MORBID ANGEL
Blessed Are The Sick
Etichetta: Earache
Anno: 1991
Durata: 39 min
Genere: Death Metal
B, come "Blessed Are The Sick".
Divino? Abissale? Mostruoso? Epocale? Affascinante?
Misterioso? Dannazione, non riesco a trovare un aggettivo che esprima tutte le
qualità di questo disco, perché di difetti non ne vedo! Sarà che mi sono innamorato
di "Blessed" solo alla vista della bellissima copertina; una volta conosciutone
anche il contenuto, non potei che confermare la mia prima impressione, ed anzi
arricchirla di 1000 nuove sensazioni. E' incredibile il feeling oscuro e
catacombale del flauto di "Leading The Rats"... e poi quella penultima perla, "The
Ancient Ones", letteralmente estirpata dal pantheon di divinità oniriche di
Howard Phillips Lovecraft (il mio scrittore preferito!).
E'tutto il disco che è impregnato di Lovecraft; non so
perché, ma ormai nella mia testa bacata l'autore di Providence e "Blessed" vanno
a braccetto, ogni canzone mi restituisce visioni di racconti come "Il Caso di
Charles Dexter Ward", "Il Richiamo di Chtulhu", "La Città senza Nome" e tanti
altri.
Entriamo nello specifico, cioè nella musica: sono sicuro che
solamente pochissimi di voi non conoscono ancora queste 9 tracce di death
complesso arricchite da una capacità tecnica e da una intelligenza compositiva
fuori dal comune, a cui si aggiungono un intro e 3 intermezzi strumentali molto
atmosferici, tra i quali spicca "Desolate Ways" opera di un Brunelle
evidentemente molto vicino al Nirvana (non ai Nirvana! Eheh!). Questi ultimi
sono sistemati a regola d'arte man mano che si procede nell'ascolto, quasi a
voler integrare e mitigare la furia del death e arricchirlo con visoni oniriche
da incubo. A parte questi inframmezzi, quello che sorprende negli altri pezzi è
una tecnica straordinaria, che viene usata con intelligenza (vero Dream Theater?)
al servizio di canzoni dalla struttura articolata, ricche di cambi di tempo, rallentamenti, sfuriate e via discorrendo!
Prendiamo come esempio "Day Of Suffering": inizio
cadenzatissimo di chitarra in flanger, con una bellissima doppia cassa di Pete
Sandoval, poi, in sucessione, tempo dispari - stacchi - sfuriata grind... tutto
questo sapete in quanto? 40 secondi!!! Se poi ci aggiungiamo il tempo classico
tu-pa tu-pa, l'assolo e la parte grind di prima, arriviamo a 1 minuto e 52
secondi; in meno di 2 minuti si trovano 5 modi diversi di suonare! Beh, non mi
sembra che tutto questo sia fattibile da chiunque, o no? Sicuramente c'è gente
che in fatto di tecnica caga tranquillamente in testa ai Morbid Angel (vedi
Death e Atheist), però, cazzo, anche loro non scherzano!
Le altre tracce? Quali sono le migliori? Tutte!!! Non è
possibile sceglierne una più bella delle altre, tutte si equivalgono su livelli
stellari; se proprio dovessi nominarne una, direi "Rebel Lands", per motivi più
che altro affettivi... è una delle primissime canzoni death della mia vita! I testi
vanno dal lovecraftiano al satanico e all'esoterico, mentre la produzione di Tom
Morris in quel di Tampa è semplicemente stellare, ogni strumento è valorizzato e
rende al massimo; la voce di David Vincent è sempre stata una delle migliori del
genere, qui è bellissima anche se personalmente la preferisco in "Covenant".
Trey Azaghtoth e Pete Sandoval sono da anni in cima alla lista di ogni
formazione death ideale nelle riviste metal, e con questo ho detto tutto!
Richard Brunelle è una validissima spalla di Trey, anche se il suo contributo a
questo disco si riduce alla sola "Desolate Ways"... va beh, ditemi poco!
Due parole sulla confezione... una cosa che mi ha sempre
lasciato perplesso è la scelta dei colori del retro: titoli in rosso su sfondo
beige chiaro, così come nel retro di "Covenant" i titoli sono scritti in celeste su
sfondo giallino... pare fatto apposta! Boh? Il packaging è comunque ottimo, a
partire dalla copertina (un quadro di J. Delville, "Les tresors de Satan") passando per il booklet, dove i testi sono scritti su sfondi di capri e
pentacoli vari e iconografie tipiche del Medioevo sulla caccia e rogo delle
streghe.
E'tutto, ho finito! Per me, il miglior album di death mai composto da
menti umane, ancora ineguagliato... e per voi?
(Randolph Carter - Ottobre 2002)
Voto: 10