MISANTHROPE
Variation On Inductive Theories
Etichetta: Holy Records
Anno: 1993
Durata: 49 min
Genere: avantgarde-death
Questo è il primo album dei francesi Misanthrope, uscito 2 anni dopo lo split CD con i cileni Torturer, e segnerà l'inizio della collaborazione (tuttora attiva) con l'etichetta francese Holy Records. Rispetto allo split d'esordio ci sono molte differenze, a partire dalla line-up (è rimasto solo il chitarrista/cantante Philippe Courtois De L'Argilière, va fatto notare che da questo album ha aggiunto il secondo cognome), passando per la registrazione (stavolta è decente), e finendo con lo stile (meno incazzato e più ricercato).
Sopra ho definito questo album come "avantgarde-death", queste 2 parole dicono tutto e nulla, ma non sapevo che altro mettere... Di sicuro lo stile dei Misanthrope si è sviluppato dal death metal, e questa radice si sente ancora in molti riff, nelle parti più tirate e nelle parti con la voce growl. Ma la musica presente su questo album non è death metal puro, anzi, le affinità con gruppi tipo i Morbid Angel sono praticamente inesistenti. In questo album i Misanthrope hanno cominciato a ricercare uno stile personale, in cui uniscono atmosfere malinconiche (quasi romantiche) all'aggressività del death, ed il risultato è un album in cui melodia e violenza hanno la stessa importanza. La velocità delle canzoni varia in continuazione, passando da parti tirate a parti lente, quasi doom. Le chitarre seguono questo andamento, passando da riff pesanti e dissonanti, a parti arpeggiate ed assoli melodici.
Però le due caratteristiche fondamentali per il futuro dei Misanthrope sono la voce ed il basso. De L'Argilière (la vera mente del gruppo) comincia a sperimentare varie soluzioni nel suo cantato, passando da parti di puro growl a parti cantilenanti ed anche parti in cui sembra stia cantando una litania sofferta. Questo continuo variare nello stile vocale diventerà il punto di forza del gruppo, ma qui siamo ancora all'inizio ed i risultati sono ancora un po' acerbi. Poi una nota a parte la merita il bassista Jean-Jeacques Moréac, qui appena entrato in formazione e non ancora partecipe delle composizioni delle canzoni. In questo album per la maggior parte del tempo si limita a fare un normale lavoro ritmico senza infamia e senza lode, ma ogni tanto se ne parte con dei pezzi assurdi che danno una marcia in più ai brani, visto che questi passaggi colgono sempre di sorpresa l'ascoltatore. Anche lui darà il suo meglio in futuro.
La produzione dell'album è sufficiente o poco più. Le chitarre hanno un suono poco corposo, ed in generale tutti i suoni non sono molto potenti. Però almeno stavolta si riesce a seguire ogni parte della musica dei Misanthrope, meglio non lamentarsi. La confezione è carina, con un buon libretto che comprende tutti i testi. La copertina è strana, è una foto sfumata in viola che riprende un tappeto di rose su cui sono appoggiati un pesce (!!!), un crocifisso ed una mano di un manichino (che tornerà in futuro nelle prossime copertine).
Insomma, cosa dire alla fine di questo album? E' strano, ma ancora acerbo. E' difficile che possa piacere a molte persone, visto che lo stile è un po' ostico e la registrazione è poco più che sufficiente. A me piace un bel po', ma penso che non ci sia nessuno disposto a dargli un voto più alto del mio. Con questo album i Misanthrope avevano dimostrato di avere ottime potenzialità, ed in futuro le sapranno mettere a frutto. Ma onestamente non me la sento di consigliarne l'acquisto ad occhi chiusi, anzi. Prima compratevi "1666... Theatre Bizarre" e "Visionnaire", se poi siete diventati dei fan sfegatati di questo gruppo allora potete cercare anche questo lavoro, altrimenti vi consiglio di lasciare perdere.
Il mio è un voto da fan sfegatato, sia chiaro, hehehehe!
(teonzo - Novembre 2002)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito internet: http://misanthrope.darkriver.net/
Sappiamo tutti come evolverà la carriera dei Misanthrope. Dopo un paio di
capitoli (tra cui questo) mediamente acerbi, ma già promettenti presi per
singole idee, tutta l'intelligenza, la raffinatezza e l'eclettismo del duo
Moréac / De L'Argilière sarà compiutamente musicata in "1666..." e in "Visionnaire".
Come? In realtà non sapevate nulla né dei Misanthrope, né dei progressi
della loro discografia? Nessun problema, avvicinatevi a loro dal punto più
alto della parabola ("1666..." e "Visionnaire" appunto) e poi, se vorrete, andate a
scovare in questo "Variation..." l'inizio di un prezioso ed originale percorso di
ricerca.
(Orion - Novembre 2002)
Voto: 7