MOSHQUITO
Enter New Spheres

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 53 min
Genere: thrash/death tecnico


Capolavoro! Grande questo terzo album dei tedeschi Moshquito! Attivi sin dal 1983 come Argus, nel 1987 modificano il monicker in quello attuale e producono 2 lavori, "Secrets" e "World End". Mi spiace non conoscere questi due album, perché se dovessero essere come "Enter New Spheres" le mie orecchie non potrebbero che goderne grandissimamente! Appena metti questo CD ti accorgi che i Moshquito la sanno lunga, non per niente hanno accumulato esperienza da quel lontano 1983. Ora, non avendo ascoltato i primi 2 album, non so dirvi onestamente se la musica dei tedeschi si sia evoluta col tempo, o se si rifletta in sostanza di disco in disco; ma quella contenuta in questo CD è semplicemente fantastica.
Sì, ma cosa suonano questi benedetti Moshquito? E perché son così tanto fighi? Rispondo subito: sono così tanto ultra-fighi perché suonano da dio un death/thrash dal notevole spessore tecnico. La tecnica dei Moshquito è eccellente, ma i ragazzi non ne abusano; la utilizzano a piene mani, certo, ma non compongono canzoni di puro esercizio tecnico, bensì brani con cambi frequenti di tempo e di riff veramente quadrati e che spaccano dall'inizio alla fine! E non è semplice, infatti quanti gruppi ci sono (e ci sono stati) che, abusando della tecnica, hanno perso di vista il tiro, il feeling che deve necessariamente avere una canzone?
La musica dei Moshquito, volendo proprio trovare dei paragoni illustri, si avvicina ai DEATH, specie nelle soluzioni melodiche. Si vedano brani come "Warriors Of God" o "Welcome To Eternity" a questo proposito. Del resto, a richiamare la mitica band del povero Chuck (R.I.P.) ci pensa anche il riff di "No Trust", che è in pratica quello di "The Philosopher" più veloce! Per il resto, siamo di fronte a grandi canzoni, come l'opener "Enter New Spheres", dove dei riff thrash/death vengono trattati da una grande batteria che ragiona, invece di lanciarsi nella velocità più banale. Ed è proprio la prova del batterista John Uhle che mi ha stupito; grande fantasia nel ragionare su riff che, a primo acchito, sembrerebbero richiedere un classico tu-pa-tu-pa. Ma invece col cazzo che nei Moshquito troviamo roba trita e ri-trita! Sentite ad esempio "DNA - Key Of Life", o la death/morbidangeliana "Warriors Of God" (grande riff con tempo lento e doppia cassa alla Sandoval!), o ancora la variegata "Voices". Non c'è un attimo di tregua in questo grandissimo disco! Anzi, forse si può tirare il fiato su "After The War", una strumentale BELLISSIMA; dopo che la ascolti rimani estasiato, semplicemente senza parole...
A chiudere troviamo, guarda un po', proprio una cover dei DEATH! In questo caso la prescelta è "Within The Mind", tratta da "Spiritual Healing"; la resa è ottimale, e del resto sembra proprio una canzone dei Moshquito! Eh eh eh!
Se proprio dovessi trovare un punto debole del CD, potrei prendermela con la voce, una specie di incrocio tra il classico growl (non molto basso) e la carta vetrata che avevano nelle corde vocali certi cantanti thrash anni '80, ma a mio parere un po' troppo monocorde, specie con il procedere del disco. I suoni sono buoni, rendono appieno la grandezza e la complessità dei brani.
In definitiva, vi consiglio di procurare senza esitazioni questo CD. Se amate i DEATH o il death/thrash tecnico in generale, non rimarrete indifferenti all'ascolto di "Enter New Spheres".
(Randolph Carter - Febbraio 2004)

Voto: 9


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