MISTWEAVER
The Aftermath
Etichetta: Deepsend Records
Anno: 2003
Durata: 45 min
Genere: death / power
I Mistweaver sono una band di Burgos, in Spagna, che suona un death/power molto melodico, ricco di influenze classiche e medievali. La line-up vede Raùl (voce e chitarra), Edu (chitarra), David (basso), David J (tastiere) e Guillermo (batteria). La formazione ha trovato una stabilità solo di recente, dopo la pubblicazione del full-length "Dream's Domain" (2001). Prima di allora ci sono stati parecchi avvicendamenti, moltissimi concerti e l'uscita di un MCD intitolato "Sol Obscurabitur" (2000).
Dall'anno di formazione, il 1997, ad ora i Mistweaver sono cresciuti ed hanno calcato il palco assieme a band del calibro di Ancient Rites, Danse Macabre ed Avulsed. Dato il potenziale commerciale della loro musica, fa specie che nessuna grande etichetta si sia accorta di loro!
"The Aftermath" è l'ultimo lavoro della band.
Il CD si apre con una bellissima melodia di tastiere e chitarra acustica che evoca paesaggi distanti e meravigliosi, le cui ombre allungate fanno presagire il repentino calare del sole. Appena l'introduzione termina, ecco partire la potente e cadenzata: "He Who Takes The Soul". Si tratta di una canzone molto melodica ma al tempo stesso permeata da un feeling fantasy ed oscuro. Il growling del cantante è potente e molto aggressivo. La traccia accelera assumendo dei connotati sempre più power ed è entusiasmante ascoltare il virtuosismo degli strumentisti, che si lanciano in assoli barocchi o classicheggianti. Improvvisamente una voce femminile comincia ad intonare una melodia medievale sulla quale Raùl si limita a narrare il testo. Questa musica continua sino alla conclusione della canzone.
"Blood In The Night" è un brano più veloce del precedente. I Mistweaver sono bravissimi nel passare da momenti arrembanti ad improvvisi rallentamenti carichi di atmosfera. Il lavoro al basso di David è molto buono. Anche in questo caso i musicisti danno prova della loro preparazione tecnica: nonostante questo la loro prova non è mai pura esibizione ed ogni passaggio è necessario per creare scenari fantastici sempre nuovi e più ricchi.
"The Possession" è una traccia strisciante e groovy, cupa come al solito. Complice l'influenza del black sinfonico che però non ha portato la band spagnola a ripetere fedelmente gli stilemi nel genere. Il black è espresso secondo i canoni del power e cantato con un aggressività e una creatività tipicamente death. Forse questa frase è un po' complessa ma spero di aver reso l'idea!
"From The Dawn Of Time" possiede una verve risoluta. Il narrato di Raùl dà i brividi, il suo gutturale ricorda molto quello di Fernando Ribeiro dei Moonspell. Alle parti cantate risponde la fiera chitarra di Edu, sempre pronta a lanciarsi in brevi passaggi ultramelodici.
"Descending To Hell" è un brano tirato che risente un po' dell'influenza del death melodico svedese. Le due asce dialogano in continuazione con la tastiera di David J, dando prova di un'intesa che va oltre la perizia tecnica. La naturalezza del riffing è notevole e l'ottima qualità di registrazione non fa che aumentare la piacevolezza dell'ascolto. Mi complimento con la band per la scelta dello studio di registrazione.
"Wanders Of The Battlefield" è una corta canzone acustica in stile medievale, con tanto di strumenti tipici ricreati al sintetizzatore. Raùl si limita a mormorare le parole mentre la bella voce della cantante ospite intona una melodia di tempi passati.
"The Dragon Died..." è un breve intermezzo suonato da chitarre acustiche e basso che sfocia in "Another Story Was Told": una canzone epica e baldanzosa, con tanto di coretto alla Blind Guardian. Eppure, nonostante le ovvie similitudini, il tutto funziona alla meraviglia. Una volta ascoltato il ritornello entra subito in testa!
"The Prophecy" è una grande cavalcata elettrica con qualche riff arabeggiante che riporta in mente i Therion di "Theli". Sia ben chiaro che si tratta solo di un richiamo, nulla di più. Anche in questo caso i Mistweaver picchiano da maledetti, riuscendo a mescolare in maniera eccezionale melodia ed aggressività. Ottimo come al solito Guillermo dietro alle pelli.
"Where The Ravens Fly" è l'ultima traccia di "The Aftermath". L'inizio è relativamente lento ma i riff sono poderosi ed il cantante sbraita come un disperato. L'arrangiamento è raffinato, come di consueto, e cambia molto spesso sonorità ed atmosfere. Non ci sono elementi nuovi rispetto a quanto udito in precedenza. Il brano conclusivo racchiude in sé quanto di buono i Mistweaver sanno fare. Il loro talento sta nel compensare la scarsa originalità stilistica con un ottimo tiro e un notevole songwriting.
Come ho scritto in precedenza il genere musicale dei Mistweaver, per quanto pacchiano e non innovativo, possiede un certo potenziale commerciale. Basti pensare che band simili di talento sono nate in tante parti del mondo. Tra i tanti, mi permetto di citare i finlandesi Battlelore o i taiwanesi Seraphim.
"The Aftermath" è consigliato a tutti gli amanti delle sonorità epiche che non disprezzino il growling. Per molti di voi questa band di Burgos potrebbe rivelarsi una gradita sorpresa! I CD dei Mistweaver costano dai 10 ai 12 euro: non esitate a farli vostri!
(Hellvis - Febbraio 2004)
Voto: 8
Contatti:
Mistweaver
c/o Raùl Puente Tobalina
Legión Española #4
09001 Burgos
SPAIN
Mail: info@mistweaver.org
Sito internet: http://www.mistweaver.org/