare, come alcuni passaggi leggermente forzati e un'inutile strumentale come "Insomnia", ci troviamo di fronte ad un gruppo promettente che ha realizzato un debutto più che valido e meritevole della nostra attenzione.
Un plauso va all'italiana Steelheart Records, costola della Adrenaline Records, che ha scovato e prodotto i Mother Of Sin.
(carma1977 - Aprile 2006)

Voto: 7


Contatti:
Sito internet: http://www.motherofsin.tk/