MISTWEAVER
Age Of Darkness

Etichetta: Golden Lake Productions
Anno: 2005
Durata: 48 min
Genere: death/power metal


A distanza di due anni dall'ottimo "The Aftermath", i Mistweaver tornano con un nuovo album: "Age Of Darkness". Questi bravi spagnoli, freschi di contratto con la scozzese Golden Lake Productions, dimostrano che non occorre accasarsi presso una major per pubblicare un lavoro professionale e di sicuro impatto commerciale. Putroppo, nonostante il loro stile sia complesso e ruffiano quel tanto da sfondare, la fortuna non pare aver arriso ai Mistweaver. Il nuovo album è il frutto di un lavoro umile, compiuto nella piena consapevolezza dei propri mezzi e del proprio talento.
La copertina è di chiaro stampo fantasy, un po' bambinesca a dire il vero. Rappresenta una strega legata al patibolo, con dei chierici di fronte a lei. L'insieme è fantastico ma, a parer mio, si sarebbe potuto optare per un artwork più serio. Il libretto, di sedici pagine, contiene tutti i testi, le foto e le varie note. Insomma, un libretto esauriente.
La formazione non è molto cambiata dai tempi di "The Aftermath": Raul "The Weaver" (voce e chitarra), Eduardo Alonso (chitarra), David De Pedro (basso), Guillermo Blanco(batteria) ed il nuovo arrivato Eduardo Navazo (tastiere). Alla registrazione dell'album hanno contribuito anche la cantante Aroa Martine ed il percussionista e tastierista Nino Ruiz.
Il CD è aperto dalla title-track, una breve introduzione sinfonica, che mette in mostra le qualità di arrangiatore del neo-acquisto Eduardo Navazo. Si tratta di una composizione dai toni morbidi e dalla melodia elementare. Pianoforte ed archi comunicano sensazioni vagamente nostalgiche, creando un netto contrasto con le suggestioni inquietanti del titolo. Questa introduzione sfocia in "Deadly Slander". E' subito evidente l'alto livello della produzione: d'altro canto, è difficile che tradiscano i Finnvox Studios di Helsinki! Le prime battute sono vigorose, dalla velocità moderata. La melodia è sorretta principalmente dalla tastiera, con le chitarre impegnate a dare un po' di vigoria al tutto. Presto interviene una voce femminile, che declama i primi versi del testo. L'ingresso della voce maschile è il segnale. Da questo momento, la canzone si infiamma. Il ritmo rimane invariato, ma l'atteggiamento dei Mistweaver è ben diverso. Le chitarre passano in primo piano; il growling di Raul è violentissimo. "Deadly Slander" è un continuo alternarsi di strofe energiche e ritornelli melodici, nei quali il cantato si fa anche pulito. Il tutto è molto catchy, e non ha vergogna di fare l'occhiolino al death melodico svedese o al black sinfonico più commerciale. Probabilmente, qualche ascoltatore con la puzza sotto il naso, potrebbe accusare questi spagnoli di un'eccessiva pacchianeria o indulgenza verso i gusti del mercato. A parer mio, questo è invece il punto di forza dei Mistweaver, sicuramente non plagiati dalle direttive di qualsivoglia etichetta (non per nulla, sono ancora un gruppo undeground). La loro musica è commerciale, sì, ma nel senso buono del termine. Ogni canzone infatti entra in testa al primo ascolto! Già me n'ero accorto con "The Aftermath", e sono contento che si siano ripetuti con questo "Age Of Darkness".
"The Sun Turned Into Blood" si apre con un bel riff, rafforzato da un arrangiamento di valore. Elementi heavy metal, black, power e death melodico vanno a braccetto, e nessuno pesta i piedi agli altri. I Mistweaver non perdono neanche quest'occasione per dimostrarsi campioni di melodia, tecnica e potenza. La canzone trasuda un feeling più oscuro rispetto alla precedente. E' apprezzabile per il suo equilibrio, e per la ricchezza timbrica del gruppo. Ci sono molti gruppi che suonano un genere simile, alcuni dei quali hanno ottenuto un discreto successo ma, credetemi, la band di Burgos non teme rivali. La loro musica sarà commerciale, sarà derivativa ma... è suonata maledettamente bene!
