MISERY INDEX + MUMAKIL
Ruling Class Cancelled
Etichetta: Power It Up
Anno: 2008
Durata: 13 min
Genere Misery Index: grindcore
Genere Mumakil: grindcore
Ecco tornare fra le mie mani una pubblicazione della Power It Up, nello
specifico uno split tra gli americani Misery Index e gli svizzeri
Mumakil. La copertina mostra un uomo ben vestito, col viso che mostra
per metà il teschio. Alle sue spalle, le bandiere statunitensi e
svizzera. Il libretto, ben realizzato e di otto pagine, contiene le
informazioni relative alla registrazione, ed i testi dei Misery Index.
Non c'è traccia dei testi dei Mumakil, invece.
Prima di passare alla recensione, due parole di presentazione sui gruppi.
I Misery Index sono americani e si sono formati nel 2001. La
formazione che ha inciso questo split vede Jason Netherton (ex-Dying
Fetus) al basso ed alla voce. Mark Kloeppel (anche nei Cast The Stone)
alla chitarra e alla voce, Sparky Voyles (anch'egli ex-Dying Fetus, e
membro di altre band) alla chitarra e Adam Jarvis (anche All Will Fall)
alla batteria. Al loro attivo, i Misery Index hanno tre EP, due album e
un vasto numero di split. Il gruppo fa parte della famiglia della
Relapse Records.
I Mumakil invece vengono da Ginevra e si sono formati nel 2004. La
formazione che ha realizzato le canzoni per questa uscita vede Taverne
(già nei Nostromo, ma anche negli svizzeri Knut) al basso, Seb (anche
nei Deceit) alla batteria, Thomas (ex-Stump Fucking) alla voce e Jéjé
(anche nei Nostromo e negli Knut) alla chitarra. Nel loro carniere
troviamo un demo, un EP, un album e due split.
Sono i Misery Index ad aprire le ostilità, e lo fanno con la
consueta rabbia e determinazione. Si parte con la title-track, un canto
apocalittico sulla caduta della classe dominante dell'occidente, a
seguito della violenta reazione dei deboli, dei reietti e dei
dimenticati. L'esecuzione è serratissima, senza compromessi,
soprattutto per quanto riguarda la sezione ritmica. La batteria è molto
triggerata, però si salva dal sembrare troppo artificiale. Il suono è
potentissimo, così come la voce in growling. Tra l'altro, le linee
vocali non sono caotiche, ma rendono i testi comprensibili: infatti,
per i Misery Index i testi hanno un'importanza fondamentale. C'è spazio
anche per un rallentamento sensibile, prima di una nuova ripartenza.
Niente assoli, niente fronzoli: solo violenza pura.
"49 Seconds Of Hate" è fedele al suo titolo: l'odio si esprime
attraverso parole cariche di disprezzo, e mediante un'esecuzione non
velocissima, ma sentita ed aggressiva. Nei testi vengono citati Rupert
Murdock e Bill O'Reilly (giornalista statunitense, repubblicano): si
avverte un odio palpabile contro i potenti e l'establishment americano,
soprattutto quello attuale con Bush al governo.
E proprio il presidente degli Stati Uniti viene biasimato in "The
Color Of Blood", con l'appellativo di "grande fratello". Il testo
denuncia il controllo esercitato su una società di consumatori, e sul
declino di un popolo privo di veri ideali, dalle facili soddisfazioni e
dallo spirito critico pressochè inesistente. Il suono dei Misery Index
è intenso come al solito, grazie anche all'ottima registrazione
realizzata dallo studio Sprock's Enterprise di Saint Louis (la voce
però è stata registrata agli studi Hit And Run di Rockville). Nel suo
complesso, la canzone non è totalmente arrembante, perchè ha
un'incedere deciso e quasi marziale. Però spesso la batteria si lancia
in mitragliate distruttici, ed il gruppo nel suo insieme sembra
contenere a stento tutta la sua grinta. C'è comunque spazio per un
passaggio solista della chitarra, che arricchisce un suono
complessivamente oscuro e potentissimo.
