MODE
The Deafening Moment Of Truth
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 41 min
Genere: punk/metal
I Mode sono un gruppo che fa del punk/metal e dell'anarchia (almeno a
giudicare dall'iconografia, ci sono un sacco di A cerchiate!!) una vera
e propria bandiera. Provengono dall'Oklahoma e questo "The Deafening
Moment Of Truth" dovrebbe essere il loro primo lavoro. Il CD si
presenta piuttosto professionale, con la scritta "Mode" in copertina su
uno sfondo "simil-stoffa". All'interno sono riportati i titoli, le
classiche note, ecc.
Purtroppo dal punto di vista musicale i Mode lasciano abbastanza a
desiderare e anche dopo diversi ascolti non sono riuscito a trovare
motivi di interesse in questo album. Tecnica approssimativa, scarsa
inventiva e, cosa peggiore, poco tiro; i pezzi non sono trascinanti e
perdono d'interesse dopo un minuto...
Un riff dal vago sapore Monster Magnet / El Caco / Motörhead ci
introduce a "Leech", un pastone di metal e punk appunto con voce
declamatoria alla Lemmy. Niente di speciale, musicalmente, anche perché
dopo la partenza fulminante il pezzo non mantiene la carica che aveva
fatto intravedere.
E questo, ahimè, è il difetto che troveremo in tutti i pezzi che
seguono. I brani partono, ma non decollano mai, anzi... a volte le
canzoni non riescono a seguire il buon incipit iniziale. Probabilmente
anche a causa della pochezza tecnica del gruppo, non so. Il fatto è che
per suonare questo genere, come qualsiasi altro del resto, bisogna
avere sì grinta e attitudine, ma anche un pizzico di vivacità. I brani
si sviluppano quasi tutti su uno o due riff e già dopo pochi secondi si
ha una fastidiosa sensazione di già sentito, anche perché i pezzi
tendono ad assomigliarsi tutti. Le parti vocali sono a carico del
batterista e del chitarrista. Le voci risultano rabbiose al punto
giusto, ma anche eccessivamente monocordi e, in definitiva, stancanti
alla lunga.
Le migliori cose si ascoltano sicuramente nel brano di apertura "Leech"
o nell'ossessiva e martellante "It's A Lie". Non che ci siano chissà
quali mirabilie, solo che l'insieme funziona meglio che negli altri
pezzi. Anche "Anthem", che ha un riff alla "Sabbath Bloody Sabbath",
sembra meglio delle altre. O "Stallin' 4 Time", che piazza un riff un
po' diverso dagli altri dopo un inizio che ricorda i Black Sabbath
dell'esordio...
Per il resto ci troviamo di fronte a riff sgangherati ed esecuzioni approssimative.
In conclusione non mi sento certo di convogliarvi l'ascolto di "The
Deafening Moment Of Truth", album complessivamente piatto e affatto
trascinante. I testi probabilmente sarebbero quantomeno da leggere, ma
non sono inclusi nel CD.
(Linho - Maggio 2006)
Voto: 5
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