Dopo un'introduzione severa, "The Curse" si fa sempre più incalzante. Il suono è pesantissimo. Terminate le battute introduttive, la canzone si apre in una cavalcata di chiara matrice death melodica svedese. I riff sono molto legati al canone del genere, e tutti gli strumenti contribuiscono alla creazione di un suono vivace e d'impatto. Ad un certo punto, ecco partire una sezione strumentale dalla melodia popolaresca, quasi celtica, ben eseguita dalla chitarra solista. Se in questo caso l'atmosfera pare abbastanza tranquilla, nel giro di qualche battuta il suono si incupisce. La musica si fa minacciosa, e l'ascoltatore non sa proprio come potrà svilupparsi. Si crea una sorta di suspence: "The Curse" infatti, come altri brani dei Mistweaver, ha un qualcosa di teatrale. I cambiamenti di ritmo e melodia potrebbero essere assimilati ad altrettanti cambiamenti di scenario, nel corso di una recita. Anche senza leggere i testi, si può ricostruire una specie di trama. Molto bravi.
"Malefica Non Patieris Vivere" ha un ritmo severo ed è, nel suo insieme, veramente violenta! Le chitarre creano un muro sonoro impressionante, e la sezione ritmica picchia con crudeltà. Il tutto viene smussato dall'immancabile apertura melodica, durante la quale la voce femminile unisce il suo cantato alla voce pulita di Raúl. La traccia spezza quindi le catene che la trattengono, e si lancia in una corsa a perdifiato! In realtà è un continuo alternarsi di accelerazioni, momenti atmosferici ed assoli di grande qualità. A parer mio, si tratta di una delle composizioni più belle dei Mistweaver! I musicisti sono in possesso di una tecnica invidiabile. Proprio per questo è importante ascoltare il CD con attenzione: molti particolari potrebbero sfuggire ad un primo ascolto. E sono proprio questi piccoli particolari che fanno la differenza!
"Malleus Maleficarum" è una composizione oscura, non veloce e lontana anni luce dall'agilità che sarebbe lecita aspettarsi da chi suoni death/power. Il solito miscuglio di stili, che si concretizza in un formidabile tripudio di creatività. Anche in situazioni come queste, la band non rinuncia alla melodia: sarebbe troppo facile puntare esclusivamente sull'impatto. Un'altra traccia buona, più da ascoltare che da descrivere.
"Baneful Winds" parte come una delicata ballata. In realtà, pur contenendo in sé tali caratteristiche, si rivela estremamente vitale e potente. Le successioni armoniche, inoltre, tendono a minare la regolarità della melodia. Tutto d'un tratto, "Baneful Winds" prende velocità, segnalandosi come una delle canzoni più catchy dell'intero lotto. Prima del finale, la composizione rallenta nuovamente. Ideale per gli amanti delle ritmiche meno arrembanti.
In "De Profundis" si ritorna al death melodico, sebbene alcune scelte compositive denotino una buona personalità. In questo caso la band tira come non mai, ma nulla toglie il fatto che avrebbero potuto provare ad essere un po' più originali.
Le prime battute di "Eternal Rest" non sdegnano di tributare un piccolo omaggio al black d'avanguardia. Anche in questo caso, lo stile non tradisce lo spirito generale di "Age Of Darkness", senza dubbio più oscuro rispetto a "The Aftermath". Fa specie il richiamo alla musica celtica a metà brano, sicuramente non un caso isolato nei quarantotto minuti di durata del CD.
"Final Fight" è una canzone schietta ed arrabbiata, come il titolo può far supporre. Nonostante talvolta si assesti su sezioni con la tastiera in primo piano, la traccia non dimentica mai il suo spirito battagliero ed epico. La canzone continua così, regalandoci anche qualche valido assolo. Molto professionali e vivaci. Impeccabili.
"Melancholy" è un brano acustico con tastiere, con la voce femminile in primo piano. Un diversivo epico, che rende "Age Of Darkness" ancora più interessante, nel suo complesso.
Alla fin fine, non posso che promuovere questo nuovo lavoro dei Mistweaver. Non è nè migliore nè peggiore di "The Aftermath", semplicemente i due lavori si equivalgono. Che dire? Visitate il sito della band e, se amate le atmosfere fantasy, la grinta e la tecnica, non esitate ad acquistare il nuovo album degli spagnoli!
(Hellvis - Ottobre 2005)

Voto: 8


Contatti:
Mistweaver
C/o Raùl Puente Tobalina
Legión Española #4
09001 Burgos
SPAIN
Mail Mistweaver: info@mistweaver.org
Sito Mistweaver: http://www.mistweaver.org/

Sito Golden Lake Productions: http://www.goldenlakeprods.co.uk/