"Meet Reality" contiene in sè dei germi melodici inediti che, pur
se limitati, proiettano la traccia lontana anni luce da quelle che
l'hanno preceduta. Poi la melodia viene assorbita dalla violenza
dominante, e tutto diventa un massacro di grind puro e terremotante.
Davvero notevole il groove creato dalla band nei momenti più lenti,
mentre le accelerazioni mozzano il respiro all'ascoltatore. Davvero
grintosi e convinti, questi americani!
Passiamo ora ai Mumakil, ed alle loro quattro canzoni. Come ho
scritto in precedenza, i testi sono assenti dal libretto, perciò posso
dedurre il significato delle varie traccie solo dai titoli.
"Mass Murder Institution" è una mazzata che spezza ossa e maciulla
muscoli. L'esecuzione è tirata allo spasimo, pur mantenendo una
precisione impressionante. Non ci sono indicazioni sugli studi di
registrazione, ma devo segnalare come il suono sia spettacolare,
potentissimo e pulito. Questo differenzia molto la band svizzera da
quella americana, che ha optato per un suono più fangoso e marcio. Qui
il grind esplode in tutto il suo splendore di protesta, grazie anche
alla classica interpretazione vocale in screaming ed in growling.
"Control" è un brano più classico, che sorprende un po' di meno
data l'assenza di passaggi "particolari". Resta comunque impressionante
la violenza esecutiva, potenziata da un suono di chitarre pieno e
deciso, e da una sezione ritmica instancabile e cattiva. I Mumakil
hanno un approccio al grind decisamente tradizionale, infatti le
sezioni cadenzate sono pressochè inesistenti: nella loro musica, è la
velocità a farla da padrona assoluta.
La conferma arriva con "Apathy", che nonostante il titolo travolge
tutto quello che si trova davanti mitragliando note e battiti. Nella
sua breve durata, mette insieme una serie di buone trovate, con riff di
qualità e tanta passione: la struttura del brano è minimale ed onesta,
ma mai banale.
Ancor più violenta, "Get Wasted Or Die" esprime una furia
incontrollabile, grazie ad un drumming incontrollabile, con i piatti
letteralmente "picchiati". Le chitarre macinano i pochi riff con cura e
dedizione, mentre il cantante sembra in preda alle convulsioni. Tanto
odio, quasi accecante, rende notevole anche la proposta musicale dei
Mumakil.
Misery Index e Mumakil suonano due tipi di grind molto diversi fra
di loro, ma le due band condividono l'atteggiamento ostile verso il
mondo di oggi. Gli americani ovviamente puntano il dito contro il loro
paese, mentre credo che per gli svizzeri la critica alla società sia un
po' più vasta, dato che in genere gli europei tendono ad avere una
visuale degli eventi meno nazionalista rispetto a quella degli
statunitensi. E' innegabile il fatto che in soli tredici minuti, le
orecchie dell'ascoltatore vengano torturate da una furia senza freni,
accentuata da due qualità di registrazioni di valore. Per gli amanti
del grindcore, questo split potrebbe rivelarsi una chicca. Certo,
tredici minuti non sono tanti, però in questi pochi minuti vengono
espresse un gran numero di buone idee musicali. E poi, sapete com'è la
mia opinione nei confronti della Power It Up: tutte le uscite
dell'etichetta tedesca che ho avuto la fortuna di ascoltare, mi sono
sempre piaciute. Rispetto all'immondizia che, ahimè, spesso inficia il
valore di una scena solida come quella grind, la Power It Up propone
sempre dischi di valore. E questo split non fa eccezione, corredato
com'è anche da una veste grafica di tutto rispetto.
Acquistando "Ruling Class Cancelled" avrete l'opportunità di
godervi il lavoro di due buone band. Un acquisto obbligato quindi per i
completisti dei due gruppi, mentre per chi ancora non li conosce può
essere l'occasione di conoscere due realtà musicali di qualità.
(Hellvis - Maggio 2008)
Voto Misery Index: 7.5
Voto Mumakil: 7
Contatti:
Mail Misery Index: miseryindex@hotmail.com
Sito Misery Index: http://www.miseryindex.com/
Mail Mumakil: info@mumakil.ch
Sito Mumakil: http://www.mumakil.ch/
Sito Power It Up: http://www.power-it-up.de/