MORBID ANGEL
Altars Of Madness
Etichetta: Earache
Anno: 1989
Durata: 52 min
Genere: Death Metal
A, come "Altars Of Madness".
Primo album di una lunga serie,
che continuerà con la lettera iniziale in ordine alfabetico, e che porta alla ribalta
mondiale il gruppo guidato da Trey Azagthoth. Abbiamo visto che con il demo
avevano detto la loro, allineandosi a quanto fatto da altri nella metà degli
anni '80 e facendo già intravedere le caratteristiche del proprio particolare
stile. Per AOM la formazione viene completamente stravolta: l'unico a rimanere
è Trey, mentre dietro le pelli si siede Pete Sandoval, ex-Terrorizer e tra i
batteristi migliori del genere (Browning formerà i Nocturnus); il posto di vocalist e bassista sarà occupato dal carismatico David Vincent, anche lui nei
Terrorizer, mentre si decide di reclutare un secondo chitarrista nella persona
di Richard Brunelle. Con questa formazione i Morbid Angel scrivono uno dei loro migliori album sotto tutti i punti di vista: compositivo,
tecnico e tematico. Infatti i testi nei MA hanno sempre avuto un ruolo
fondamentale, e saranno proprio questi a decretare l'allontanamento di Vincent
anni più tardi... ma andiamo con calma!
E' il 1989, la scena death mondiale si sta concretizzando,
imponendosi all'attenzione dei media del settore; i Morbid Angel sono lì, a
farla da padrone e a pestare duro e veloce come nessuno all'epoca: le velocità
di "Suffocation", "Bleed For The Devil", "Blasphemy" e "Maze Of Torment" sono
mutuate dal grind grazie all'esperienza e alla versatilità di un drummer come
Sandoval, e costituiranno la base dalla quale si evolverà il genere Brutal
Death. Le altre tracce non sono da meno. "Immortal Rites" fa inizialmente
pensare che stia saltando il lettore (penso siano delle cose messe in reverse), ma poi si normalizza iniziando con un bellissimo riff che ci fa subito capire
che razza di figata stiamo per ascoltare! Straordinario il riff-cantilena di
"Visions From The Dark Side", così come "Lord Of All Fevers And Plague",
"Damnation" ed "Evil Spells" sono tracce che hanno davvero un alone di malignità e
mistero. Se ci aggiungiamo i testi, incentrati alcuni sulla blasfemia più
efferata, altri su "visioni dalla parte oscura", su divinità strane (come
Ninnghizzhidda) e su reminiscenze lovecraftiane (quell'Iak-Sakkakh sembra lo
Yog-Sothoth di molti suoi racconti).
Le strutture delle canzoni sono diventate più articolate rispetto al demo. La tecnica individuale coi recenti innesti è
diventata superlativa. Si arriva quindi al risultato finale: un album eccezionale!
La produzione, affidata a Tom Morris, è buona, perfettamente in linea con le altre
(non per niente registravano tutti ai Morrisound Studios!); la confezione
dell'album (io ce l'ho in CD) è perfetta, dalle truci foto sul retro (dove
Vincent sembra posseduto!) al booklet con le sue illustrazioni (compare anche
Lucifero, intento a papparsi Giuda, Bruto e Cassio), alla copertina, opera del
maestro Dan Seagrave (suo è l'artwork del primo Entombed, dove si intravedono
quegli stessi volti contorti che compaiono su questo AOM, e sue saranno le
copertine di alcuni dei lavori successivi dei Morbid Angel).
Perciò ci troviamo di fronte a una
pietra miliare del death, che insieme ad altre sono custodite in un tempio da
incubo aldilà dello spazio e vengono venerate da strani accoliti con volti dalla
forma conica che ululano alla luna... sto impazzendo, non riesco a svegliarmi da
questo incubo! Tanto vale che diventi anche io un accolito, e possa così godere
eternamente di una musica scolpita ormai nel tempo.
Ia! Cthulhu Ftagn'! Ia R'lyeh! La città dalle Mille Colonne!
Le alte torri nere di Dylath Leen!
Io sono il prescelto!
(Randolph Carter - Ottobre 2002)
Voto: 9
Secondo me il miglior lavoro della band
Il chitarrismo di chiara derivazione slayeriana, unito alla batteria di Sandoval,
maestro del genere, crea un album feroce e spietato.
Tutta la potenza e la cattiveria dei Morbid Angel sono racchiuse in queste tracce.
Peccato che questa formula negli album successivi sia diventata scontata
e ripetitiva.
Concludo con la classica frase: ogni amante del metal estremo dovrebbe avere questo album.
(Conte Vlad - Novembre 2002)
Voto: 9