MORTUARY DRAPE
Buried In Time
Etichetta: Avantgarde Music
Anno: 2004
Durata: 59 min
Genere: black occult metal
Ecco finalmente i Mortuary Drape giungere al traguardo del sesto album. Naturalmente disco nuovo, line-up nuova. Attorno a Wildness Perversion si sono infatti radunati i due chitarristi Seeker Of The Unknown e Cruel Abbot, il bassita Arcane Of Veiled Light ed il batterista War Machine Helgast.
Attendevo questo album con trepidazione. Il precedente "Tolling 13 Knell" mi aveva infatti affascinato, sebbene soffrisse di una produzione piuttosto debole.
Il promo di "Buried In Time", gentilmente inviatoci dalla Avantgarde, mostra in copertina una bella immagine. E' rappresentato un volto una cui metà ha dei tratti delicati mentre l'altra è putrefatta. Sullo sfondo si vedono delle bare messe in posizione verticale, le cui porte sono spalancate. L'autore del disegno è Graal, uno degli artisti grafici più ambiti dai gruppi metal (si pensi ai suoi lavori con i Behemoth, ad esempio).
Ma com'è questo "Buried In Time" dal punto di vista musicale?
Il CD è aperto da una breve, inquietante introduzione. Non si tratta altro che di un brano ambient della durata inferiore al minuto. In sottofondo si sente un gocciolio.
L'impatto di "Unfading Revenge" è sorprendente, soprattutto per i fedelissimi del gruppo! Il suono dei Mortuary Drape non è mai stato tanto potente! Tutto merito dell'ottimo studio di registrazione AlphaOmega, che ha messo in evidenza la sezione ritmica lasciando però intatto il suono marcio delle chitarre.
La prima parte della traccia d'apertura è molto pesante e cadenzata, opprimente come non mai. Presto però il ritmo cambia ed il brano si fa più agile. La nuova sezione è abbastanza veloce, dai tratti thrash. Il quintetto pesta con cattiveria. I ruggiti di Wildness Perversion sono malati come al solito, carichi di astio e malvagità. La struttura di "Unfading Revenge" è in continuo mutamento. Il buon lavoro dei due chitarristi si concretizza in un arrangiamento vario, sempre in bilico tra atonalità e melodia. Dopo una parte centrale meno nervosa, la canzone riprende il proprio attacco all'arma bianca e non placa la sua aggressività sino alla fine.
Anche "Deep Void" gode della spinta della potente sezione ritmica. La qualità dell'arrangiamento è degna di nota, con i suoi richiami al thrash e all'heavy metal. I Mortuary Drape si lanciano in una cavalcata infernale della durata di un paio di minuti. Improvvisamente la traccia si fa più distesa. La chitarra solista si esibisce in una melodia tanto semplice quanto azzeccata. Man mano che la canzone procede, il suono si dirige verso lidi pesanti ed oscuri. In sottofondo si sente il pulsare senza pace del basso, tratto caratteristico della band piemontese. Questo continuo crescendo si conclude nella ripresa della strofa thrasheggiante.
Aperta da misteriosi arpeggi, "Ectoplasm" si fa notare per il rifferama poderoso, dal feeling quasi epico, di chitarre e basso. La traccia accelera quasi immediatamente, in un'alternanza di strofa e ritornello piuttosto catchy. La scelta dei suoni è efficace come al solito. Il lavoro delle due chitarre è fantastico: è incredibile la naturalezza con la quale riescono a prodursi in melodie evocative così come a corazzarsi dietro riff spigolosi e pesantissimi.
"Mistery" è un potente viaggio nelle tenebre. Il suono è marcissimo, nella più pura tradizione della band. Occhio, ho scritto "suono" e non "qualità di registrazione". Sì, perché i Mortuary Drape non perdono mai il loro fascino necromantico! L'odore di zolfo permea ogni singola nota di "Mistery", sia nei momenti più arrembanti sia in quelli maggiormente depressi. Wildness Perversion si lancia nelle vocals più estreme che abbia mai sentito uscire dalla sua gola.
Neanche il tempo di esalare un respiro che l'aggressiva "Look Behind" parte alla carica. La strofa è una cavalcata che tutto travolge, che non permette alla tensione accumulata di placarsi. Essa non si placa nemmeno quando il ritmo rallenta. Troppa è la grinta dei musicisti e la vigoria del suono. Chitarre e basso danno prova di inesauribile creatività mentre la batteria non perde un colpo. Inoltre "Look Behind", come ogni altra traccia di questo album è ricca di sorprese e dettagli interessantissimi. Occorre dedicare più ascolti ai lavori dei Mortuary Drape per poterli apprezzare sino in fondo.
"Mirror Portrait" è un breve intermezzo rituale, dalle percussioni tribali e vocalizzi in sottofondo.
Con "Who Calls Me" il quintetto ricomincia a far male. La ritmica è serratissima. Si tratta di una canzone relativamente semplice, dal forte impatto. La caratteristica contrapposizione tra sezioni estreme e melodiche non manca di certo. Lo stile dei Mortuary Drape è troppo personale perché possa tradire l'ascoltatore più affezionato!
Arpeggio di chitarra e sussurri introducono "Spiritism", canzone che alla lunga si rivela non meno cattiva delle precedenti. Che il songwriting sia spontaneo, non c'è ombra di dubbio: non c'è un solo passaggio che sembri forzato. Nemmeno quando l'arrangiamento si fa più complesso, come in occasione dell'assolo di chitarra. Inoltre le trovate musicali sono sempre intriganti!
"Animism" ci riporta su territori più thrash. Ma il suono è nero. Non c'è spazio per la luce: tutto è ostile, negativo. Eppure così terribilmente attraente! La traccia accelera costantemente turbando l'ascoltatore fino al blastbeat finale.
"Your Last Cradle" è l'ennesimo brano sanguigno ed arrembante di "Buried In Time". L'esecuzione è precisissima e sentita. Come "Who Calls Me", anche "Your Last Cradle" mette in mostra il lato più diretto della band di Wildness Perversion. In effetti l'impatto non manca. Troppe volte in passato i suoni hanno sofferto di una debolezza eccessiva. Una traccia del genere ne sarebbe stata danneggiata oltremodo (sezioni atmosferiche a parte). In questo caso invece i Mortuary Drape dimostrano che, in quanto a "spaccare", non temono nessuno.
A chiudere l'album ci pensa la violentissima "Crosses In Graveyard". L'efficace miscela di death/black/thrash/heavy che da anni il gruppo ci propone ha dato vita all'ennesima canzone di buon livello. La cosa interessante è che mi viene difficile indicare quale sia la canzone migliore di "Buried In Time"! Ogni traccia infatti è pari alle altre. Seppur così diverse, la loro omogeneità le rende tutte ugualmente apprezzabili.
Wildness Perversion ha dimostrato di nuovo di essere una delle migliori menti del metal estremo italiano. Per questo consiglio a tutti l'acquisto di questo CD. I Mortuary Drape non hanno mai tradito nessuno e "Buried In Time" è un album che non può deludere.
(Hellvis - Dicembre 2004)
Voto: 8.5
Contatti:
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Sito Mortuary Drape: http://www.mortuary13drape.com/
Sito Avantgarde Music: http://www.avantgardemusic.com/