MORBID ANGEL
Abominations Of Desolation

Etichetta: Earache (recensita la ristampa del 1991)
Anno: 1986
Durata: 42 min
Genere: Death Metal


Eccomi qui a recensire l'intera discografia dei Morbid Angel; vabbè, più che "recensire", che mi sembra una parola grossa, a darvi un parere!
Iniziamo con questo "Abominations Of Desolation", uscito nel 1991 dopo "Blessed Are The Sick" ma registrato originariamente nel 1986; i Morbid Angel allora erano: Trey Azagthoth - chitarre, Mike Browning - batteria/voce (poi nei Nocturnus) e tale Sterling Von Scarborough al basso. Questo album, che è in realtà un demo (tralaltro prodotto da David Vincent), venne ripescato più tardi, creando inizialmente un po' di confusione tra i fans. Quando poi fu chiaro a tutti che non era il nuovo album (minchia, meno male!) lo si prese per quello che era, cioè una preziosa testimonianza di quello che furono i Morbid Angel da bimbi e che soprattutto ci mostra le basi da cui partirono per una maturazione tecnico-compositiva incredibile, che li porterà a scrivere album difficilmente eguagliabili e ormai entrati nelle vene di noi sporchi metallari!
Ma tuffiamoci nel disco, che si apre con una bella invocazione a Iak-Sakkakh (chi?) con relativa risposta dall'oltretomba; dopo questa intro, che effettivamente sconquassa le palle, inizia finalmente la musica. Tra le 9 tracce ne abbiamo 5 che verrano riprese negli album successivi con lo stesso titolo ("Chapel Of Ghouls", "Unholy Blasphemies", "Angel Of Disease", "Hell Spawn", "Abominations"), 3 alle quali questo sarà modificato ("The Gate - Lord Of All Fevers" diventerà "Lord Of All Fevers And Plague", "Azagthoth" cambierà in "The Ancient Ones" e "Welcome To Hell" in "Evil Spells") e 1 ("Demon Seed") che verrà lasciata nell'oblio, in effetti è la più brutta e scontata di tutte.
Di Death primordiale si tratta (ma và?), mai troppo veloce ed efferato ma anzi con una certa ricerca di variare le soluzioni all'interno di ogni singola canzone; il suono è quello che è, grezzo come imponevano i tempi e le tecnologie. Diciamo che si può definire AOD un buon album con delle buone idee e con dei pezzi interessanti che dovrebbero godere di una produzione migliore (ma non è che si possa pretendere troppo da un demo!); sarà proprio l'opportunità che ebbero i Morbid Angel di lavorare con i maggiori produttori dell'epoca, combinata con un'ottima creatività, a farli ascendere a padroni del Death Metal planetario, insieme a quei mostri dei Death (che intrapresero poi una ricerca nel death molto diversa dai Morbid Angel, puntando sulla progressione del genere, mentre gli altri su una maggiore brutalità) e a pochi altri.
Per il resto, la tecnica dei singoli non è certo stellare, specialmente gli assoli di Trey, che ricordano lo stile Hannemaniano e hanno una forma così contorta da assomigliare ai classici solos di T.G.Warrior (sappiamo tutti che NON erano assoli quelli lì! Ahahah! Mitici Frost, è chiaro!). Non a caso, nei dischi successivi li cambierà tutti; le linee vocali rimarranno invece grossomodo invariate con David Vincent. Tutto qui; ossia, sano e blasfemo Death Metal!!!
La confezione è spartana; la copertina aprendosi rivela un simpatico disegno dove due demoni stanno facendo del sesso rude con una malcapitata, e sotto una didascalia recita: "Shub-Niggurath, Goat with 1000 Youngs". Mi pare di conoscere l'origine di questa frase... il capro dai 1000 cuccioli... Lovecraft! Il grandissimo Howard Phillips Lovecraft! Lo adoro!!!!!
Ehm, un attimo che torno in me! Cercando di essere seri, la conclusione finale è che AOD è sicuramente un buon album (o demo, fate voi), consigliato a chi vuole sentirsi i primissimi Morbid Angel e agli amanti del death grezzo alla sua nascita.
(Randolph Carter - Ottobre 2002)

Voto: 7