MOONLYGHT
Progressive Darkness

Etichetta: Metal Disk Records
Anno: 2002
Durata: 55 min
Genere: power death melodico


I Moonlyght sono un'altra band proveniente dal Quebec, in Canada. La loro nascita va rintracciata nel 1995 allorquando Roby (chitarra e voce) trovò in tre suoi amici di vecchia data, vale a dire Luc, Vince e Christian, i compagni con cui iniziare questa esperienza. In breve registrarono il demo "Midwinter Melodies" e si esibirono in alcuni concerti, suscitando interesse tra i fan della zona. L'atmosfera in seno alla band si fece però sempre più tesa e portò ad alcuni avvicendamenti di line-up. La formazione si stabilizzò soltanto nel 2000, ma nel frattempo i Moonlyght non smisero di suonare dal vivo. Il loro primo e finora unico album venne registrato tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002 ai Sonum Studio e venne pubblicato nel maggio di quell'anno dalla Metal Disk Records. Le copie disponibili vennero esaurite in breve tempo e la band catturò l'attenzione di molte case discografiche. Agli inizi del 2003 firmò un contratto che la legò alla Escapi Records per due album ed un DVD. "Progressive Darkness" venne così ristampato e distribuito in tutto il mondo. Al momento il gruppo sta componendo nuovi pezzi per il suo successore.
I Moonlyght suonano un genere nato dalla fusione del power death più melodico con elementi progressive, doom, black atmosferico, etc. Il loro è uno stile ricco di sfaccettature, che permette di accostare parti veloci ad altre melodiche e tranquille. La qualità migliore di questo gruppo sta proprio nella versatilità di tutti i suoi elementi, che dimostrano di sapersi esprimere in maniere diverse. Per quanto riguarda la voce, in particolare, si passa dallo screaming al growl, fino alle voci pulite, con molta frequenza. I cori sono epici ed inneggianti. Le canzoni sono molto lunghe ed articolate. Ad esclusione di "From Honour To Nothingness", le altre sei superano tutte i sette minuti di durata: la conclusiva "Progressive Darkness" sfiora addirittura i dodici minuti! Sono presenti numerose parti acustiche: inserimenti di tastiere, pianoforte ed archi; stacchi di chitarra, basso e così via. Se non sbaglio, in un pezzo mi pare di aver riconosciuto anche una fisarmonica. Il tutto, ovviamente, all'insegna della melodia. La musica dei Moonlyght è allo stesso tempo graffiante e contemplativa. A tratti l'atmosfera si fa medievaleggiante. Non ci sono momenti esasperati: le ritmiche arrivano ad essere sì veloci, ma non danno mai l'idea di una violenza eccessiva. Sono frequenti invece le aperture acustiche, talvolta molto suggestive ed intriganti. Le chitarre, assieme al cantato in scream, ricordano spesso e volentieri i Children Of Bodom nelle ritmiche così come negli assoli. Gli elementi progressive sono invece più evidenti nelle sezioni acustiche e strumentali. Le tastiere non sono invadenti: in certe occasioni si propongono come strumento solista, più spesso fungono da accompagnamento con lunghe note. Da segnalare anche l'apparizione di Jessica Bell in qualità di session. La sua voce soave rende le tre canzoni in cui ha partecipato ("Fantasy", "The Autumn's Freezing Armony" e la title-track) ancor più interessanti e varie. Il resto del gruppo ovvero Theo (tastiere e voce), Davey (basso), Caps (batteria) e Vince (chitarra) dimostrano buone abilità tecniche, sebbene non sbalordiscano in questo campo. La loro esecuzione è comunque molto pulita in ogni passaggio.
"Progressive Darkness" è un album che racchiude parecchie idee. Il fatto che le canzoni siano molto complesse e lunghe ne è la prova. L'appunto che si può fare a queste composizioni sta però proprio nella loro durata eccessiva. Appaiono piuttosto dilatate e non sempre si lasciano ascoltare con interesse, pur non essendo ripetitive. A questo si deve aggiungere che la musica dei Moonlyght, per quanto possa ritenersi personale sotto certi punti di vista, non aggiunge molto a quanto è già stato fatto. In certi frangenti mi sono sembrati un gruppo interessante e con un buon potenziale, altre volte li ho trovati un po' banali e incapaci di scrollarsi di dosso alcuni schemi triti. Un pizzico di fantasia in più non avrebbe guastato, almeno per togliersi di dosso l'ombra di Alexi Laiho e compagnia.
La produzione è senz'altro pulita e nitida. Nonostante trovino posto molti strumenti nell'arco di questi 55 minuti, ciascuno gode del proprio spazio. I suoni sono un po' troppo pompati e plasticosi per i miei gusti, in particolare quelli della batteria.
Se vi entusiasma il power death, se non siete alla ricerca di un disco troppo aggressivo e se la melodia è ciò di cui avete bisogno, allora quest'album potrebbe fare al caso vostro. In caso contrario volgete la vostra attenzione altrove.
(BRN - Aprile 2005)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Moonlyght: join_moonlyght@hotmail.com
Sito Moonlight: http://www.moonlyght.ca/

Sito Metal Disk Records: http://www.metaldisk.com/