MORTIFILIA
Redemption
Etichetta: Mondongocanibale Records
Anno: 2006
Durata: 33 min
Genere: death metal melodico
I cechi Mortifilia esordiscono su full-length per l'ottima etichetta
Mondongocanibale, dopo aver pubblicato tre demo nel corso della loro
carriera iniziata nel 1999: "...In Your Head" (1999), "Care Of
Gomorrah" (2000) e "Christhunt" (2002). L'ottima musica proposta, e
l'esperienza di un gruppo con alle spalle più di centocinquanta
concerti tra Repubblica Ceca ed altri paesi, hanno convinto la label
spagnola a produrne l'album di debutto.
"Redemption", questo è il suo titolo, è stato registrato nel
maggio del 2005 allo studio Hellsound Recordings di Cestice. La
formazione che ha inciso le dieci canzoni vede Frantisek Knetl alla
voce ed alla chitarra, Petr Turek all'altra chitarra, Standa Makrlik al
basso e Pavel Vrba alla batteria.
La copertina, dalle forti tonalità rosso-arancioni, ritrae una
faccia dagli occhi chiusi e dalla bocca spalancata, con le lenzuola
rimboccate fino al collo. Sullo sfondo, simboli occulti ed altro. Il
libretto, di otto pagine, contiene tutti i testi e le varie
informazioni relative alla registrazione, ed anche una bella foto del
quartetto.
Questo album dura solo trentatre minuti, suddivisi in dieci
canzoni, ma date le loro coerenza e coesione musicale, ritengo sia
meglio commentare il CD nella sua interezza anzichè traccia per
traccia. Infatti, sebbene questo lavoro sia realizzato con una cura
certosina, e nonostante le indubbie qualità tecniche e realizzative del
gruppo, è impossibile non sottolineare quanto sia derivativo. E' un
peccato, davvero, che un disco come "Redemption" debba essere
penalizzato da soluzioni così scontate ed abusate. E' un peccato perchè
i Mortifilia ci sanno fare: dalla loro hanno tecnica, grinta, un'ottima
abilità negli arrangiamenti, un songwriting accattivante e, dulcis in
fundo, godono di una produzione impeccabile. Eppure la stretta adesione
ai canoni del death metal melodico di stampo svedese li limita in
maniera irritante. Questo genere ha subito, ed ancora subisce, troppi
abusi. Un'intera generazione di musicisti, folgorati da questo stile,
ne ha riproposto le sonorità, i giri d'accordi, le successioni ritmiche
fino alla nausea. In questo modo ha portato il death melodico svedese
al suo collasso: non commerciale, ma artistico. Sempre più gruppi si
ispirano non solo più ai prime-movers, ma anche ai loro epigoni, ai
loro figliocci ed ai loro imitatori. Il risultato, di conseguenza, è
che un lavoro ben fatto come "Redemption", nel 2006, rischi di passare
inosservato, a causa del numero abnorme di uscite nella medesima linea
stilistica! E si badi che questo discorso non vale solo per questa
band, ma per tanti altri gruppi di qualità che, per un motivo o per
l'altro, hanno fatto o faranno meno fortuna di altri più fortunati, ma
meno talentuosi.
Ad un ascolto attento, si nota come i Mortifilia propongano un
death melodico fortemente influenzato dal death metal più tradizionale,
ma sempre svedese. Quindi, accanto agli At The Gates, possiamo trovarci
i Dismember, gli Entombed o gli Unleashed. Altre influenze predominanti
non se ne notano. Praticamente, i Mortifilia sono cechi nella realtà,
ma svedesi nel cuore!
Le dieci canzoni sono solidi monumenti in onore di questo genere
musicale. Canzoni ineccepibili da ogni punto di vista. Gli
arrangiamenti sono molto curati, soprattutto per quanto riguarda il
lavoro delle due chitarre, sempre pronte a creare riff di buona
caratura, ma prevedibilissimi. Le due asce, assieme al basso, danno
vita ad interessanti trame sonore, prive di qualunque calo di
intensità. La batteria sostiene il tutto con una grinta invidiabile.Il
growling di Frantisek è perfetto per la musica proposta. Aggiunge
cattiveria a canzoni già rabbiose di loro.
Le composizioni sono così valide e coerenti che è difficile, molto
difficile, segnalare le migliori. Personalmente, ho molto gradito il
trittico finale: "Vitiator", "Great Quest" e "Lunatics". Ma anche
l'opener "Just Funny Day", "Sacrifical Gore", "Romance Of The Dead",
"Transformation", la title-track, "Christ Hunt" e "Beauty Of Blood" non
perdono un colpo. Questo, da un punto di vista strettamente musicale:
chi ama questo genere, non potrà che apprezzare "Redemption", dato che
è un disco valido. Cercando l'originalità, invece, queste canzoni
perdono molti punti. L'originalità non c'è, non è stata nemmeno
ricercata dai Mortifilia. Loro hanno voluto suonare questa musica, sono
stati scelti dall'etichetta per le loro composizioni e allora, OK, va
bene così. Tutto regolare. Peccato che, continuando su questa strada, i
Mortifilia resteranno un gruppo fra i tanti; bravi, ma finita lì. Se si
volesse far qualcosa di buono e personale suonando il death melodico
alla svedese, bisognerebbe tentare di non suonare sempre gli stessi
giri di accordi, di utilizzare riff simili ad altri già composti dieci
anni fa. Bisogna metterci del proprio, delle idee personali che vadano
ad influenzare la struttura e la melodia delle composizioni. A rischio
di allontanarsi dai modelli ma, cavolo, bisognerà pure che qualcuno
abbia il coraggio di camminare con le proprie gambe!
In conclusione, i Mortifilia hanno dato alle stampe un album molto
compatto, ben suonato e perfetto per gli amanti del death melodico.
Manca del tutto l'originalità, e questo non può che avere ripercussioni
sul voto finale.
(Hellvis - Agosto 2006)
Voto: 7
Contatti:
Pavel Vrba
Mirové Namesti 3
341 01 Horazdovice
CZECH REPUBLIC
Mail Mortifilia: berry@mortifilia.cz
Sito Mortifilia: http://www.mortifilia.cz/
Sito Mondongocanibale: http://www.mondongocanibale.com/